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26 luglio 2004
LOCATELLI: "UNO SBAGLIO MADORNALE STAVOLTA SONO STATO PROPRIO UN POLLO" una caduta a due giri dalla conclusione del Gp di Donington, quando occupava la terza posizione, complica l'inseguimento del bergamasco al leader della 125 Dovizioso, che ha vinto, allungando nella generale
di Carlo Magni (L'Eco di Bergamo)
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Mancavano due giri alla fine del Gp di Gran
Bretagna e Roberto Locatelli si avviava a conquistare un bel terzo posto, che gli avrebbe
permesso di salire sul podio per la prima volta in carriera a Donington. Invece il circuito inglese
gli ha servito la beffa più atroce, sotto forma di un errore da parte dello stesso pilota Aprilia, con conseguente
caduta e addio sogni di gloria.
«Sono stato un pollo madornale - esordisce Loca - perché non ho saputo accontentarmi del terzo posto, che mi avrebbe portato in cascina 16 punti importantissimi per la classifica del campionato. Purtroppo ho commesso un clamoroso sbaglio, proprio nel momento in cui mi ero rifatto sotto allo spagnolo Bautista, che occupava la seconda posizione. Fino a qualche giro prima Alvaro aveva quasi due secondi di vantaggio su di me, ma poi ha commesso un paio di errori e io l’ho riagguantato. Mi sono detto che valeva la pena provare a strappargli il secondo gradino del podio, ma quando l’ho raggiunto mi sono rilassato un attimo in attesa del rush finale e nell’affrontare una curva sono entrato un pelo troppo forte, due o tre chilometri al massimo in più, ma quel tanto che è bastato per farmi perdere l’avantreno e finire per terra. Ho provato a ripartire, ma la moto non voleva rimettersi in moto e quando sono rientrato in pista ero ventesimo e non vedevo nessuno davanti a me, per cui mi sono ritirato».
- Dopo la vittoria al Mugello, nella gara successiva lei cadde quando era secondo. Così ha fatto anche ieri, dopo il successo al Sachsenring di una settimana fa. Un caso? «Me lo sono chiesto anch’io e sinceramente non trovo una spiegazione logica. Nonostante la mia esperienza a volte mi capita di andare un po’ a corrente alternata: domenica ho fatto una rimonta grandiosa e stavolta invece sono caduto da deficiente. Purtroppo il filo che separa una prestazione memorabile da un errore banale è veramente sottile e in una settimana purtroppo ho avuto modo di verificarlo di persona».
- Ma non aveva avuto avvisaglie dalla sua moto nei giri precedenti alla caduta? «Segnali ne avevo avuti, ma mi sembrava tutto normale visto che la pista era un po’ cambiata rispetto alle prove. In mattinata aveva piovuto e infatti il warm-up l’abbiamo disputato con la pista bagnata. Poi fortunatamente l’asfalto si è asciugato, ma il grip non era quello ottimale. Alla partenza del Gp ho capito subito che bisognava essere circospetti, prendendo confidenza con le nuove condizioni della pista. Così Dovizioso è scappato via, ma io ero tranquillo di poter portare a casa un buon piazzamento, visto che anche i miei avversari faticavano a trovare un buon passo in gara. Poi sappiamo come è andata».
- Così adesso Dovizioso ha preso il largo in campionato, portando a 32 i punti di vantaggio nei suoi confronti. «Se arrivavo terzo ne avrei 16 di svantaggio, che non sarebbero stati comunque pochi, ma avrei guadagnato sul terzo in graduatoria, lo spagnolo Barbera, che proprio per le precarie condizioni dell’asfalto è volato via al primo giro. Con il senno di poi non si vincono i campionati e a me non resta altro da fare che crederci fino in fondo. Mancano sette gare alla fine e ci sono ancora 175 punti a disposizione: se mi arrendo adesso dovrei cambiare mestiere. Prendo atto di aver sbagliato, gettando alle ortiche un buon terzo posto, ma da Brno in avanti darò battaglia. Certo, si è fatto tutto più difficile, ma per me la sfida adesso diventa ancora più interessante di prima».
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