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m o t o w i n n e r s |
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spazio interviste |
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incontri ravvicinati coi personaggi più affermati |
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Renzo D'Adda - intervista maggio 2002 |
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è alla prima esperienza nella direzione di una gara internazionale ma il vice presidente del Moto Club Bergamo è tranquillo e afferma... |
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"L'INCARICO NON MI SPAVENTA ABBIAMO UNO STAFF D'ECCEZIONE" |
Il
direttore di gara della Valli Bergamasche 2002 sarà Renzo D'Adda, anche
vicepresidente del Moto Club Bergamo, il sodalizio da sempre organizzatore della
famosa competizione fuoristrada.
"E’ una novità assoluta per il campionato mondiale" spiega D’Adda "una discriminante in più che il Comitato internazionale federale della disciplina intende introdurre dal 2003. Per vedere se funziona è stata scelta la Valli, nelle precedenti tappe del mondiale di quest’anno non si è ancora vista. Nella zona del Ghiaone Borlezza prepareremo un tratto di meno di un km che sarà cronometrato, Sarà così duro che i concorrenti potranno farsi aiutare da due meccanici autorizzati provvisti di apposito pettorale. Nessun altro potrà entrare sul percorso. E’ un esperimento ma non è da escludere che la giuria internazionale, dopo aver visionato la prova il venerdi della vigilia, decida che i tempi cronometrati valgano per le classifiche ufficiali. In ogni caso sono sicuro che la novità richiamerà tantissimi appassionati".
- Quali altri innovazioni presenta questa Valli 2002 e in cosa si differenzia dall’ultima, la riuscitissima edizione ’99? "Ci siamo impegnati per migliorare ulteriormente quanto fatto tre anni fa. Avremo, oltre alla "trialera", cinque prove speciali, delle quali quattro in fettucciato ed una in linea. Le prime tre saranno in rapida successione, poco dopo il via, tutte nel primo controllo orario, rispetto al ’99 una sola sarà realizzata nel medesimo posto, le altre quattro sono completamente nuove. In tutto i tratti cronometrati saranno 14 più la trialera nella prima giornata e 13 più la trialera nella seconda. Il resto dell’anello del percorso, di circa 70 km, non sarà durissimo ma certamente impegnativo, la percentuale di fuoristrada si aggira sull’80 per cento. Al momento gli iscritti sono a quota 254, rappresentano 17 nazioni tra cui Australia, Brasile e Messico. I moto club italiani rappresentati saranno 28, solo il Moto Club Bergamo schiererà 36 concorrenti, le industrie saranno 7."
- La Valli Bergamasche è una delle gare di fuoristrada più famose del mondo. Le sta facendo perdere il sonno il fatto di doverla dirigere? "Tutt’altro, sono molto tranquillo. Non perché sono presuntuoso ma perché ho la fortuna di lavorare con un gruppo di tecnici eccezionali. Hanno individuato con largo anticipo i percorsi, hanno previsto ogni possibile inconveniente e programmato la soluzione o l’alternativa, hanno scelto gli uomini giusti al posto giusto, hanno quella passione sconfinata che ti dà la marcia in più, io mi limiterò a coordinare tutto questo lavoro di preparazione."
- Quali sono i suoi precedenti in questo campo? "E’ la mia prima gara internazionale ma ho una notevole esperienza in campo nazionale, sia nell’enduro che nel supermotard. E poi, nel mio piccolo, sono anche stato pilota di regolarità, da amatore, quasi trent’anni fa, e a metà degli anni Settanta ho anche partecipato ad una Valli. Sono però incappato in una delle edizioni più selettive, con pioggia e freddo, e ho abbandonato ben presto. Ricordo che quella volta finirono in pochissimi e che vinse Augusto Taiocchi".
- Per il 2003 si preannunciano tante variazioni per l’enduro, qual’è il suo parere? "Si, c’è parecchia carne al fuoco ma non è detto che tutte le proposte diventino operative. Si intende diminuire le cilindrate da cinque a tre, si vuole limitare la partecipazione a 120 concorrenti, i primi dell’anno precedente più un numero limitato di "wild card" per classe, si vuole cambiare la denominazione della Sei Giorni Internazionale in Enduro delle Nazioni, si vuole affidare una prova del mondiale al Marocco...beh a me l’enduro piace già molto così com’è ma se si può fare qualcosa per migliorarlo ben venga ogni novità".
Danilo Sechi
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