m o t o w i n n e r s 

spazio interviste


incontri ravvicinati coi personaggi più affermati


Andrea Gatti - intervista 1997

il presidente del Moto Club Bergamo lancia un appello per rendere operativo l'anello riservato ai fuoristradisti in Valle Seriana

 "NON RIUSCIAMO A FAR DECOLLARE

IL PERCORSO PERMANENTE DI ENDURO"

Se ne parla da lustri, è pronto da qualche anno ma non riesce a decollare. Il progetto del percorso permanente riservato al transito dei motofuoristradisti in Bergamasca, il cui scopo principale è consentire il presidente del Mc Bergamo Andrea Gatti ai numerosi appassionati di poter praticare questo sport in luoghi idonei senza deturpare il paesaggio e senza violare le leggi, è bloccato, attualmente gli enduristi ed i trialisti che desiderano affrontare sentieri e mulattiere in pratica possono farlo, senza nulla rischiare, solo in occasione di competizioni ufficiali, l'unica alternativa è accontentarsi di sterrati aperti al transito ma privi di difficoltà e quindi tali da snaturare la loro specialità preferita.

 

Il percorso - un anello di circa sessanta km che abbraccia i territori dei comuni di Clusone, Rovetta, Fino del Monte, Onore, Songavazzo, Cerete e Bossico - è stato ad un passo dal diventare operativo ma è stato "stoppato" dalla legge regionale che limita gli attraversamenti delle zone agrosilvopastorali, i tanti tentativi portati avanti soprattutto dalla dirigenza del Moto Club Bergamo per sbloccare la situazione di stallo non hanno finora sortito effetto. 

 

"Siamo stati in Regione per proporre modifiche o ottenere deroghe alla legge, abbiamo avuto contatti con i responsabili della Comunità Montana Alta Val Seriana e con sindaci della zona" spiega il presidente del sodalizio Andrea Gatti "ma aldilà dell'attenzione e della comprensione non siamo riusciti ad andare, si ammette che anche chi ama questa attività sportiva e ricreativa abbia i suoi diritti, che le eccezionali tradizioni vantate dalla nostra terra non devono essere disperse, ma non si arriva alla soluzione del problema."L'esigenza è resa ancora più pressante dalla cronica carenza nella nostra provincia di impianti di motocross, l'unico omologato è quello operante a Fornovo San Giovanni, per allenarsi i nostri conduttori devono sobbarcarsi trasferte nel Lecchese, nel Bresciano, nel Milanese, nel Cremonese. E in ogni caso enduro e motocross sono simili ma differenti.

 

"Vorrei fare un appello a tutte le autorità competenti" prosegue Gatti "incontriamoci e variamo questo primo anello di percorso permanente. Se si comincia poi altre vallate, sono certo, seguiranno l'esempio. Del resto è giusto che tutti gli sport abbiano le strutture per essere praticati. In ogni località esistono campi da calcio, tennis, pallavolo, basket e piscine, possibile che solo il motociclismo sia escluso? Come tutti gli sport ha una sua valenza sociale e culturale, non siamo tutti fracassoni e anzi, col percorso operativo, saremmo i primi a segnalare quanti transitano altrove danneggiando la nostra immagine e le nostre attività".

 

Danilo Sechi