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24 luglio
2007
OTTO
MESI DOPO IL DRAMMATICO SCHIANTO
ROBI
LOCATELLI TORNA A JEREZ E PROMETTE:
«IL
MIO FUTURO SARA' ANCORA IN SELLA»
di Carlo Magni (L'Eco di Bergamo)
Robi Locatelli sulla Gilera durante i
test sulla pista andalusa
Otto mesi sono trascorsi da quel sabato di fine marzo a Jerez de La Frontera, con la Gilera impazzita di Roberto Locatelli che andava a schiantarsi a forte velocità contro le barriere di protezione del circuito andaluso, durante le prove libere del Gp di Spagna. I disperati tentativi del pilota bergamasco di riportare la propria 250 in carreggiata furono vani, con lo sterzo bloccato da una vite uscita dalla sua sede naturale, a causa di un errato fissaggio.
Le conseguenze furono pesantissime per il Loca, salvato in extremis dall'anestesista della
Clinica mobile, il dottor Romano Guerra. Poi sette giorni di coma farmacologico e diverse operazioni chirurgiche per rimettere a posto le fratture, dodici o forse di più, con il ritorno in pista a tempo di record nel Gp di Francia a Le Mans, 55 giorni dopo l'incidente.
Lunedì scorso Locatelli ha di nuovo messo piede sul tracciato di Jerez, per una tre giorni di test in sella alla nuova Gilera 250, con la quale il 33enne di Carvico sarà al via del
Motomondiale anche nel 2008.
- Loca, che effetto le ha fatto scendere in pista a Jerez?
«Se devo essere sincero proprio nessuno, visto che dell'incidente capitatomi il 24 marzo scorso non ricordo nulla. Per me essere qui o da un'altra parte fa lo stesso: l'importante è poter continuare a fare ciò che amo, vale a dire il pilota».
- Ma è andato anche sul punto dell'incidente. Non le è tornata la memoria?
«Zero assoluto. Quando ho fatto le foto sulle gomme dove sono andato a finire a 160 all'ora ho pensato che sono stato fortunato, ecco tutto. Mi ha fatto piacere incontrare anche la ragazza che mi ha soccorso per prima dopo quel botto terrificante. Era più felice lei di me e continuava a ripetermi che non le pareva vero di rivedermi così in forma».
- Come stanno procedendo questi test?
«Sto prendendo confidenza con il nuovo telaio, che ho già avuto modo di testare a Valencia a inizio novembre. Mi pare ci siano grandi margini di miglioramento, mentre con lo chassis 2007 ormai ero arrivato al limite. Il primo giorno qui a Jerez ho percorso 42 giri, senza cercare il tempo a sensazione, ma con l'intento di fare prove diverse nella messa a punto. Martedì ha piovuto, quindi ho preferito non rischiare inutilmente e sono rimasto inattivo, mentre mercoledì ho percorso 20 tornate e mi sono migliorato di circa mezzo secondo».
- È felice quindi di poter gareggiare ancora con la Gilera?
«Molto. Ho grande fiducia nella squadra e tanta voglia di riscattare la stagione 2007, che non è andata come si pensava, vuoi per l'incidente, vuoi per il non aver trovato, se non in rare occasioni, un buon feeling con la moto. Penso comunque che il prossimo anno sarà molto diverso da quello appena conclusosi, anzi me lo auguro di cuore».
- Ci fa un bilancio di questo sfortunato 2007?
«Positivo essere qui a poterlo raccontare. Negativo per i risultati, tranne il bel settimo posto nel penultimo Gp in Malesia, dove per metà gara ho girato sui tempi dei primi, dimostrando che, nonostante il brutto incidente di Jerez, non ho perso ne la voglia ne lo smalto dei giorni migliori».
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