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vigilia
Motomondiale - 16 marzo 2011
il pensiero
del campionissimo a pochi giorni dal primo Gran premio
GIACOMO
AGOSTINI: "ROSSI ALLA DUCATI?
SCELTA
CORAGGIOSA MA ORA GLI SERVE TEMPO"
di Matteo Spini (dal quotidiano L'Eco di
Bergamo)
Rossi sulla Ducati nei test pre-mondiale

Giacomo Agostini
«Un Motomondiale mai così incerto, un Rossi da aspettare». Il vaticinio non è certo di quelli da trascurare, dato che viene da un certo Giacomo Agostini, uno che di due ruote e di
vittorie se ne intende. L'anno zero del Valentino-Ducati si sta per aprire tra mille incognite, che abbiamo provato a fugare rivolgendoci al campionissimo. Nessun verdetto assoluto, naturalmente, ma tanti spunti con i quali è più facile inquadrare il campionato delle incertezze. I primi test di Rossi con la nuova moto paiono poco incoraggianti, specie se rapportati ai tempi dei rivali, Stoner su tutti: ed è l'australiano il grande favorito di Agostini, anche se non è facile farglielo ammettere. E Vale? Basterà attenderlo e non tradirà.
- Agostini, la prima domanda se la può anche aspettare: passando alla Ducati, Rossi parte davvero così svantaggiato?
«In ogni occasione, quando si cambia ambiente e scuderia, tutto deve iniziare daccapo. Valentino impiegherà un po' a trovare il feeling con la nuova moto ed è per questo che i test tenuti finora non hanno prodotto risultati troppo positivi: ma sono convinto che dopo le prime gare di apprendistato, le cose miglioreranno».
- Quali sono le difficoltà maggiori che si trova ad affrontare?
«Rossi è un perfezionista: ha una nuova moto e la vorrà adattare al meglio alle proprie esigenze. Ci vorrà qualche tempo: deve vestire la Ducati come vuole lui».
- Ma la Ducati è così inferiore a Yamaha e soprattutto Honda?
«Bisogna prima vedere come sarà dopo la messa a punto definitiva. Non dimentichiamo che la Ducati ha un grande motore, anche se è molto particolare da guidare».
- Fosse stato in Valentino, avrebbe preso la stessa decisione con quel cambio di team?
«Difficile dirlo. Sicuramente ha effettato la scelta meno semplice, ma forse era anche inevitabile, visto che non voleva stare nella stessa scuderia di Lorenzo. La Yamaha è una marca eccelsa e, in quell'ambiente era tranquillo, conosceva tutto e tutti. Ma forse un campione come Valentino ha bisogno di stimoli sempre nuovi: e cosa c'è di meglio della possibilità di dimostrare di essere in grado di vincere anche altrove? Per questo mi attendo un'ulteriore dimostrazione di grinta».
- Guardiamo in casa d'altri: i test hanno messo in mostra uno Stoner in versione deluxe.
«Sta andando come una scheggia, ma anche Pedrosa non è da meno e sembra proprio che si sia svegliato. Senza dimenticare che Lorenzo rimane l'uomo da battere. Insomma, sarà un motomondiale tiratissimo ed equilibrato come non mai: sarà un gran campionato, è sicuro».
- Si sbilanci: faccia un nome secco…
«Tentando un pronostico alla vigilia di una stagione come questa rischierei solo di sbagliare. Certo che Stoner sta andando proprio forte…».
- Ma, oggettivamente, Rossi può competere per il titolo?
«Le ultime prove non sono da lui. Sicuramente riuscirà a tornare competitivo, ma l'unica domanda da porsi riguarda il tempo che gli servirà per colmare il gap: da questo dipendono le sue possibilità di ambire alla vittoria. Non dimentichiamo, comunque, che Vale è un grande campione e non ha certo disimparato ad andare in moto: ci darà altre soddisfazioni, su questo non ci piove».
- Chi sarà l'outsider?
«Ben Spies è molto veloce: la Yamaha ha scelto bene per sostituire Rossi».
- E gli altri italiani?
«Per Dovizioso è l'anno della verità: ormai la moto c'è e mi attendo buone cose da lui. Il definitivo salto di qualità è possibile. Anche su Simoncelli sono ottimista: è velocissimo e ha completato il suo apprendistato. È presto per lottare per il primato, ma non per qualche singola vittoria».
- D'accordo, sarà una MotoGp più che mai incerta: ma quale sarà il momento chiave della stagione?
«Aspettiamo quattro-cinque gare per fare i conti. A quel punto, Rossi dovrebbe essere del tutto competitivo e le prime gerarchie potranno essere chiare. Già a maggio si inizierà a capire qualcosa in più»
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