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Ha un curriculum vittorie di tre pagine: dal 1994 ad oggi ha collezionato titoli e piazzamenti nelle massime competizioni di motorally. E’ Paolo Ceci, vincitore di 13 assoluti. Gli abbiamo chiesto come si diventa un motociclista.
Quando hai cominciato a correre?
«Ho fatto i miei primi giri in moto a 16 anni, in sella a un vecchio Puch di mio zio Roberto».
Quella per la moto è una passione condivisa da tutta la famiglia…
« Si. E’ stato mio papà Enrico a trasmettermela. A otto anni mi ha permesso di correre in go kart e mi ha sempre incoraggiato: ad oggi è ancora lui il mio più accanito supporter».
Nel ’94 il primo risultato nell’enduro. Come sei arrivato al rally?
«Da solo. Ho capito che il rally è più vicino al mio temperamento. Mi piace correre in libertà e affrontare percorsi su grandi spazi».
Una disciplina per chi non ha paura delle incognite?
«Decisamente. Ma un pilota professionista è in grado di cogliere le insidie del percorso. Il roadbook e l’esperienza fanno il resto».
Cosa fai quando non sei in sella?
«“Nella vita” mi divido tra famiglia e lavoro. Faccio l’antiquario e sono sposato da quattro anni con Manuela. Ci piace viaggiare e, quando il lavoro lo consente, non perdiamo occasione di dedicarci ai nostri hobby. Appena posso scappo in Appennino a fare snowboard o mountain bike».
Quali sono i tuoi traguardi agonistici per il 2008?
«Mi sto preparando per il Rally dei Faraoni ad ottobre: Più di 3 mila chilometri attraverso il deserto egiziano. E’ una competizione leggendaria, un sogno per tutti i piloti e per me è un’occasione speciale. Adoro l’Africa e non vedo l’ora di affrontare sabbia e dune.».
Una prova durissima. Segui un programma di allenamento speciale?
«Attualmente mi sto allenando molto sia in moto che in bici. Mi divido fra piste da motocross ed impegnative salite in MTB e bici da corsa ».
Quale sarà il tuo equipaggiamento?
«Per il leggendario Rally dei Faraoni correrò con un prototipo Aprilia da Rally su base RXV 450 accuratamente modificata per poter affrontare le veloci e sabbiose piste Africane».
Chi ti aiuterà nell’impresa?
«Sarà il mio Team Aprilia offroad Giofil 3000 a fornirmi assistenza in questa avventura. La nostra è una collaborazione che dura da quattro anni nel migliore dei modi: siamo molto affiatati e desiderosi di risultati. Al Faraoni ci presenteremo per portare a termine la gara ma con un occhio alla parte alta della classifica».
Chi saranno i tuoi sponsor?
«Devo ringraziare molte persone che stanno contribuendo alla riuscita di questa avventura tra cui sicuramente Claudio e Gigi di Skipass ed altri miei sponsor Unipol-Assicoop Modena , Tecnoelettra e Setti pneumatici. Rientrerò dall’Egitto a metà ottobre e la moto sarà in Italia verso la fine del mese, quindi giusto in tempo per poter essere ammirata a Skipass dagli appassionati delle due ruote e degli sport ad alto tasso adrenalinico».
A proposito di Skipass: una partnership “insolita”. Com’è nato il rapporto con il Salone del Turismo e degli Sport invernali?
« E’ nato dall’amicizia con gli organizzatori della fiera. Ci conosciamo da anni e coltiviamo le stesse passioni: la montagna, lo sport, l’antiquariato. Sono felice di questa opportunità: è bello sentire il supporto e la presenza degli amici quando si affrontano prove impegnative».
Un’ultima domanda: il tuo punto di vista sul motorally in Italia…
«Il Motorally in Italia sta vivendo anni di grandi splendore. La F.M.I. organizza un Campionato Italiano di grande livello composto da 8 gare di una giornata più due Rally a tappe di tre giorni ciascuno. Inoltre in Sardegna si disputa la prima prova di Campionato Mondiale Rally , dove purtroppo quest’anno mi sono infortunato nel corso della terza giornata mentre ero in testa alla gara,
Il numero dei partecipanti è in notevole aumento e non si può che essere entusiasti di come procedono le cose. Il mio obiettivo rimane comunque di ben figurare al Rally dei Faraoni e di organizzarmi al meglio per disputare nel 2009 tutto il Campionato Mondiale Rally e la Dakar a fine anno».
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