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spazio interviste

incontri ravvicinati coi conduttori più affermati


 

26 gennaio 2004

 

40° COMPLEANNO IN SELLA 

PER SUPER PELLEGRINELLI

l'ex iridato e pluricampione italiano festeggerà il prossimo 6 febbraio - in Brasile ha guidato la formazione azzurra ma non intende lasciare le corse anche perché "mi piace ancora battere quelli che hanno vent'anni di meno..."

 

di Danilo Sechi 

 

Il suo curriculum di pilota si può definire eccezionale comprendendo un titolo iridato individuale, tre titoli italiani assoluti e undici di classe (in quattro diverse cilindrate), tre successi alla Sei Giorni con la nazionale azzurra e innumerevoli altre affermazioni. Eppure Tullio Pellegrinelli, di Bruntino di Villa d’Almè, ad un passo dai 40 anni (li compirà il 6 febbraio), in attività dal 1981, ha ancora voglia di gareggiare, di mettersi in gioco, di calcare le scene dell’enduro. 
Nel 2003 ha fatto un salto di qualità anche in qualità di manager venendo scelto dalla Federmoto, dopo due anni di attività quale istruttore del settore giovanile, quale responsabile della formazione azzurra in gara in Brasile, a Fortaleza, nella 78a Sei Giorni, il campionato mondiale a squadre. Il risultato? Il sestetto di caschi rossi si è piazzato secondo, dietro solo agli imbattibili finlandesi. 

 

"E’ stata certamente un’esperienza bella ed importante" sottolinea "la manifestazione ha proposto luoghi e scenari fantastici, il nostro gruppo ha dimostrato quell’affiatamento e quella professionalità che l’hanno reso famoso. Certo non è stata una gara di enduro in senso stretto, non c’erano delle vere prove speciali in linea, non c'erano mulattiere e pietraie, non c’erano le speciali estreme che stanno prendendo piede ultimamente, è stata una Sei Giorni tutto sommato abbastanza facile, senza quella selezione che una volta questa corsa determinava. La vittoria assoluta di Everts, che pure è un campionissimo, è dipesa anche da questo. Con terreni duri e passaggi impervi io penso che al momento sia l'australiano Merriman il migliore sulla piazza."

 

- Il settore giovanile della specialità sembra in crescita...
"Si, negli ultimi tempi si è lavorato molto in questo senso e i risultati stanno cominciando ad arrivare. Per il futuro c'è l'intenzione di procedere in modo ancora più diretto dei confronti dei piloti più promettenti, nel tentativo di farli crescere fino ad essere ingaggiati da team professionali. A me ed ai colleghi istruttori Fossati e Signorelli si vorrebbero affidare solo 2-3 piloti, da seguire praticamente passo passo, quasi quotidianamente, in modo da poter realmente trasmettere tutto il nostro bagaglio di conoscenze, non solo tecniche. Nel motocross questo è già avvenuto, per esempio col campionissimo Maddii, ed i risultati sono stati notevoli. Certo bisogna tenere conto che i giovani di adesso non sono più come noi, quella forza di volontà che ci animava, quello spirito di sacrificio, non li trovi più, i tempi sono cambiati. C'è meno grinta e determinazione ma non manca qualcuno che può veramente farcela e diventare da bravo a campione".

 

- Cosa la induce a continuare a gareggiare e quali sono i suoi attuali obiettivi?
"Continuare a correre è molto importante, anche per un tecnico ed un manager. Le moto hanno evoluzioni continue, risposte alle sollecitazioni sempre nuove. Non si può pretendere di dare consigli sensati dopo essere stati vent'anni senza salire in sella! Le devi conoscere, devi stare al passo con le loro variazioni. Quanto al futuro non mi pongo particolari obiettivi, per ora provo ancora soddisfazione a battere quelli che hanno magari vent'anni meno di me, specialmente se sono un po' superbi, se si credono già arrivati."

 

- Per il 2004 cosa bolle in pentola?
"Mi concentrerò soprattutto negli Assoluti d'Italia. Correrò nella classe oltre 4 tempi, tra gli avversari dovrei trovare Farioli, Zanni e Occhiolini. La moto dovrebbe essere ancora una Husqvarna, come nel 2003, che mi ha visto quinto nella 450 4 tempi."