m o t o w i n n e r s

spazio interviste

incontri ravvicinati coi conduttori più affermati


 

29 novembre 2003

 

ROBI LOCATELLI TORNA PIMPANTE

CON L'APRILIA DI CECCHINELLO

il campione del mondo 2000, appiedato dalla Ktm dopo una stagione deludente, ha già voltato pagina e con il nuovo team ha fatto segnare ottimi tempi nei primi test a Jerez - per l'anno prossimo l'obbiettivo è il secondo titolo iridato

 

di Danilo Sechi

 

C’è ancora il campionato del mondo di velocità della classe 125 nel futuro di Robi Locatelli, l’asso bergamasco della motovelocità già campione del mondo nella stagione 2000 col Team Vasco Rossi-Aprilia Red Devil.
Il biondino di Carvico, che da qualche anno ha scelto di vivere a Montecarlo, si è infatti accordato - concluso il tormentato e deludente rapporto con la Ktm - con la squadra corse diretta da Lucio Cecchinello andando praticamente a prendere proprio ilLocatelli in gara nel 2003 sulla Ktm Red Bull 125 posto di Cecchinello, il quale ha deciso di abbandonare il doppio ruolo di team manager e di pilota per dedicarsi a tempo solo alla prima attività.

 

Il Loca utilizzerà una Aprilia RS 125, quale direttore tecnico ritroverà Massimo Branchini col quale ha lavorato nella splendida stagione 2000, quale compagno di squadra troverà il pilota francese Randy De Puniet.
La nuova avventura è già iniziata - col piede giusto - nei giorni scorsi, sul circuito andaluso di Jerez, dove il Loca ha girato per tre giorni ottenendo ottimi riscontri cronometrici.

 

"Dopo la così negativa stagione 2003 avevo bisogno di ritrovarmi, di confermare anche a me stesso che il pilota Roberto Locatelli era ancora competitivo. Questi tre giorni di test in Spagna mi hanno rinfrancato, mi hanno fatto tornare il sorriso. Nell'ultima sessione sono riuscito a girare col tempo di 1'48"2, ovvero sotto la pole fatta registrare in occasione del Gran premio e a cinque decimi dal record. Se pensiamo che con la Ktm giravo ad oltre 1'51", ovvero con tre secondi in più, capiamo cosa possa significare questo per il mio morale. Con la formazione di Cecchinello è immediatamente scattato il feeling, con l'Aprilia mi sono immediatamente ritrovato, le conseguenze in termini di risultati non si sono fatte attendere. Avevo proprio bisogno di queste conferme perchè a Valencia, quando è diventato ufficiale il mio licenziamento dalla Ktm, mi era crollato il mondo addosso".

 

- Ma con la Ktm, a mente fredda, è riuscito a capire cosa non ha funzionato?
"Ci ho pensato mille volte, è difficile riassumere razionalmente la situazione venutasi a creare, a decretare il flop è probabilmente stato un insieme di fattori. Diciamo che la miscela Locatelli-Ktm non è risultata esplosiva, anzi è risultata così esplosiva che è proprio scoppiata! Potrei citare le classiche ciambelle che non riescono tutte col buco. La moto, a parte qualche problema all'esordio, è certamente un buon prodotto e i risultati di Kallio, il pilota arrivato a sostituire il mio compagno di team Vincent, lo dimostrano, il team è professionale e preparato...però con Locatelli non c'è stata la scintilla, evidentimente non siamo fatti l'uno per l'altra, sono cose che capitano. Con lo staff Ktm , tutto sommato, ci siamo lasciati in modo amichevole, stante le situazione la separazione era inevitabile. Anche questa vicenda, pur deludente, mi ha comunque fatto maturare, è stata un'altra esperienza di cui cercherò di far tesoro".

 

- I profani si domandano: come è possibile che Locatelli e Vincent, due campioni del mondo, possano, nel giro di una-due stagioni, passare dai vertici a metà gruppo?
"A dir la verità questa domanda me la sono posta anch'io! Nelle competizioni sono cose che succedono, se non tutti i tasselli vanno ad occupare il posto giusto il puzzle che si viene a formare può risultare non solo imperfetto ma anche mediocre".

 

- Qual'è stata la giornata più nera e quale quella in cui si è potuto ammirare il vero Locatelli?

 

"La più nera - nonostante i tanti guai in pista - è stata la vigilia del Gp di Valencia, quando i vertici della Ktm mi hanno comunicato ufficialmente la fine del rapporto. Sapevo che era nell'aria, che con tali risultati ci dovevamo arrivare, però sono rimasto malissimo, mi si è anche prospettata la sconsolante visione del pilota disoccupato, per fortuna Cecchinello mi ha tolto dai guai nel giro di qualche giorno, non lo ringrazierò mai abbastanza per questo. La giornata più felice è maturata invece in Australia, quando ho agguantato la quinta posizione e ho avuto l'opportunità di puntare al podio. Poi però ho rotto la forcella e mi sono dovuto fermare, non è stato però demerito del pilota".

 

- Dopo tanti anni di gare in giro per il mondo ha ancora le motivazioni di un tempo?
"Certamente. Non vedo l'ora di ricominciare anche perché, avendo sfiorato il rischio di dover smettere in quanto senza contratto, mi sono accorto di quanto mi piaccia questa attività. Un conto è smettere dopo aver preso serenamente la propria decisione, un conto è smettere perché non si trova nessuna squadra disposta a puntare su di te".

 

- Certo ha perso una stagione nella sua rincorsa al suo sogno di correre in MotoGp...

 

"Purtroppo si, anche perché con la Ktm esisteva questa opzione. Ma non importa, dopo quanto successo vivo più alla giornata, sono anche pronto a correre sempre e solo nella 125, ho imparato a fare solo progetti a breve termine".

 

- E' evidente che nel 2004 punterà al titolo. Chi vede come primi avversari?

 

"Partirò dritto, senza indugi, per centrare il secondo titolo, non ci sono dubbi o perplessità. A fine gennaio effettueremo altri test, ancora a Jerez, nel frattempo curerò con estrema cura la preparazione fisica. Nella 125 ci sono un sacco di ragazzini a caccia di gloria e non bisogna farsi trovare impreparati. Penso che sarà molto importante puntare a fare sempre risultato, anche quest'anno hanno vinto in tanti e quindi sarà bene lasciar perdere le battaglie ma puntare alla guerra. Quali avversari vedo bene la Ktm con Kallio e l'esperto Perugini. Ma è troppo presto per pensare a questo... l'ho detto e lo ripeto: adesso si procede a vista, un problema alla volta!".

 

 

LA CARRIERA DEL "LOCA" IN POCHE RIGHE

 

Che Robi Locatelli avesse talento, che fosse nato proprio per correre in moto, ci si accorse subito. Esordì a 14 anni - era il 1989 - nell’enduro, categoria cadetti classi 50 codice e giunse secondo nel Trofeo Fmi. L’anno dopo vinse, nel ’91 altro titolo, nella cadetti 80. Poi la svolta, il passaggio alla velocità, spronato dall’amico brianzolo Fabrizio Pirovano. Nel ’93 è campione italiano Sport production 125 under 21, nel ’94 si piazza secondo nell’europeo 125, terzo nell’italiano e stupisce tutti facendo registrare la pole al Gp d’Italia al Mugello, uno dei suoi circuiti preferiti. 
Nella stagione successiva corre con la Aprilia nel mondiale 250, il passaggio di cilindrata - col senno di poi - si rivelerà inopportuno. Conclude 17°, poi nel ’96 arriva 16° e quindi torna alla ottavo di litro. E’ il ’97, nel mondiale si classifica 8°. L’anno dopo arriva 9°, nel ’99 si migliora chiudendo 4° e nel 2000 ecco il trionfo, il titolo iridato, coi colori del Team di Vasco Rossi. 
Il successo lo induce a ritentare l’avventura nella classe superiore ma anche stavolta qualcosa va storto. Si piazza infatti ottavo sia nel 2001 che nel 2002. Nuovo ritorno in 125 per quest’anno, in sella alla Ktm ufficiale, e stagione da dimenticare, conclusa solo al 24° posto.