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Non c’è due senza tre. Il noto adagio piace a Giovanni Sala che lo ha fatto suo aggiudicandosi il terzo titolo consecutivo nel campionato mondiale di enduro. L’asso bergamasco si è pure migliorato in quanto nel ‘93 e nel ‘94 aveva vinto con una giornata di anticipo mentre stavolta ha annientato i rivali già prima della disputa dell’ultimo Gran premio.
“Ma non è stato così facile come potrebbe apparire” tiene a precisare il numero uno azzurro “dovevo vedermela con piloti esperti e veloci come Pellegrinelli,
Peterhansel e Edmondson, c’è stato poco da scherzare. A mio parere è stato determinante partire subito bene, anzi benissimo, con le doppiette messe a segno in Spagna e Portogallo. Ho preso un bel margine di vantaggio, quindi ho costantemente ottenuto risultati di rilievo laddove i miei rivali sono risultati più discontinui e con questa regolarità ho spento le loro velleità. Mi è spiaciuto solo essermi fatto precedere da Peterhansel nel Gran premio d’Italia di San Severino Marche ma la prova speciale su prato bagnato è proprio quella che meno mi si addice. Avrei potuto rischiare di più ma c’era anche il pericolo di compromettere l’intero campionato, ho preferito non esagerare e incamerare punti preziosi.”
Nella prova successiva, in Francia, Giò ha comunque reso lo sgarbo al fuoriclasse transalpino battendolo nella gara di casa. Complessivamente ha vinto sette giornate su dodici, il suo ritmo lo ha portato ad un totale di 217 punti (l’anno scorso, quando il torneo risultò pure articolato su dodici giornate, furono 215). Con Peterhansel la rivalità si trascina da tempo, il loro duello è tra i motivi più esaltanti della specialità. L’apice era stato toccato alla Sei Giorni Usa quando vinse il francese e Sala non aveva potuto forzare per non rischiare di compromettere il successo a squadre della formazione azzurra. Ma si era ripromesso di vendicarsi alla prima occasione. E ha mantenuto la promessa.
- Rende più felici il primo titolo o l’ultimo?
“Ogni titolo mondiale suscita sensazioni bellissime. Il primo ha il sapore della novità e ti lascia incredulo, ma io mi affeziono di più all’ultimo, ogni volta mi sembra che le difficoltà siano aumentate, che i rivali siano più agguerriti e quindi lo trovo più appagante. In effetti nel ‘93 dovevo vedermela solo con Jimmink e Esquirol, nelle due stagioni successive la concorrenza è stata assai più quotata.”
- Col mondiale che termina spesso in Scandinavia
è favorito dal fatto di non avere - come succede a Rinaldi, Passeri e Farioli - quale primo rivale un campione di quelle parti, no?
“E’ vero, rispetto a loro ho questo vantaggio. Bisogna però precisare che Hedendahl in Svezia è andato molto bene. In ogni caso col vantaggio accumulato in precedenza penso che nessuno avrebbe potuto impensierirmi. In Svezia e Finlandia si corrono gare di altissimo livello, dopo l’Italia ritengo siano le migliori del campionato, soprattutto il pubblico è sempre numeroso e entusiasta. “
- Le possibili conseguenze per la benzina irregolare riscontrata sul
suo mezzo in Spagna l'hanno condizionata nel rendimento?
“Assolutamente no. Si sapeva da tempo che al massimo potevamo essere puniti con una multa. Mi ha però scocciato il fatto che dopo la gara svedese, quando ormai avevo conquistato matematicamente il titolo, siano venuti a dirmi che forse, oltre alla multa, rischiavo una penalizzazione nella classifica. Non si può, a distanza di mesi, non avere preso un decisione definitiva, irrevocabile. Io la gara finlandese l’avevo presa un po’ sottogamba e ho dovuto rimboccarmi le maniche all’ultimo momento e, benomale, ho vinto la prima giornata. In ogni caso il nostro team aveva dimostrato di aver regolarmente acquistato quella benzina presso un distributore “Campsa” spagnolo e la concentrazione di piombo era irrisoria, 0,045 rispetto ai regolamentari 0,013, una differenza minima che certamente non ha influito sul rendimento del motore. Se si voleva fare i furbi era ben altra la concentrazione da utilizzare.”
Anche nel campionato italiano Sala ha centrato il bersaglio con una prova d’anticipo,
cogliendo ’ennesima doppietta a Sarnano. Ha nuovamente vinto il titolo assoluto il secondo) e il titolo della classe 250 (il quarto consecutivo), l’antagonista più ostico è stato Scovolo.
“Non è stata una passeggiata neppure questa. Sia a Rodengo Saiano che a Sarnano Scovolo è stato bravissimo ma sulla mia affermazione finale penso ci sia comunque poco da recriminare.”
- Chi è secondo
lei il pilota italiano che potrebbe in futuro emulare le sue gesta?
“Io punto su Gallino. Secondo me è lui l’italiano emergente fra i più giovani anche se finora non è riuscito ad esprimere tutto il suo potenziale. E anche Rubin, il vincitore dell’europeo, mi sta impressionando bene.”
- Come
impegna il tempo libero?
“Pratico alcuni altri sport come il tennis e la bici. Mi piace moltissimo sciare, anche se per contratto non potrei, e poi amo il trekking, mi piace camminare in montagna da un rifugio all’altro. Quelli delle Prealpi Orobiche penso di averli raggiunti tutti.”
- Cosa
le piace leggere?
“Non leggo molto. Come libri recentemente ho letto quello di Oriana Fallaci sul Vietman. In generale preferisco leggere le riviste specializzate del nostro settore oppure settimanali e mensili.
- Quando
va al cinema che genere sceglie?
“Solitamente sceglie per me la mia ragazza Mariangela. E’ lei l’esperta e solitamente non sbaglia.”
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Progettate anche di mettere su famiglia?
“Per il momento no. Penso che se ne parlerà dopo che avrò smesso di fare il pilota ufficiale. Adesso siamo sempre in giro, abbiamo poco tempo da dedicare agli affetti, ne riparliamo più avanti.”
- Tra voi piloti, quando non parlate di moto, quali sono gli argomenti preferiti?
“Con gli altri piloti del mio team, Rinaldi, Carminati e Farioli, parliamo di vita quotidiana, di cosa abbiamo fatto o faremo nel tempo libero, non
disdegniamo l’argomento donne, io sono appassionato di calcio, Rinaldi preferisce il ciclismo e così via.”
- Di politica non parlate mai?
“Io non me ne intendo molto e quindi solitamente preferisco ascoltare i pareri degli altri.”
- C’è qualche campione sportivo che
ammira particolarmente?
“Mah, così sui due piedi non mi viene in mente nessuno, di sicuro non mi piacciono le guasconate alla Tomba.”
- E tra Biaggi e Capirossi, i due assi che dividono gli appassionati di velocità,
lei chi trova più simpatico?
“Sicuramente Capirossi, non ho dubbi”
- Per quanto ancora
le piacerebbe correre?
“In moto penso che andrò sempre. Come pilota ufficiale di sicuro continuerò ancora per due anni poiché mi è stato rinnovato il contratto dai dirigenti austriaci della Ktm. La cosa mi ha fatto
estremamente piacere perché da tempo ritengo che il team Farioli sia il numero uno del settore, poi io vado d’accordo con tutti, meccanici, colleghi e dirigenti, meglio di così... certo quando non trovassi più un appoggio diretto le cose prenderebbero ben altra piega.”
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Pensa che smetterebbe se non le riuscisse più di vincere?
“Quando non riuscirò più a vincere le cose sicuramente cambieranno. In ogni caso non mi porrò il problema di smettere da campione. Quando verrà il momento di abdicare non entrerò in depressione, questo fa parte della vita e fa anche parte delle inevitabili vicende dello sport. Comunque vada spero di accontentare sempre i miei tifosi, sono tanti e sono anche fuori dai confini nazionali. C’è un fans club nel mio paese, a Gorle e uno in Germania. A Capriolo, poi, c’è un fans club Ktm, ogni occasione di incontro con loro è gran festa”
E le occasioni non mancano. Dopo mondiale ed italiano dietro l’angolo c’è la Sei Giorni polacca.
SCHEDA DI GIOVANNI SALA
Data di nascita - 23 novembre 1963
Residenza - Gorle (Bergamo)
Stato civile - Celibe
Statura - 1.80 m
Peso - 80 kg
Motoclub - Lumezzane-Aignep
Team - Ktm-Farioli
Inizio attività agonistica - 1979
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