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19 luglio 2004

 

LOCA: "LA CORSA PIU' BELLA DELLA MIA CARRIERA"

 in Germania Robi si produce in una rimonta portentosa e alla fine conclude vittorioso davanti a Barbera, Nieto e Dovizioso - salgono così due i suoi successi stagionali dopo il successo al Mugello di sei settimane fa

 

di Carlo Magni (L'Eco di Bergamo)

 

Sul toboga tedesco del Sachsenring il 30enne bergamasco Robi Locatelli ha ribaltato in un colpo solo un weekend difficile, iniziato con una scivolata nelle libere del venerdì e proseguito con l'incidente che l'ha visto protagonista suo malgrado sabato mattina, centrato in pieno dal connazionale Gioele Pellino. Robi Locatelli nel giro d'onore Ma evidentemente le due cadute non gli hanno lasciato strascichi particolari, se non un più che giustificato gonfiore al ginocchio sinistro. 

 

Lasciamo a Loca il compito di raccontarci questa strepitosa vittoria. «È stata la gara più bella della mia vita - ci dice appena conclusa la gara della MotoGp vinta dal suo amico Max Biaggi - perché arrivata dopo due giorni tribolatissimi. Le due cadute hanno rallentato il lavoro di messa a punto della mia Aprilia e così non sono riuscito a far meglio del decimo tempo in prova. Ero però fiducioso perché con il mio capotecnico Massimo Bianchini avevamo individuato un set-up che secondo noi ci avrebbe permesso di essere competitivi in gara».

 

- Però nei primi giri invece di risalire la china lei è finito in coda al plotone di dodici piloti che guidava la corsa. 
«Sono partito bene guadagnando subito la settima posizione. Però non avevo molta fiducia nella moto e al quarto passaggio sono retrocesso al dodicesimo posto, in fondo al gruppo dei primi. L'esperienza mi ha detto di stare tranquillo, di lasciare sfogare gli altri per poi giocare le mie carte da metà gara in poi».

 

- La sua era una tattica studiata a tavolino? 
«È sempre la corsa a dirti cosa fare, non puoi saperlo prima e io so per certo che le prove sono importanti, ma i conti si fanno alla domenica. Dieci anni passati nel Motomondiale mi garantiscono un'esperienza tale da poter scegliere la strategia migliore nelle varie fasi del Gp. Così giro dopo giro il feeling con la moto è aumentato, le gomme hanno iniziato a darmi sempre più fiducia e dalla settima tornata in poi ho rotto gli indugi e ho iniziato la mia rimonta».

 

- Che in pochi giri l'ha portata fino al quinto posto, ma con il terzetto di testa sempre più lontano.
«Era il sedicesimo passaggio quando ho superato anche il giapponese Ui, il mio storico rivale nel Mondiale 2000, guadagnando la quarta posizione. Barbera, Dovizioso e Pablo Nieto avevano quasi tre secondi di vantaggio su di me, ma a occhio ho visto che recuperavo terreno e ho pensato che mancando ancora un buon terzo di gara potevo provare ad andare a prenderli».

 

- E in soli sei giri si è ricongiunto al trio di testa. 
«In effetti mentre io continuavo a spingere, davanti hanno un po' giocato e quando mancavano cinque tornate alla conclusione mi sono portato nella scia del terzetto».

 

- Credeva a quel punto di avere qualche chanche per la vittoria? 
«Volevo assolutamente provarci. Ho deciso che la tattica più efficace per me sarebbe stata quella di andare a condurre il Gp, per evitare cattive sorprese all'ultimo giro. Così uno alla volta mi sono sbarazzato prima di Nieto e poi di Dovizioso e Barbera, andando al comando».

 

- Tre giri da cardiopalma, con Barbera e Dovizioso che non si sono dati per vinti. 
«Ci hanno provato, ma oggi Locatelli (parla in terza persona, come nell'anno del Mondiale, ndr) era troppo forte e non ha lasciato nessuna possibilità ai suoi diretti rivali per il titolo».
Ora Loca è secondo nel mondiale dove ha raggiunto quota 131 punti, contro i 138 del leader Dovizioso e i 129 di Barbera.