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8 giugno 2004
STEFANO BONETTI AL TOURIST TROPHY UN ALTRO SOGNO DIVENTA REALTA' "era da un pezzo che volevo prendere parte all'affascinante competizione sull'isola di Man" rivela il conduttore di Castro, 27 anni, grande specialista delle cronoscalate - correrà nella Production 600 e nella Junior TT
di Danilo Sechi
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Che questa del 2004 sia la primavera in cui i sogni si trasformano in realtà? Per un paio di brillanti piloti
del motociclismo bergamasco sembrerebbe proprio di si.
Bonetti, 27 anni, di Castro, è un grande specialista delle cronoscalate. Nel 2001, su Cagiva Mito, si è
laureato campione italiano della disciplina nella classe 125; l'anno successivo è riuscito a ripetersi nella
classe 250 in sella ad una Aprilia Rs mentre nel 2003 è andato vicinissimo al tris concludendo in seconda
posizione nella classe superiore, la 600, guidando una Suzuki Gsx-R.
"Era da un pezzo che volevo prendere parte al Tourist Trophy, un appuntamento che mi ha sempre affascinato" ci ha confidato Bonetti alla vigilia della partenza per l'isola britannica "ma non ero mai riuscito a superare i problemi di budget che la lunga trasferta comporta. Quest'anno la mia iniziativa ha finalmente incontrato maggiore attenzione da parte di chi segue la mia attività agonistica ed eccomi pronto. Saremo in tutto solo cinque italiani al via, io correrò nella giornata di mercoledì 9 la gara della Production 600 con la mia Suzuki e pochi giorni dopo, sabato 12, la gara della Junior TT con una Yamaha R6 che mi è stata cortesemente messa a disposizione per l'occasione. Nel primo caso sono in programma tre giri dell'affascinante tracciato di oltre 60 km con ben 37 curve e tanti saliscendi, nel secondo i giri saranno quattro".
Gli altri italiani della partita sono il bresciano Umberto Rumiano, Pino Baracchetti, Giorgio Cantalupo e
Giovanni Iovine, in tutto i concorrenti saranno quasi seicento.
"Non ho particolari velleità di classifica" precisa "ma essendo abituato a correre in salita, tra curve e
tornanti, non dovrei faticare troppo a trovare un buon passo lungo il tracciato dell'isola".
La pericolosità del TT non mi preoccupa" aggiunge Stefano "noi che partecipiamo alle gare in montagna siamo abituati ad affrontare questo genere di difficoltà".
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