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Qualche volta davvero i sogni possono trasformarsi in realtà. Da mercoledì ne è consapevole anche il pilota di motovelocità Jarno Ronzoni, 29 anni, di Bonate Sotto, alfiere del Mc Bergamo, da tempo autore di brillanti prestazioni nei tornei nazionali ma mai riuscito a spiccare il volo verso l’elite della specialità.
La telefonata giusta ed ecco la svolta. Un infortunio al pilota francese Erwan Nigon, esponente del Team tedesco Yamaha-Kurz, qualche addetto ai lavori che segnala le doti di questo ragazzo bergamasco, reduce dalla strepitosa vittoria sulla pista di Varano de’ Melegari (Parma) nella Tordis Cup 250 Gp, ed il gioco è fatto. Ieri mattina Jarno è volato in Spagna domenica sarà tra i protagonisti della gara della quarto di litro, nè più nè meno di Rolfo, Battaini, De Puniet, Poggiali, Elias, Nieto, Pedrosa e via discorrendo.
Per i tanti appassionati di motociclismo bergamaschi un motivo un più per seguire il Gran premio in terra andalusa, da affiancare alla voglia di vedere un altro spettacolare duello tra Vale e Max, da affiancare al desiderio di avere nuovamente Robi Locatelli tra i primattori della gara della classe 125.
"Ragazzi, che soddisfazione! Ormai non ci speravo proprio più che mi si presentasse una simile occasione!" commenta raggiante Ronzoni "sono anni che corro ad un buon livello ma sono sempre stato il classico privato, con pochi sponsor, pochi soldi a disposizione e quindi mezzi non sempre adeguati. In queste condizioni mettersi in luce nella velocità è davvero difficile. Questa opportunità è quindi importante e anche se parliamo di un mezzo che non può certo lottare per le prime posizioni potrò vivere il campionato del mondo dal di dentro, in prima persona. Si tratta comunque della sostituzione solo per questa gara, quindi non c’è da montarsi la testa, c’è da mettercela tutta per fare un buon lavoro e dimostrare di essere all’altezza della situazione."
Ronzoni andrà ad affiancare l’altro alfiere del Team Kurz, il giapponese Naoki Matsudo, nono nel mondiale 2003 e 18° nella precedente gara di Welkom.
- Ha già disputato qualche gara sulla pista di Jerez?
"Macché, mai vista in vita mia. La conosco solo per averla vista in televisione e per averci giocato con la play-station. Ma questo non mi preoccupa più di tanto, ho un buon coefficiente di adattamento alle nuove situazioni, non dovrei tribolare troppo. Certo, spero proprio che non si metta a piovere, in quel caso per me si metterebbe male".
- Dal suo nome di battesimo si deduce che in famiglia si respiri da sempre aria di motori...
"Certamente, come per tutti o quasi i miei coetanei che si chiamano Jarno c’è dietro un padre che era un grande estimatore di Saarinen, il grande campione finlandese. Mio padre Franco è stato pure lui pilota di motovelocità ed ha anche partecipato a qualche gara del campionato italiano. Mi segue sempre nelle competizioni, mi consiglia ed aiuta molto."
- Come si è avvicinato al mondo delle corse?
"Ho cominciato giovanissimo, nel minicross, per poi approdare al motocross. Ad un certo punto l’attrazione per la pista ha avuto il sopravvento sul fuoristrada e mi ha coinvolto. Ho disputato diversi campionati e tornei, tra gli altri il Trofeo Suzuki, poi sono passato alle Gp, il mio risultato più significativo nel tricolore è maturato nel 2001, quando mi sono classificato in quarta posizione."
- Torniamo a Jerez. Cosa si è prefisso come obiettivo?
"Difficile sbilanciarsi. Spero di adattarmi al più presto alla moto e alla pista e quindi evitare di restare troppo attardato rispetto ai migliori".
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