m o t o w i n n e r s

spazio interviste

incontri ravvicinati coi conduttori più affermati


settembre 1988

 

WALTER SURINI EL CONQUISTADOR DEL PERU'

perentoria affermazione nel 2° Incas Rally del forte conduttore di Rogno

 

Surini in gara nella competizione peruviana

 

 

Era in agguato da parecchio, si preparava sempre scrupolosamente e con immutato entusiasmo, aveva maturato la necessaria esperienza e malizia, ma qualche avversità gli aveva sempre impedito di assaporare la gioia del successo prestigioso. Finalmente nel giugno scorso il colpaccio, l'affermazione nella seconda edizione dell'Incas Rally, in Perù, una delle manifestazioni più affascinanti e titolate del settore.
Un'affermazione perentoria, inconfutabile, da consumato campione, in testa dall'inizio alla fine.
Walter Surini ha dovuto emigrare nel lontano Sudamerica per dimostrare tutta la sua forza, ma ne valeva davvero la pena, ora non deve più dimostrare nulla, ha fatto capire di che pasta è fatto, deve solo ripetersi, magari in qualche corsa africana o anche più vicina a casa, a Rogno, all'inizio della Val Camonica, sua città natale, dove vive da sempre.
- Surini, raccontaci i momenti decisivi della tua straordinaria gara peruviana.
Al primo giorno c'è stato subito un fatto saliente. Mi si è rotto il contachilometri e, approfittando del numero alto di partenza, avevo il 35, ho deciso di seguire le tracce sul terreno senza consultare il road-book. Era una speciale di circa 100 km e l'ho vinta staccando di circa 4 minuti Edi Orioli. 
L'inconveniente si è quindi trasformato in certa vincente ed il morale mi è salito alle stelle. Il secondo giorno Orioli mi ha ripreso, ma poi nella terza tappa ho nuovamente vinto. A quel punto ho cominciato a difendermi e tutto si è fatto più facile quando Orioli ha rotto il motore. Era la quinta tappa, gli mancavano solo dieci chilometri alla fine della speciale. É stato comunque stressante stare al comando e fare una gara amministrando il vantaggio, non ero abituato ed alla fine ero davvero distrutto. Sulla prima pagina di un giornale locale hanno pubblicato una mia foto mentre, sfinito, schiaccio un pisolino. Diceva "il riposo del guerriero". Probabilmente la tensione accumulata mi ha provocato un attacco di sonno irrefrenabile. 

- Avresti detto alla vigilia di poter centrare la vittoria o puntavi solo ad un buon piazzamento? 
Se fossi stato subito escluso dal gruppetto dei potenziali vincitori probabilmente non avrei neppure partecipato alla gara. Obiettivamente le probabilità di potercela fare erano limitate ma un pensierino, seppur piccolo piccolo, l 'ho sempre fatto nei giorni che hanno preceduto la manifestazione. Quando ho visto che potevo tenere il passo dei migliori il pensierino è diventato convinzione, ho corso al massimo della concentrazione e non ho più lasciato nulla al caso. 

- Questa vittoria che novità ti ha portato? E come ti hanno accolto a Rogno, al tuo ritorno? 
Non c'è stata una svolta eclatante, significativa. Stiamo solo valutando, con Farioli, su quali prossimi appuntamenti concentrarci cercando di fare ancora centro. Quanto all'accoglienza riservatami da familiari, parenti, amici e compaesani si è trattato di qualcosa di indimenticabile, una vera babilonia. Avevano tappezzato con grandi cartelloni la strada statale in prossimità dell'ingresso in paese ed organizzato un maxirinfresco nel giardino di casa. C'era anche il sindaco del paese ed alcuni assessori. Mi hanno promesso che alla festa dello sport, che si svolge sempre a settembre, verrò premiato e nuovamente ringraziato. Pensa che io proprio non me l'aspettavo tutto questo can-can ed in un primo momento sono stato tentato di scappar via! Qualche manifesto, poi, sottolineava la simpatica rivalità esistente con il grande rallista mio compaesano (è nato a Rogno ed ora risiede a Costa Volpino) De Petri il quale, a suo tempo, in occasione del successo nel Rally dei Faraoni, aveva avuto pure accoglienze festose. 

- Nel Rally del Titano, invece, non sei stato altrettanto brillante. Cosa non ha funzionato ? 
Ero partito bene, dopo il prologo ero secondo dietro a Toso. Poi ho avuto dei problemi con un cavo di rinvio del trip master elettronico, continuava a rompersi e non potevo così consultare il road-book. Allora ho deciso di aspettare Orioli e di accodarmi a lui. Andava veramente forte ma sbagliava anche spesso strada. Io ero disorientato perchè non sbaglio praticamente mai, l'unica volta che mi è successo al Titano, su mia decisione, è stato a causa di una nota sbagliata, e fra l'altro è successo in un punto già attraversato nell '87, in prossimità di un abbeveratoio. Chi c'era già passato ha evitato l'errore mentre io, l'anno scorso già ritiratomi a quel punto della gara, sono cascato nel tranello perdendo tempo prezioso. E' successo anche a Picco, pure lui ritiratosi precedentemente l'anno passato. Concludendo sono giunto sesto. 

- Tu ti sei spesso diviso tra enduro e rally ed in entrambi ha sempre saputo metterti in luce. Quale delle due discipline preferisci?
Mi piacciono entrambe. Nella regolarità ti diverti perchè puoi concentrarti solo sulla guida senza distrazioni o condizionamenti. Nei rally, invece, c'è il fascino delle località attraversate, solitamente molto più suggestive ed inesplorate, e poi c'è questa impostazione da caccia al tesoro che mi appassiona. Mi piace cercare la strada giusta, mi piace la topografia, mi sono subito trovato a mio agio col road-book a differenza di-altri colleghi che non possono sopportarlo. 

- All'ultima Valli Bergamasche eri iscritto ma non ti sei presentato. Come mai? Non ci tenevi? 
Ci tenevo eccome ma ero appena tornato dal Perù ed avevo la mano destra tutta gonfia a causa di problemi ai tendini. Inoltre la mia moto era già stata preparaata per il Rally del Titano e per non compromettere la mia partecipazione a quella gara ho deciso di seguire la Valli solo come spettatore, seppur a malincuore. 

- Raccontaci dei tuoi inizi, della tua scelta di questo sport, di chi ti ha aiutato. 
Per qualche anno ho praticato contemporaneamente lo sci e l'enduro, ero tra i migliori in campo nazionale anche sulle nevi, mi piaceva la discesa libera, poi ho optato per le moto. I miei genitori consideravano pericolosi entrambi questi due sport, ma quando hanno visto che i risultati erano molto confortanti si sono ricreduti e mi hanno anche aiutato. Alla mia prima gara, infatti, nell'82, vinsi tra i cadetti e l'anno successivo risultai campione italiano junior. 
Ora devo molto a mio padre, col quale lavoro in qualità di geometra, nella sua impresa ediile. Mi lascia il tempo di correre anche se poi devo fare gli straordinari per recuperare il tempo perso. 

- Per il futuro cosa bolle in pentola? Ti vedremo al via dei Faraoni e della Dakar? 
Mi piacerebbe moltissimo. Farioli ritiene però i suoi mezzi non adatti per queste competizioni africane e quindi, col suo consenso, dovrò accordarmi con qualche altro team che abbia fiducia in me. Non è da escludere che l'impresa riesca, c'è già stato qualche contatto. Sempre con la KTM sarò prima impegnato in California. Certo col passaggio quest'anno nella squadra corse dellla KTM-Farioli ho trovato un'organizzazione come mai prima avevo avuto, un aspetto importante quando si vuole puntare in alto. 


IDENTIKIT DI WALTER SURINI 

Anagrafe 

Luogo di nascita - Rogno (Bergamo) 

Data di nascita - 12 giugno 1961 

Residenza - Rogno (frazione Rondinera) 

Statura - 1.82 metri 

Capelli - biondo castano 

Occhi - marroni 

Peso - 75 Kg 

Famiglia - padre Bruno, imprendiitore edile; madre Angela, casalinga; due sorelle Olga e Rosy 

Curiosità 

Segno zodiacale - Gemelli 

Cibo preferito - dolci e dessert 

Attore - Harrison Ford 

Programma TV - documentari 

Letture - riviste di moto e di aeronautica 

Cantante - James Taylor 

Musica - country, west-coast e pop 

Hobby - sci, wind-surf e roccia 

Idolo sportivo - Gilles Villeneuve 

Automobile - Ferrari Testa Rossa 

Amimali - tutti 

Carriera 

inizio attività agonistica - nel 1982
Prima gara - prova di campionato lombardo cadetti a Breno (vittoria assoluta e nella classe 250 su Puch) 

Successi - nell'83 primo nel campionato italiano junior enduro classe 500
nell'84 e nell'86 terzo nel campionato italiano senior enduro classe 500
nell'85 primo al Rally dei Fiori categoria oltre 125 moto di serie e quinto assoluto; 
nell '86 medaglia d'oro alla Sei Giorni enduro di San Pellegrino
nell '86 primo assoluto al Rally Sestriere 1000, primo categoria oltre 125 moto di serie al Rally di Sardegna e terzo assoluto
nell'87 medaglia d'argento nella Sei Giorni enduro in Polonia
nell'87 primo nel campionato italiano endurance Trofeo Secchi in coppia con Pellegrinelli e secondo assoluto al Rally di Sardegna
nell '88 sesto al Rally dei Fiori, primo assoluto al Rally degli Incas in Perù e sesto assoluto al Rally del Titano.