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13 novembre 2003
DIEGO BOSIS NON LASCIA E RILANCIA un finale di stagione 2003 al fulmicotone ha rilanciato le quotazioni del campione bergamasco che anche l'anno prossimo intende affrontare il campionato tricolore da protagonista
di Danilo Sechi
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Il miglior azzurro nella compagine che ha difeso i colori dell’Italia nel Trial delle Nazioni di Lavarone (Trento), a segno nell’ultima prova del campionato italiano a Magreglio (Como), secondo nella Due Giorni internazionale di Ponte Valtellina (Sondrio), applauditissimo in occasione delle premiazioni Fmi 2003 ospitate al Palasport di Monza quale preludio alla prima tappa del mondiale indoor 2004. E’ stato un finale di stagione straordinario, quasi pari ai
Il campionissimo bergamasco, 36 anni, residente a Valbrembo, sulla breccia dal 1982, alfiere del Gs Fiamme Oro, il più blasonato trialista italiano di tutti i tempi con due secondi posti nel campionato mondiale, nove Gran premi vinti e sei titoli tricolori della massima categoria all’attivo, non ha ancora intenzione di lasciare il mondo delle gare - come era stato erroneamente annunciato troppo precipitosamente da qualcuno - e anzi sulla scia di questi ultimi successi sta già preparando la stagione 2004 nel corso della quale intende essere sempre tra i protagonisti.
"All’inizio dell’anno ero effettivamente coinvolto in troppe attività" precisa Bosis "oltre che come pilota ero anche team manager della squadra corse che porta il mio nome e anche impegnato nell’importazione e distribuzione di accessori di alcuni marchi di abbigliamento e accessori del settore. Arrivavo così svuotato alle gare e non mi riusciva di esprimermi al meglio. Poichè mi sono accorto che le competizioni continuano ad affascinarmi nonostante siano più di vent’anni che occupano la mia vita, ho via via delegato ad altri o abbandonato alcune di queste attività e, a partire da settembre-ottobre, mi sono maggiormente concentrato sulle corse. Tornata la grinta e la determinazione sono tornati anche i risultati.
A Magreglio ho trovato le difficili condizioni nelle quali riesco a dare il meglio, ovvero terreni viscidi e insidiosi, pioggia e freddo, e ho ritrovato la vittoria. Nel campionato ero però ormai attardato ed ho concluso al quarto posto. A Lavarone ho pure fatto registrare una buona prestazione, in particolare nel giro intermedio, poi sono incappato in un’ingenuità verso la fine ma ho dato il mio contributo per la quarta piazza conquistata dall’Italia, di più non si poteva proprio fare, al momento Gran Bretagna, Spagna e Giappone sono davvero molto più forti."
In particolare nel Trial delle Nazioni di Lavarone l’asso bergamasco - che era il capitano del quartetto tricolore - ha allungato il suo record di partecipazioni alla manifestazione che assegna il titolo iridato a squadre: sono arrivate a quota diciotto, se si pensa che la gara è giunta alla 20a edizione, si ha la valutazione di tale risultato.
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