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14 giugno 2004

 

LOCATELLI  TRADITO DALLE GOMME A MONTMELO'

una caduta quando lottava per il successo impedisce al bergamasco, sulla pista di Barcellona, di mantenere il contatto con il leader Dovizioso - ora nella classifica generale della 125 è sceso in terza posizione

 

di Carlo Magni (L'Eco di Bergamo)

 

Barcellona si conferma pista stregata per Roberto Locatelli, ritiratosi a cinque giri dalla fine del Gp di Catalunya classe 125 a causa di una caduta. In quel momento il bergamasco occupava la seconda posizione alle spalle di Pablo Nieto, che lo aveva appena sopravanzato sul rettilineo dei box.

 

- Locatelli, cosa è successo?
«Dopo essere stato al comando per diversi giri, dalla metà gara in poi mi ero ripromesso di stare incollato a Jorge Lorenzo, che daqualche tornata si era messo davanti a tirare. Quando siamo transitati sul traguardo del 15° giro, Lorenzo mi ha platealmente invitato a prendere l’iniziativa: non me lo sonoRobi Locatelli in gara fatto dire due volte e sono tornato al comando della gara».

 

- Provando come suo solito a scappare via...
«Per tutta la gara chi è stato davanti ha tentato l’allungo. Ci ha provato Dovizioso, seguito dallo stesso Lorenzo, ma senza successo. A mia volta quando mi sono ritrovato di nuovo al comando ho cercato di prendere un po’ di margine, ma grazie al gioco delle scie sul rettilineo dei box il gruppetto di testa formato da sette-otto piloti si ricompattava. Ero consapevole che sarebbe stato l’ultimo giro a decidere la corsa».

 

- Ma lei non ci è arrivato.
«Nel corso della diciassettesima tornata di gara Pablo Nieto mi ha tolto la leadership, guarda caso superandomi in fondo al rettifilo dei box. Anche lo spagnolo voleva tentare il colpaccio, ma per niente al mondo gli avrei lasciato prendere troppi metri di vantaggio. Era tutto sotto controllo quando, nell’affrontare una curva, la moto mi è partita improvvisamente sul posteriore e mi ha catapultato nella ghiaia a bordo pista, senza che potessi fare nulla per evitarlo».

 

- È stato quindi un suo errore, dovuto alla troppa foga?
«È la prima cosa che ho pensato dopo la caduta. Credevo di aver aperto troppo violentemente il gas, ma poi, una volta tornato ai box e verificati i dati della telemetria con i tecnici, ho scoperto di aver affrontato quella curva esattamente come nei giri precedenti, sia come velocità di percorrenza sia come traiettoria. Non ne sono certo, ma ipotizzerei un’usura eccessiva del pneumatico posteriore».

 

- La caduta le ha lasciato qualche strascico?
«Ho preso una bella botta a un ginocchio e uno strappo all’inguine, ma tutto sommato me la sono cavata senza grossi danni. Sono però molto dispiaciuto per non aver potuto concludere il Gp, ma evidentemente Barcellona non mi porta bene e anche per quest’anno il podio è rimasto un miraggio».

 

- Caduta a parte, l’esito della gara non è stato per niente favorevole: Barbera primo e Dovizioso secondo.

«Per la prima volta nel 2004 passo dal secondo al terzo posto della classifica mondiale, seppur staccato da Barbera di un solo punto. Ora da Dovizioso accuso 23 punti di svantaggio, ma mancando 11 gare c’è tutto il tempo per recuperare».