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11 aprile 2001

 

LOCATELLI: «CHE BELLO, MI DIVERTO ANCHE IN 250!»

di Danilo Sechi 

 

Era un esordio ricco di incognite. Robi Locatelli si è presentato al Gran premio del Giappone di Suzuka dopo aver cambiato cilindrata e dopo aver cambiato squadra (pur restando in ambito musicale, dal team di Vasco Rossi a quello di Eros Ramazzotti), su un circuito che non sempre gli è stato amico (l’anno scorso era caduto quando era al comando), contro avversari agguerriti e più scafati, pronto a ricominciare dopo la straordinaria stagione 2000 che lo ha visto trionfare nella minima cilindrata. 

 

La sua prestazione ha fugato ogni dubbio sulla sua consistenza. Oltre al talento ha confermato di possedere determinazione, grinta, saggezza, consapevolezza dei propri mezzi. Harada, è vero, lo ha beffato sul rettilineo finale soffiandogli la piazza d’onore per un’inezia, ma quanti avrebbero scommesso di trovarlo sul podio al termine di questa sua prima gara al rientro nella classe 250, la classe che nelle stagioni ’95 e ’96 ne aveva un po’ offuscato la fama di astro emergente?
"Non posso che essere soddisfatto di come sia andata questa prima gara" ci ha detto appena rientrato dall’estremo oriente "dopo il sesto posto nelle prove il mio sogno era quello di riuscire a salire sul podio e ci sono riuscito. Fra l’altro ho constatato con piacere che mi diverto anche con la 250. Non risco ancora a farla derapare come vorrei ma vedo che il feeling cresce e quindi non posso che essere fiducioso per il futuro. Naturalmente sono anche consapevole che ogni gara fa storia a sè, questo risultato non dà per scontato che riuscirò sempre a guadagnare il podio. E’ troppo presto per valutare il proprio potenziale, qualcuno ha magari azzeccato la corsa e qualcun’altro l’ha sbagliata in pieno, aspettiamo ancora qualche occasione, non facciamoci illusioni sbagliate".

 

- Insomma giovedì, prima delle prove, avrebbe sottoscritto un terzo posto alla prima gara nella classe 250?
"Lo avrei sottoscritto anche due anni fa, non solo giovedi".

 

- Nel rush finale è stato più bravo Harada o più ingenuo Locatelli?
"Non c’è dubbio, più ingenuo Locatelli. La prossima volta dovrò stare molto più accorto. Lui ha messo a frutto tutta la sua maggiore esperienza ed è ruscito a precedermi. Niente da dire, è stato bravo".

 

- L’altro giapponese, Katoh, poi, ha proprio preso il largo. Sembra lui l’uomo da battere ma saprà sempre essere così competitivo?
"Sapevamo già che era avvantaggiato rispetto a tutti noi, lo aveva ampiamente dimostrato in occasioni di tutti i test precampionato. Rispetto a me, ancora novizio, può contare su una buona dose di esperienza, in molte situazioni è più pronto a fare la mossa giusta e ha un mezzo molto valido. Con ogni probabilità per alcuni Gran premi riuscirà ad essere più veloce, la speranza mia e degli altri piloti della 250 è che questa superiorità non duri troppo, che noi si possa ridurre il gap".

 

- Anche il suo compagno di team Battaini è arrivato settimo, anche come squadra il bilancio di questa prima gara è positivo, no?
"Si, abbiamo cominciato col piede giusto. Forse Battaini poteva anche fare qualcosa di più".

 

- Quindi Eros Ramazzotti sarà soddisfatto...
"Certamente, mi ha contattato dopo la gara e mi ha espresso la sua piena soddisfazione. Alla vigilia mi aveva consigliato di usare la testa e penso di aver seguito - tutto sommato - le sue indicazioni".

 

- Com’è il vostro rapporto? E’ scattata la stessa simpatia che c’era con Vasco Rossi?
"Tra noi sin dall’inizio c’è soprattutto rispetto reciproco, proprio come c’è e c’era con Vasco. Sono due personaggi totalmente diversi, fanno musiche diverse, fanno vite diverse, ma sono accomunati da una cosa, importante, fanno bellissime canzoni, insomma nel loro mestiere sono dei campioni".

 

- A proposito dell’infuocato duello tra Biaggi e Rossi qual’è il suo parere?
"Non mi sono fatto un parere. Non ho seguito la gara durante il suo svolgimento e gli episodi che li hanno visti protagonisti me li hanno solo raccontati. Di sicuro sono stati bravi tutti e due, l’uno a vincere e l’altro a concludere comunque terzo".

 

- Volendo sbilanciarsi chi le sembra che tra i due abbia più possibilità di successo finale?
"Hanno tutti e due sete di vittoria, Valentino è più giovane ma impara molto in fretta, Max ha più esperienza. E’ difficile fare un pronostico, di sicuro sarà appassionante per noi italiani seguire le loro imprese. Non dimentichiamoci però anche di McCoy, secondo me anche lui potrebbe diventare il prossimo numero uno della 500".

 

- Invece nella 125 chi pensa potrebbe essere il suo successore?
"Altro quesito difficile. A Suzuka hanno lottato in sette-otto, nessuno ha dimostrato di avere un marcia in più. Certo il giapponese Ui, mio primo rivale l’anno scorso, ha tutte le carte in regola per fare centro, pare che abbia intenzione di fare meno errori e portare a casa più punti. Se saprà tramutare questa intenzione in realtà potrebbe davvero farcela. Per capacità il successore è lui, non deve però vincere una gara e ritirarsi nella successiva, deve risultare più regolare".

 

- La prossima gara sarà in Sudafrica, a Welcom. E’ una pista dove conta di potersi nuovamente esprimere ad alti livelli?
"Non è una pista che amo molto, negli anni passati ci ha creato problemi, una volta con la sabbia, una volta con l’asfalto, insomma non ti dà troppe garanzie per le regolazioni del mezzo".

 

- Dando un’occhiata al calendario del mondiale dove pensa di poter dare il meglio?
"Beh, sulle solite piste dove ho vinto in 125. Ad esempio il Mugello, in Italia, oppure nella Repubblica ceca, insomma in quei circuiti dove scendo in pista con quella sicurezza in più che può fare la differenza".

 

- Un piccolo passo indietro. Nell’intenso inverno da campione del mondo quale episodio ti è rimasto più impresso?
"E’ stata bellissima la festa di fine novembre per festeggiare il titolo mondiale. E’ stata ben diversa dal solito, nelle precedenti avevano il sopravvento gli incoraggiamenti ed i propositi, quella volta abbiamo proprio festeggiato un importante traguardo raggiunto. E’ stato anche divertente partecipare in tivù a Passaparola ma lì i miei limiti scolastici li hanno visti tutti. Il mio rapporto con libri e studi non è mai stato granchè, ho fatto fatica ad arrivare alla terza media, se non fosse stata obbligatoria io mi sarei fermato anche prima!".

 

- Lei è anche appassionato di calcio? Sta seguendo le imprese dell’Atalanta ad un passo dalla Champions League? 
"Sono da sempre un tifoso dell’Inter, con tutte le sofferenze che negli ultimi tempi questo ha comportato. Mi ispira comunque simpatia, da buon bergamasco, anche l’Atalanta, che è al momento meglio piazzata in classifica. Si sta facendo onore dando lustro alla nostra terra, meriterebbe proprio di competere nelle coppe europee".