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spazio interviste

incontri ravvicinati coi conduttori più affermati


 

ENDURO - maggio 1988

 

ANGELO SIGNORELLI ALLA CARICA

DOPO ALTERNE VICENDE NEI RALLY AFRICANI

col ritorno nella classe 125 l'asso della Ktm ha ritrovato il sorriso

 

di Danilo Sechi

 

Angelo Signorelli

 

 

Con una partenza al fulmicotone Angelo Signorelli si è velocemente lasciato alle spalle la passata stagione di gare, un' annata poco felice che aveva un po' scalfito la sua immagine di campione sorridente e vincente. In effetti la sua parentesi nella classe 500 non è risultata troppo brillante ed inoltre, quando si erano aperte per lui le porte dei grandi rallies africani, una brutta caduta nella parte conclusiva dei Faraoni lo ha pesantemente condizionato. 

Ma le note negative sono già acqua passata. In questo 1988 il campione bergamasco, sulla breccia da dieci anni, è tornato a recitare la parte del mattatore, si è dimostrato l'uomo da battere nel tricolore enduro delle 125 e nutre ambiziosi progetti per !'immediato futuro. 
"La classe 500 non era stata una mia scelta ma non mi dispiaceva del tutto anche se, dopo tanti anni con le piccole cilindrate, avrei probabilmente avuto bisogno di più tempo per risultare competitivo. Tornato nelle 125 mi sono subito trovato a mio agio ed anzi nelle prime due prove del campionato italiano sono andato più forte di quanto sinceramente mi aspettassi.» 

- Essere tra i migliori in Italia ti apre ottime prospettive anche per il campionato europeo. Conti di poter fare finalmente il bis dopo il titolo nelle 80 di sette anni fa? 
«Non mi dispiacerebbe proprio, è evidente. E' parecchio che vorrei fare il bis ma ho sempre incontrato qualche ostacolo sulla mia strada. Sono convinto che ad impensierirmi maggiormente saranno i miei connazionali, gli stessi rivali dell'italiano, ovvero Passeri e Sala. Non mi risulta ci sia qualche straniero al momento più forte di noi...a meno di qualche sorpresa.» 

- Anche nella Valli, immagino vorrai ben figurare. E importante questa gara per te? 
«E molto importante, la Valli riesce a stimolarti come nessun'altra gara, soprattutto a noi piloti bergamaschi. Il fatto di correre praticamente in casa ti invoglia a dare il massimo e poi questa manifestazione è sempre stata di più di una prova di europeo, la paragonerei, come prestigio, ad una Sei Giorni. Ce la metterò tutta per fare bella fiigura davanti a tanti amici e conoscenti. In passato ho vinto due volte, nell '80 e nell '82, ma i ricordi sono bellissimi anche quando non tutto è filato liscio, anche quella volta che ho addiirittura sbagliato strada ... sembra incredibile a pochi chilometri da casa, ma ero ancora piuttosto inesperto!» 

- A proposito di inesperienza, raccontaci dei tuoi inizi come pilota. 
«Volentieri. La mia prima gara l'ho disputata nel '74 e non era una garetta qualsiasi, si trattò della 24 ore di Monte Campione. Corsi con una Ancillotti 50 ed ero in coppia con un amico mio paesano, Walter Fomer, che ora ho perso di vista, sai come succede. Giunsi ultimo ma conclusi la gara, una bella soddisfazione davvero. In quelle mie prime esperienze potei contare sull'aiuto ed i consigli di mio zio Giuseppe ed ora io sto facendo lo stesso con suo figlio Ivan, minicrossista con molto talento. Giuseppe mi portò alla Fantic per lavorare come collaudatore. Un po' alla volta divenni collaudatore-pilota e quindi pilota di punta ed arrivarono i successi con la minima cilindrata ... » 

- Ma allora te la cavi bene anche come meccanico? 
«Non sta a me dirlo ma penso di sì, spesso lavoro con Bruno Ferrari, il mago dei meccanici di Farioli, e insieme mettiamo a punto le moto da gara del team, non solo la mia.» 

- Sono molti anni che corri con Farioli e le KTM. Cosa ti induce a dare sempre fiducia a questa marca. 
«Sono due i motivi, entrambi fondamentali: da una parte sono convinto che il Kappa sia da anni la miglior moto in commercio per l'enduro e dall'altra perchè sia con Farioli che con i suoi meccanici e collaboratori andiamo molto d'accordo, c'è notevole affiatamento e quindi si lavora in modo proficuo.» 

- Qual' è la stagione agonistica che ricordi con maggior piacere, che ti ha dato le maggiori soddisfazioni, e quale invece la più amara? 
«Il ricordo più bello è legato all'81. In quell'anno vinsi il campionato italiano delle 80, il campionato europeo e feci parte della squadra azzurra che, all'isola d'Elba, vinse il Vaso ... più di così! L'anno più amaro fu invece l'84: persi l'europeo a causa di un.a caduta in cui mi ruppi lo scafoide, non potei esprimermi al meglio nelle prove finali e giunsi secondo dietro al tedesco orientale Hubler. Anche nell'Italiano, a causa dell 'ingessatura fui costretto a saltare due gare e non potei dire la mia.» 

- In tema di sfortuna anche nel settore rally potevi dare di più...
«Sì, ho perso l'anno scorso una bella occasione. Quella caduta in Egitto, quando ero quarto assoluto ed il Rally dei Faraoni era alla parte finale, proprio non ci voleva. Ero praticamente certo di partecipare alla Parigi-Dakar con la Yamaha-Belgarda ed invece non se ne fece nulla. Alla fine di dicembre la clavicola rotta era sistemata ma non avevo potuto prepararmi all'impegnativo raid come necessario. Sarà per un 'altra volta anche perchè i contatti sono rimasti e chissà che non si ripresenti l'occasione. In precedenza avevo esordito in Africa nell '83 al Rally di Algeria, insieme a mio zio Giuseppe, e giunsi quarto assoluto, primo della mia classe, poi ho partecipato al primo Incas Rally in Perù giungendo secondo. Quest'anno però non potrò prendere parte alla gara sudamericana con la KTM per l'imposslblhta a rientrare in tempo per correre in Austria.» 

- Parlaci del tuo tempo libero, dicono che tra i tuoi hobby preferiti ci siano lo sci e le belle ragazze ... 
«Ah, lo sapevo! In effetti quando non corro o mi alleno mi piace sciare e girare in bicicletta, con le mountain bike. Quanto alle ragazze sono in gran parte storie, ultimamente poi ho stabilizzato la situazione e ne frequento solo una, Gabriella. Certo c'è qualcuno nell'ambiente che ci prende gusto a dipingermi come un latin-lover ma è solo perchè trovo stimolante la compagnia e la conversazione con le rappresentanti del gentil sesso, tutto qui.» 


IDENTIKIT ANGELO SIGNORELLI 

Luogo di nascita: Gazzaniga (Bergamo) 

Residente a: Colzate 

Data di nascita: 25 gennaio 1959 

Statura: 1,70 

Capelli: castani 

Occhi: castani 

Peso: 6S kg 

Famiglia: padre Giovanni (meccanico alla KTM-Farioli) - madre Andreina (operaia), figlio unico 

Curiosità 

Segno zodiacale: acquario 

Cibo preferito: spaghetti 

Bevanda preferita: coca cola 

Attrice: Kim Basinger 

Attore: Renato Pozzetto 

Programma TV preferito: documentari 

Letture preferite: riviste sportive 

Cantante preferito: Witney Houston 

Musica preferita: disco e rock 

Hobby: sci e rally auto 

Idolo sportivo: Alain Prost 

Auto preferita: Porsche 

Animali preferiti: cane 

Carriera: 
Inizio attività agonistica: nel 1974 su Ancillotti 50; 
Prima gara; 24 Ore Internazionaale di Monte Campione, cinque volte campione italiano enduro: nel '79, nell'8O e nell'8I su Fantic, nell'85 e nell'86 su KTM Farioli. 
Una volta campione europeo enduro nell'8I, classe 8O, su Fantic. 
Due volte secondo nel campionato europeo, nel '79 e nell'84. Partecipazione ad otto Sei Giorrni con cinque medaglie d'oro. Due successi alla Valli Bergamasche ('80 e 82) 

Moto Club: Gruppo sportivo Fiamme Oro