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spazio interviste

incontri ravvicinati coi conduttori più affermati


 

gennaio 2003

 

DIEGO BOSIS SI SDOPPIA: 

NEL 2003 SARA' PILOTA E TEAM MANAGER

si delinea il futuro del campionissimo del trial azzurro

 

di Danilo Sechi

 

Sarà una anno sicuramente importante, quello appena iniziato, per Diego Bosis, il campione di Valbrembo (Bg) che è il più grande pilota di trial mai espresso dall’Italia. L’alfiere delle Fiamme Oro - 35 anni, sulle scene sportive dal 1981, risultato due volte vicecampione mondiale, sei volte campione italiano della massima categoria, nove volte vincitore di un Gran premio - sarà infatti contemporaneamente pilota e team manager per la Casa alla quale è abbinato da alcune stagioni, la Montesa.Il Team Montesa-Bosis: da sin. Bauce, Buschi, Bosis e Justribo

"Avrei voluto disputare ancora una stagione concentrandomi  al massimo solo nell’attività di pilota" spiega Bosis "ma l’opportunità offertami dalla Montesa era troppo interessante, l’offerta praticamente irrinunciabile. Seguirò una ventina di conduttori dei quali la punta sarà lo spagnolo Marcel Justribo, gli altri due expert saremo io ed il valdostano Stefano Dellio, ci saranno poi tre giovani e promettenti senior, il campione master Andrea Buschi, cinque junior e altri dieci tra cadetti e promozionali. Insomma proprio uno squadrone".

 

- Sembra un impegno notevole, ne risentirà l’attività di pilota?

"Inevitabilmente, inutile nasconderlo. Il tempo per allenarsi sarà proprio poco. Del resto gli anni passano, bisogna guardare avanti e se nel mio futuro ci sarà ancora il trial questo passo prima o poi andava fatto. Parteciperò comunque solo al campionato italiano e a poche altre gare importanti, per cui dovrei riuscire a contemperare le due attività. Va anche detto che in Italia, al momento, i piloti forti sono talmente pochi che almeno per il podio dovrei comunque sempre poter lottare...in questo senso mi va ancora bene".

 

- Facciamo un passo indietro. E’ soddisfatto dei risultati conquistati nel 2002?

"Il mio bilancio del 2002 è abbastanza positivo, soprattutto se teniamo presente l’anno precedente quando non vinsi neppure una gara. Ho infatti vinto in due occasioni, conquistato tre secondi posti, concluso il campionato in terza posizione, fatto parte della squadra azzurra che ha partecipato al Trial delle Nazioni ed anche, recentemente, Diego Bosis al Trial delle Nazioni indoor a Tenerife. Certo non manca un po’ di rammarico perché il campionato si poteva anche vincere, Re Delle Gandine e Lenzi, che hanno concluso davanti a me, sono andati bene solo a sprazzi. Con più tempo per allenarsi, più convinzione e concentrazione avrei anche potuto batterli. Peccato".

 

- A questo punto il record di sette tricolori vantato dal suo grande rivale di sempre, Donato Miglio, non potrà essere più eguagliato?

"Temo proprio che non ci riuscirò. Mi consolo con parecchi altri record e primati ottenuti in oltre vent’anni di carriera ad alto livello. In particolare ho partecipato a 17 edizioni del Trial delle Nazioni, ho partecipato ininterrottamente al mondiale dall’84 al ’95, sono con Bilbao e Camozzi tra i piloti che hanno corso più Gran premi, sono l’italiano con più vittorie di tappa nel tricolore e nel mondiale".

 

- Tra i giovani del vivaio bergamasco c’è il Bosis del futuro?

"Purtroppo mi sa proprio di no. Ci sono dei ragazzini che vanno bene, non sono però dei prodigi. E il problema non è solo bergamasco, in tutt’Italia non riesce a mettersi in luce un giovane capace di competere con le nuove star internazionali, spagnoli in testa. Potrebbe fare di più, in questo senso, la Federmoto, aiutando i più promettenti non quando hanno già 17-18 anni ma lavorando a medio termine sui giovanissimi di 11-12 anni. In Spagna si lavora così e i risultati sono notevoli".

 

- Prima gara del 2003?

"Come ogni anno la Due Giorni Internazionale della Brianza, il 22 e 23 febbraio".