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incontri ravvicinati coi personaggi più affermati


Paolo Sesti - intervista ottobre 1996

 

pochi giorni dopo l'elezione il nuovo presidente traccia il suo programma

"ECCO LA MIA RICETTA

PER CAMBIARE VOLTO ALLA FEDERMOTO"

"Per prima cosa dovremo riorganizzare il funzionamento della struttura federale, sia negli uffici romani che nelle sedi e attività periferiche, dovremo attivare i meccanismi informatici che ci sono ma che sono attualmente sottoutilizzati, dovremo avere maggiore velocità di comunicazione tra la struttura centrale ed il resto d'Italia, dopodichè potremo mettere in atto il piano di rinnovamento che ho presentato il presidente Fmi Paolo Sesti unitamente alla mia candidatura puntando su una nuova impostazione gestionale, non verticistica nè personalizzata ma piuttosto collegiale e professionale, concentrandoci sulle vere necessità dell'utenza motociclistica, proponendo formule agonistiche più al passo coi tempi, ovvero più semplici e meno costose".

 

Ha le idee chiare su come rivitalizzare la Federmoto il nuovo presidente, l'imprenditore bergamasco Paolo Sesti, 49 anni, ex pilota, sulla poltrona più prestigiosa della Fmi dal 28 settembre, quando è stato eletto a stragrande maggioranza dall'Assemblea generale tenutasi a Roma.

 

- Ha fatto un po' storcere il naso l'unica candidatura. Come ci si è arrivati, da cosa è dipeso, non c'erano proprio alternative?

"Non è certo dipeso da me. Erano emerse all'inizio alcune candidature di presidenti regionali, segnatamente quello delle Puglie, e poi quella del patron del Motor Show di Bologna, Alfredo Cazzola, ma poi si sono tutti ritirati".

 

- L'attività di presidente è molto impegnativa; come conta di conciliarla con la sua professione?

"Questo è proprio uno dei motivi per i quali ho inizialmente esitato prima di buttarmi in quest'avventura. Ho stabilito di passare tre giorni, all'inizio della settimana, a Bergamo, ed i restanti tre a Roma. Per fortuna nel periodo invernale la mia abituale attività rallenta per cui potrò dedicarmi con ancora maggior dedizione alla Fmi. In prospettiva, se riuscirò ad organizzare al meglio la struttura romana, la mia presenza nella capitale potrebbe non risultare sempre indispensabile".

 

- Dopo i collaboratori emersi dalle votazioni ne dovrà scegliere anche qualcuno direttamente. Con che tempi conta di farlo?

"Per il momento abbiamo affidato una delega per il problema più urgente, quello delle finanze; in questo fine settimana, alla prossima riunione del Consiglio, intendo incaricare un vicepresidente di tenere costantemente i collegamenti con tutte le strutture periferiche, dovrà periodicamente andare nelle diverse regioni, dovrà illustrare i programmi ed i propositi del Centro, dovrà recepire dalla periferia i loro problemi. Gli organismi definitivi dei quattro anni, da scegliere con molta attenzione, li definiremo invece entro fine anno. Adesso stiamo definendo tutte le normative sportive e tutti i calendari-gare del '97. E' logico che questo lavoro venga effettuato dalle strutture attuali, se cambiassimo subito verrebbe perso troppo tempo prezioso".

 

- Col vicepresidente di collegamento si cercherà di superare quello scollamento esistente fra vertici e base. Per l'emorragia di iscritti, invece, cosa si può fare?

"Dobbiamo dare di più in abbinamento alla tessera e, ovviamente, divulgare questi servizi e queste agevolazioni. Dobbiamo dare sconti assicurativi, autostradali, nell'acquisto di accessori motociclistici, all'ingresso di tutte le manifestazioni, dobbiamo stipulare interessanti convenzioni, dobbiamo andare più incontro alle esigenze dell'utenza della strada. Perché, per esempio, le motociclette non possono utilizzare la Viacard ai caselli autostradali?".

 

- Tra i suoi incarichi c’è anche quello di coordinatore di tutta l’attività sportiva. Ha già deciso chi la sostituirà? 

"Ho in mente un pool più che un uomo, un gruppo di lavoro dove il responsabile di ogni specialità risponderà in tutto e per tutto di quanto fatto e ottenuto. Si occuperà sia dell’aspetto sportivo che dell’aspetto tecnico, non dovrà scaricare su altri le eventuali carenze e sarà lodato per eventuali successi". 

 

- Gli appassionati bergamaschi, che tradizionalmente prediligono le discipline fuoristrada, potranno contare, con lei presidente, su una maggiore attenzione nei confronti di trial, motocross e, soprattutto, enduro? "Ci sarà certamente una maggiore attenzione a livello generale. come quadri direttivi ho in mente persone competenti e motivate, per quanto riguarda i problemi normativi abbiamo giacente al Parlamento una proposta di legge per la circolazione fuoristrada. Anche in questo caso, però, non basta impegnarsi se poi i nostri tesserati e utenti non vengono a conoscenza delle varie iniziative. Insomma è la comunicazione, lo ribadisco, uno degli aspetti sui quali ci si deve maggiormente concentrare".

 

Danilo Sechi

 

 

 

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