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incontri ravvicinati coi personaggi più affermati


Roberto Moioli e Giacomo Bosis - intervista giugno 2001

 

Facili? Difficili? Sono contrastanti i pareri degli addetti ai lavori sulle difficoltà che presentano le non stop predisposte per la gara iridata di Foppolo

"QUINDICI ZONE CONTROLLATE

PER UN GRANDE SPETTACOLO"

 

Giacomo Bosis, al centro, tra il campionissimo Jordi Tarres e il presidente del Motoclub Bergamo Andrea Gatti

 

 

L’attesa è terminata, tutto è pronto per il primo atto del Gran premio d’Italia di trial, la partenza è prevista quest'oggi alle 11, una volta completate le operazioni preliminari della cinquantina di concorrenti al via. Il vasto piazzale degli alberghi di Foppolo, nei fine settimana invernali occupato dalle auto degli sciatori, è stato trasformato in paddock e ieri era tutto un brulicare di camper, moto, piloti, accompagnatori, appassionati, addetti ai lavori, curiosi. 
Per oggi si attende l’arrivo di tantissimi spettatori mentre per domenica, alla seconda tappa, l’afflusso dovrebbe risultare ancora più consistente. Il percorso, abbozzato da tempo, è stato perfezionato e pienamente approvato dall’apposita commissione della Fim che alla vigilia ha il compito di visionarlo. 

 

Troppo facile? Troppo difficile? Il quesito ha accompagnato l’intera giornata e tra gli stessi responsabili - dal direttore di gara Roberto Moioli ai tracciatori Giacomo Bosis e Fabio Viscardi compresi - le opinioni sono risultate discordanti. Qualcuno ritiene che le penalità dei migliori risulteranno pochissime, una decina a giornata, qualcun’altro pensa che si sia calcata troppo la mano e che qualche asperità risulterà pressochè insormontabile. 

 

Difficile schierarsi, di sicuro si tratta di un tracciato bellissimo, con 15 zone controllate che forniranno emozioni e spettacolo. Sono dislocate tutt’intorno al paese di Foppolo, in tre gruppi, vicino all’albergo Del Alpes, presso il Rododendro e nella zona del K2. "Le possiamo dividere in tre gruppi anche in relazione alla loro difficoltà" spiega Moioli, nel Gp del ’93 giudice di zona e stavolta a capo dello staff tecnico "ce ne sono infatti cinque dalla difficoltà media, cinque medio-alta e cinque alta. Parecchie, sei, sono quelle realizzate lungo i torrenti, ovviamente controcorrente per accentuarne le insidie. le altre le abbiamo predisposte tra sottoboschi, prati e rocce. Una sola quella indoor, la numero 14, a un passo dal K2, sicuramente selettiva l’ultima, la 15, denominata "Acerbis-over the top", posta vicino alla zona di partenza e arrivo."

"Rispetto alla gara di otto anni fa ci sono parecchie analogie" aggiunge Bosis "almeno otto prove sono state realizzate nei medesimi punti mentre le altre sette costituiscono delle novità."

 

"Io spero che si tratti di una gara difficile" ci ha rivelato Dario Re Delle Gandine, il campione italiano 2000, l’azzurro sul quale sono maggiormente riposte le speranze dei tifosi italiani "in quanto in questi casi riesco ad esprimermi meglio. Il mio obiettivo è riuscire ad entrare nei primi dieci. Certo gli appassionati vorrebbero di più, io farò il possibile ma contro gli attuali big è veramente dura. In queste occasioni, poi, la tensione e la responsabilità di fanno sentire e condizionano. Come miglior risultato in una prova mondiale vanto un 13° posto, ottenuto due anni fa, proprio nel Gp d’Italia, spero che questa sia l’occasione per migliorarmi."

 

"Il mio obiettivo è entrare in zona punti, quindi tra i primi quindici" ha dichiarato invece Fabio Lenzi, altro big azzurro, bresciano delle Fiamme Oro "non ci sono mai riuscito in una gara mondiale e questa potrebbe essere la volta buona. Certo alla prima occhiata le zone controllate sembrano davvero ostiche. Non sarà una passeggiata, tutt’altro."
"Tra i nostri migliori elementi non c’è l’adeguata convinzione per puntare in alto" ci ha detto in proposito Donato Miglio, uno dei campionissimi del trial italiano, sette volte tricolore, per lustri grande antagonista del nostro Diego Bosis "non pianificano grandi risultati, partono già battuti e così non riescono a fare il salto di qualità. Se mi pesa partecipare solo come spettatore? No, non tanto, sono entrato nella fase successiva a quella agonistica e la vivo serenamente, ho le mie soddisfazioni anche come manager. Certo non si è più al centro dell’attenzione come una volta ma non importa, mi piacerebbe riuscire piuttosto a far crescere qualche giovane talento azzurro e portarlo ai vertici internazionali, lo considererei un bel successo."

 

I pronostici della vigilia, passando all’aspetto prettamente sportivo, sono tutti o quasi per il campione in carica e capoclassifica, il britannico della Montesa-Hrc Dougie Lampkin, già quattro volte iridato e lanciatissimo verso il quinto trionfo in carriera. Tre i nomi di quanti potrebbero tentare di superarlo, almeno un giorno, in Alta Val Brembana: gli spagnoli Freixa e Raga e il giapponese Fujinami. Il nipponico c’è già riuscito nella prima tappa in Belgio; Raga - il pupillo del campionissimo Tarres - nel primo giorno dell’ultimo Gp corso, quello in Usa; Freixa, tre volte secondo e terzo nella generale provvisoria - sembra pure maturo per il grande exploit. Vedremo.

 

Danilo Sechi