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incontri ravvicinati coi conduttori più affermati


 

6 ottobre 2004

 

GIACOMO VISMARA SI "CUCINA" IL FARAONI

ancora una vittoria per l'espertissimo dakariano di Cenate Sopra nella categoria camion del rally in terra egiziana - al suo fianco Mario Cambiaghi -  anche quinto assoluto nella graduatoria insieme alle auto, alle sue spalle altri due "bestioni" orobici, guidati da Maurizio Panseri e Sergio Chionni

 

di Danilo Sechi 

 

Giacomo Vismara ha allungato l’elenco delle sue affermazioni in terra africana. Il pilota di Cenate Sopra, 52 anni, dakariano dalla incredibile esperienza, si è imposto nella categoria camion al Rally dei Faraoni, competizione articolata su sette tappe, coordinata dall’ex campione di Formula 1 Jackie Ickx e che nei giorni scorsi hail brindisi di Vismara col suo equipaggio al traguardo fatto notizia soprattutto a causa della morte del centauro francese Richard Sainct. 

 

Vismara si è presentato su un Unimog Mercedes della Vismara Sport System preparato nella sua officina ed ha avuto quale compagno di avventura - come  già tante altre volte in passato - Mario Cambiaghi, 35enne di Fiorano. Ha battuto il giapponese Teruhito Sugawara, in testa nelle prime giornate di gare e poi ritiratosi per la rottura del motore del suo Hino Ranger, e ha preceduto altri due equipaggi bergamaschi, quello composto da Maurizio Panseri, Matteo Paccani e Federico Gamba (Mercedes Unimog Team Overlook) e quello composto da Sergio Chionni, Marco Piana e Giulio Minelli (Mercedes Unimog Vismara Sport System). Quinti, poi, Lucio Pezzotta, Ivan Zambetti e Marino Mutti.

 

Ad avvalorare la prestazione di Vismara e Cambiaghi anche la quinta piazza assoluta nella graduatoria mista auto-camion dove è svettato il belga Alain Demevius (Bat Buggy). Tra le moto, usciti di scena tutti i piloti dello squadrone ufficiale Ktm, in segno di lutto per la tragica fine di Sainct, il successo è invece andato al norvegese Ullevalseter che ha preceduto l’italiano Oscar Polli.
"Avevo già vinto la gara egiziana - cui ha partecipato per l'11esima volta - due anni fa" sottolinea Vismara "ma allora al via c’erano solo due camion, non era stato un successo troppo esaltante, stavolta invece eravamo in otto, tutti agguerriti, in particolare Sugawara non scherzava proprio. Io sono partito un po’ in sordina, con un quinto posto nella prima tappa. Il giorno dopo è andata ancora peggio, abbiamo forato e perso circa mezz’ora tanto da arretrare al sesto posto nella generale".

 

- Poi è tornato prepotentemente alla ribalta il vero Vismara...
"In effetti ho pensato che era il caso di rimboccarsi le maniche e ho cominciato ad attaccare. Così ho vinto le quattro tappe successive e poi ho amministrato la situazione, giungendo secondo, in quella conclusiva. In particolare il penultimo giorno sono partito in testa e ho staccato tutti, non sapevo che Sugawara si era dovuto ritirare e ho preso anche qualche rischio. Il secondo classificato è arrivato oltre venti minuti dopo. Se avessi saputo del loro guasto sarei stato più prudente, proprio come ho fatto nella tappa finale, che ci ha portati al solito fantastico scenario delle piramidi di Giza". 

 

- Quanto siete stati influenzati dall’incidente di Sainct?
"Siamo tutti ovviamente rimasti molto scossi. In queste gare capitano,il camion di Vismara in azione nel deserto egiziano purtroppo, simili episodi ma ogni volta si fatica a capacitarsene. Sainct era per me molto più di un collega di avventure rallistiche, era un amico. Lo avevo seguito, in qualità di assistenza veloce in auto, quando aveva vinto in sella alla Bmw le sue prime Dakar, nel 1999 e nel 2000. Alla vigilia della gara, approfittando della mia vicinanza alla Acerbis di Albino, uno dei suoi sponsor, mi aveva chiesto di portargli l’abbigliamento da gara per il rally ed ero stato ben felice di aiutarlo. Qualcuno lo dipingeva come antipatico, non è vero, era solo timido e introverso, conoscendolo bene era un ragazzo d’oro, il settore ha perso un grande personaggio". 

 

- Dietro l’angolo c’è già la Dakar 2005, è vero?

"Confermo, mi hanno sollecitato a regolarizzare al più presto le iscrizioni perchè la prossima edizione si preannuncia gettonatissima, c’è il rischio di non potervi partecipare. Ci mancherebbe altro, sarà la mia 22esima Dakar su 27 edizioni, non male come record, no?. Nel settore camion saremo in parecchi, gli equipaggi orobici al via dovrebbero essere almeno quattro".