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7 marzo 2008
il parere dei
due campioni bergamaschi a pochi giorni dall'inizio della stagione 2008
del Motomondiale
AGOSTINI:
STONER FAVORITO MA ATTENTI A ROSSI
QUEST'ANNO
HA LA MENTE SGOMBRA
di Carlo Magni (dal quotidiano L'Eco di
Bergamo)
Si accendono motori e riflettori per il Motomondiale 2008. Domenica scatta infatti la stagione di corse a Losail in Qatar, dove per la prima volta i piloti si schiereranno al via sotto la luce artificiale che illuminerà i 5.380 del tracciato. Per dare un volto allo start del campionato ci facciamo guidare dalla mano esperta di Giacomo
Agostini, il più titolato pilota della storia, grazie ai suoi 15 titoli mondiali e alle 123 vittorie conquistate sui circuiti di tutto il mondo.
- Agostini, un inverno ricco di test per squadre e piloti. Si è fatto un'idea su chi sarà l'uomo da battere nella
MotoGp?
«Da quello che si è visto finora mi pare di poter dire che l'australiano Casey Stoner rimanga il favorito numero uno. Il campione in carica e la sua Ducati credo abbiano dimostrato anche nelle recenti prove di essere costantemente veloci, in qualunque condizione, pertanto a
quest'accoppiata vanno i favori del pronostico».
- Rossi quindi vestirà i panni dello sfidante, una veste forse a lui non congeniale.
«In effetti è così, ma credo che Valentino abbia dalla sua parte il fatto di aver risolto le problematiche emerse durante la stagione 2007, vedi la vertenza con il fisco e la gestione dei suoi affari. Penso che arriverà con la testa sgombra da queste vicissitudini, per cui questo sarà per lui un buon vantaggio dal punto di vista psicologico».
- Crede che il cambio di fornitura degli pneumatici, da Michelin a
Bridgestone, gli dia una marcia in più?
«Al momento non mi pare che essere passato con la casa giapponese sia stato così efficace per Rossi e la
Yamaha. Forse è ancora presto per dirlo: direi di aspettare tre o quattro gare per vedere se ha fatto la scelta giusta».
- Allora, Stoner e Rossi al top e poi?
«Io vedo molto bene Jorge Lorenzo, che arriva in MotoGp dopo due titoli mondiali conquistati nella classe 250. È forte lo spagnolo e l'ha dimostrato anche nei test di questi ultimi giorni. Certo, una cosa sono le sessioni di prove, dove puoi montare gomme da tempo e fare il classico giro tirato, mentre la gara è tutta un'altra storia. Bisogna innanzitutto avere grande esperienza, per sfruttare per l'intero arco della corsa sia il potenziale della moto che, soprattutto, quello delle gomme. Azzardo che Lorenzo potrebbe rappresentare un osso duro anche per il compagno di squadra Rossi, Michelin permettendo e sempre che il pesarese non torni a essere l'ammazza campionati che conoscevamo fino a un paio d'anni fa».
- A proposito di piloti iberici, di Pedrosa cosa pensa?
«Potrà sicuramente dare del filo da torcere, come ha già fatto spesso in passato,
in simbiosi con la Honda ufficiale. Deve migliorare nella costanza di rendimento, uno dei suoi punti deboli. L'infortunio di poco tempo fa e la difficoltà di messa a punto magari lo penalizzeranno all'inizio della stagione».
- Veniamo agli altri italiani, Capirossi, Melandri e Dovizioso.
«Il passaggio in Suzuki per Capirossi credo sia un handicap notevole, perlomeno nelle prime gare, sarà difficile che possa lottare per le posizioni di vertice. Magari più avanti, quando sarà stato in grado di mettere a punto a dovere la moto. Melandri rappresenta la sorpresa di questo periodo, ma purtroppo per lui in negativo. Quello che mi domando è se la sua crisi sia momentanea o durerà invece per tutto l'anno».
- Avere come compagno Stoner non l'aiuta.
«Di sicuro... Praticamente Casey l'ha demoralizzato subito e quando prendi due secondi al giro da chi sta nel tuo stesso team è facile che inizi ad avere dei grossi dubbi su te stesso. Mi auguro che Melandri possa riprendersi, ma la strada per il ravennate è in salita».
- Torniamo a Dovizioso.
«Nei test ha fatto bene, ma mi riallaccio a quanto ho detto su Lorenzo, cioè che una gara in MotoGp richiede del tempo per acquisire tanta esperienza. Comunque Andrea potrà disputare a mio avviso un buon campionato».
- Chiuso il capitolo piloti, cosa pensa della gara che si disputerà in notturna?
«La trovo una follia. Non vedo il senso di spendere 15 milioni di euro per mettere in piedi un impianto d'illuminazione del genere. Per carità, bravissimi gli organizzatori, ma c'è gente povera anche in Qatar e uno spreco del genere è incomprensibile. Poi diversi piloti sono caduti perché girando di sera le gomme non vanno in temperatura, quindi forse è pure pericoloso».
- Due parole sul bergamasco Locatelli, che sarà al via della classe 250.
«Roberto è sempre uno che lotta per le prime posizioni e mi auguro possa togliersi belle soddisfazioni in sella alla
Gilera, un marchio prestigioso che merita di tornare ai fasti del passato. Locatelli ha tanta esperienza, anche se il confronto con i ragazzi baldanzosi della 250 è sempre un problema. Poi mi pare che stia meglio fisicamente, quindi sono sicuro che farà bene».
LOCATELLI: LE MOTO LA MIA VITA, NON
SONO PAZZO
HO LA STESSA VOGLIA DI 15 ANNI FA

Locatelli sulla Gilera Metis 250 2008
Roberto Locatelli non finisce mai di stupire. A poco più di venti giorni dall'ultima operazione alla caviglia sinistra, operata dal dottor Jimeno Torres Eugenio a Barcellona, il pilota bergamasco è tornato in sella alla Gilera 250 per disputare i test in Qatar, aperitivo della gara d'apertura del motomondiale, prevista per domenica sera. Così «Loca» ha voluto verificare in anticipo le sue condizioni fisiche, pochi giorni prima di iniziare la sua 15ª stagione consecutiva nel circus iridato.
Il nuovo intervento
«Ero a Valencia per una tre giorni di prove, a fine gennaio. La settimana prima - racconta Locatelli dal Qatar - ero caduto pesantemente, ancora a Jerez e per un attimo ho pensato anche al ritiro, visto che la caviglia sinistra mi dava ancora problemi. Il caso ha voluto che, parlando con alcuni addetti ai lavori spagnoli, sono venuto a sapere della presenza a Barcellona della Clinica Dexeus, a cui eventualmente chiedere consulto. Non ero sicuro, poi al terzo giorno ho visto che dai primi della classe 250 beccavo solo un secondo, nonostante facessi fatica a cambiare le marce. A quel punto mi sono detto che forse ne valeva la pena e il giorno dopo sono volato in Catalogna, dove mi hanno prospettato una nuova operazione».
In sella a tempo di record
Locatelli come sempre ha bruciato i tempi. «Il 6 febbraio, cioè una settimana dopo la visita, ho subito il terzo intervento chirurgico alla caviglia sinistra. Prognosi due mesi, ma come sono uscito dalla clinica ho giurato a me stesso che a fine mese sarei partito per il Qatar. Non sapevo se sarei riuscito a disputare i test, ma mi sono detto che avrei lavorato duramente, con sedute di fisioterapia e uscite in bicicletta, per arrivare alla prima gara il più in forma possibile. Devo dire che i medici spagnoli hanno fatto qualcosa di eccezionale, perché la mia caviglia sinistra adesso ha acquistato una mobilità che prima non aveva e così posso guidare come voglio io».
Una passione senza limiti
«Qualcuno da fuori probabilmente mi vede come un pazzo scatenato e parecchia gente si chiederà chi me lo fa fare di rischiare ancora, dopo quello che ho passato lo scorso anno a seguito del drammatico incidente di Jerez de La Frontera. Quando però ti rendi conto di avere la stessa passione degli esordi e ti appaga il tuo lavoro, allora dico che non sono fuori di testa, anzi proprio tutto il contrario. Le fratture del corpo si possono curare, così ho fatto e sento ancora quella magia del salire in moto, come quando ho iniziato a correre».
Le sensazioni di un tempo
«Il primo marzo - racconta ancora Locatelli - sono risalito sulla mia Gilera 250. Ero tormentato dai dubbi e aspettavo di tornare a guidare per capire. Ho riprovato a fare cose che da tempo non mi venivano con facilità, con risultati più che soddisfacenti. Adesso so che posso giocare le mie carte, perché il primo giorno ho fatto una simulazione gara, venti giri con il pieno di benzina, ottenendo il quinto tempo assoluto. La cosa più confortante però è stata che tra il giro più veloce e quello più lento c'era solo mezzo secondo di differenza. Durante la seconda giornata sono caduto due volte, ma per fortuna niente di grave. Nella terza ho realizzato il settimo crono, con un distacco dal primo inferiore al mezzo secondo, che mi pare un'ottima cosa».
2008: 14ª stagione
Dunque, Locatelli si presenta al via per una nuova stagione. «Oggi - spiega - posso guardare con più ottimismo al futuro. Credo non sia un'utopia pensare di ripetere la stagione 2006, quando conclusi il mondiale al quinto posto, con due podi e tanti giri in testa a dare battaglia. Anzi ho sentore che con la Gilera ufficiale posso anche essere più competitivo di allora. La squadra è rimasta la stessa, praticamente una grande famiglia: sto bene con loro, sia sui campi di gara che fuori. Sono felice anche perché ho ritrovato Paul, il tecnico delle sospensioni Ohlins, neozelandese, che avevo nel Team Toth due anni fa».
i suoi pronostici
E ora uno sguardo sul futuro. «In MotoGp - indica Locatelli - tre nomi su tutti: Stoner, Rossi e Lorenzo. Sarei felice se lo spagnolo facesse grandi cose, perché ci siamo sempre rispettati molto. Quando ho avuto l'incidente di Jerez, Jorge mi ha dedicato la vittoria nel Gp. È una cosa che non dimentico. Per quanto riguarda invece la 250 una volta tanto sono egoista e penso solo a me stesso. Non faccio nessun nome, ma credo che siamo in una decina di piloti a poterci giocare le posizioni che contano».
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