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24 novembre 2007

 

ALEX BELOMETTI E IL TRIONFO AZZURRO IN CILE

«CHIAVE DI VOLTA LA NOSTRA VOGLIA DI VINCERE»

 

di Danilo Sechi

 

Alex Belometti in prova speciale a La Serena

 

 

Alex Belometti, Alex Botturi, Alex Salvini, Maurizio Micheluz, Fabrizio Dini, Andrea Belotti. Questi i nomi dei piloti entrati nella storia dell’enduro quali vincitori, coi colori italiani, della 82esima edizione della Sei Giorni, il campionato del mondo a squadre di nazione della specialità. La gara, ospitata a La Serena, in Cile, si è conclusa sabato scorso tra un tripudio di bandiere tricolori, l'altra sera i caschi rossi sono rientrati a casa. 

 

Il capitano della compagine, Alex Belometti, classe ’73, di Villongo, alfiere del team Ktm Farioli e del Moto Club Bergamo, è ovviamente entusiasta. «E’ stata una esperienza fantastica ed una vittoria bellissima. Io sono stato scelto come capitano non per particolari meriti o per la maggiore esperienza ma unicamente per l’età, ero il più anziano del gruppo. Però come "vecchietto" bisogna ammettere che me la sono cavata bene, ho concluso al secondo posto della classe E2 e, dato statistico non trascurabile, su tre Sei Giorni cui ho partecipato, ne ho vinte due. Non male come media, no? Scherzi a parte è stata una responsabilità che ho assunto con onore e piacere, ho cercato soprattutto di trasmettere a tutti la mia voglia di emergere e di ottenere un risultato importante».

 

L’asso bergamasco, quest’anno quinto nel mondiale della E1, terzo agli Assoluti e primo nel tricolore Hard Race, aveva vinto anche due anni fa, quando si corse in Slovacchia, solo lui ed il bresciano Alex Botturi facevano parte sia di questo che di quel sestetto.
«Proprio le tante incognite che circondavano la nostra formazione ha reso ancora più bello il nostro successo. Era saltato Albergoni poco prima di partire, Salvini è un pilota fortissimo ma non un endurista, Micheluz e Dini erano solo alla seconda simile esperienza, Belotti non aveva mai corso in prima squadra. Invece siamo stati bravi e proprio la forza del gruppo è stata la chiave del nostro exploit. Si correva, poi, su terreni prevalentemente sabbiosi, a noi sgraditi, ma anche questo è stato superato».

 

- In compenso, nonostante foste dall’altra parte del mondo, era un po’ come se correste in casa...
«Infatti, poichè nello staff organizzativo c’erano diversi uomini della Acerbis e del Moto Club Bergamo, non abbiamo sofferto la lontananza, il disagio è stato limitato e abbiamo potuto contare sul loro incitamento».

 

- Questo successo fa fare un’impennata al suo bilancio sportivo 2007 fino alla Sei Giorni non proprio da incorniciare.
«Si, ci voleva proprio. Nel Mondiale e agli Assoluti sono stato al di sotto delle attese, avevo proprio bisogno di rinfrancarmi e ricaricarmi. In più ho avuto ulteriore conferma che nella classe E2 posso essere competitivo e che quindi l’anno prossimo, che mi vedrà in questo gruppo, potrò lottare per i vertici di tutti i campionati».

 

Andrea Belotti, 26 anni, di Gandosso, campione italiano della classe 250 2 tempi, per contro, è stato il più sfortunato dell’equipe. E’ caduto e si è fratturato nel corso della quarta giornata di gara. E’ stato uno dei tanti piloti bergamaschi protagonisti di disavventure in questa Sei Giorni.
Dopo il forfait di Albergoni sono capitati guai anche a Thomas Oldrati, ritirato per guasto meccanico il 2° giorno; Jonathan Manzi, caduto ed infortunatosi ad una spalla il 3° giorno; Mirko Gritti, ritirato per noie alla moto il 4° giorno.
«Sono caduto in prova speciale, sulla sabbia, un terreno che davvero mi piace poco - ricorda Belotti - e la moto mi è rovinata addosso. Il forcellone mi ha colpito il gomito e si è fratturato. Adesso porto un tutore, per un mese dovrò stare tranquillo ma conto di poter riprendere l’attività a metà dicembre».

 

 

 

 

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