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7 luglio 2004
ANDREA MARINONI: ECCO I NOSTRI MENU PER FAR VINCERE VALENTINO ROSSI l'ex campione di regolarità e affermato dakariano e lo chef clusonese Roberto Benussi a lungo ai fornelli dello staff del fuoriclasse pesarese
di Nicola Andreoletti (L'Eco di Bergamo)
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Pure i campioni del mondo hanno
i loro angeli custodi. Presenze discrete,
abituate a muoversi nel cono d’ombra delle luci della ribalta. Abili factotum capaci di mettere a punto
ogni dettaglio al momento giusto. Validi comprimari a loro modo parte dell’ineffabile segreto del successo.
Certo, il merito va soprattutto alla straordinaria classe di Valentino, ma dietro quelle vittorie c’è pure la mano esperta del suo «angelo custode. Sì, perché Andrea Marinoni non è capitato lì per caso. In sella auna moto lui ha cominciato a salirci quando il campione del mondo non era ancora nato. E il suo palmares è zeppo di successi: «Ho vinto – racconta – quattro titoli italiani e tre titoli europei di regolarità. Ho corso sette Parigi-Dakar: sono sempre arrivato in fondo e nei primi dieci». Un bel giorno è venuto il momento di smettere. La passione per le moto era però troppo forte e Andrea Marinoni ha deciso di restare nell’ambiente. «Correvo con la Yamaha – spiega – e alla Yamaha sono rimasto. Nel 1993 ho cominciato a gestire il settore “ospitality” nelle gare di Superbike: curavo il servizio catering, allestivo la sala stampa e altre mansioni di questo genere».
Nel 1999 inizia l’avventura con il team «Nastro Azzurro» e Valentino Rossi. «Guidavo il pullman- spiega ancora Andrea - che poi sul circuito viene trasformato in sala stampa e diventa un po’ il quartier generale per i piloti, lo staff e i giornalisti». Nei quattro anni da «angelo custode» Andrea ha potuto conoscere bene Valentino. E per il suo «protetto» non ha che parole d’elogio: «È una persona straordinaria. Un ragazzo di paese, semplice, come se ne trovano anche dalle nostre parti». Lo ha conosciuto talmente bene che non teme di vestire pure i panni dell’indovino: «Secondo me tra qualche anno lo vediamo in Formula Uno. Ha un dono di natura, moto o macchine per lui non fa differenza».
Dev’essere stata un’esperienza straordinaria scorrazzare per l’Europa al seguito di un campione del mondo e diventarne poi il cuoco nelle gare oltreoceano. Quando c’era da varcare i confini del vecchio continente, infatti, Andrea smetteva i panni dell’autista per indossare quelli dello chef. Nel 2001 ha però deciso che era giunto il momento di fare un salto di qualità e si è portato con sé un cuoco vero: Roberto Benussi, 58 anni, per 33 insegnante dell’istituto alberghiero di Clusone e ora gestore del ristorante «La Bussola», sempre a Clusone.
Quell’anno nell’ambiente se lo ricordano ancora tutti: non avevano mai
Ma non ci sono solo le gare. Durante
le prove, infatti, Valentino ama fare un piccolo spuntino. Anche in questo caso la scelta è
la più italiana di tutte: «crudo e parmigiano» come spiega Andrea Marinoni.
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