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3 settembre 2008

 

AGOSTINI RAGGIUNTO DA ROSSI A QUOTA 68 GP VINTI

"CONTENTO CHE CI SIA RIUSCITO UN ITALIANO"

 

di Carlo Magni (dal quotidiano L'Eco di Bergamo) 

 

Valentino Rossi soddisfatto all'arrivo del Gp di Misano

 

 

«Valentino mi ha detto che era contento di avermi raggiunto, io di rimando gli ho risposto che anch'io ero felice per lui, un po' meno per me...».
Giacomo Agostini ai propri invidiabili record tiene parecchio, per cui quando Valentino Rossi ha tagliato il traguardo del GP di San Marino, aggiudicandosi la 68ª vittoria nella classe regina del motomondiale, un po' ci è rimasto male. «Non potevo certo fermarlo io! I record sono fatti per essere battuti, prima o poi. E sapevo che se non fosse avvenuto in questa gara, sarebbe certamente accaduto in uno dei prossimi appuntamenti in calendario. Sono contento che sia stato un italiano a eguagliarmi, ecco mettiamola così».
Il loverese, bisogna ricordarlo, vinse il suo primo Gp nella classe 500 nel lontano 1965, in un edizione del Gp di Finlandia sul circuito di Imatra. Per più di dieci anni Agostini continuò a mietere successi, fino alla vittoria numero 68, ottenuta al Nurburgring nel Gp della Germania Est. Rossi invece è salito per la prima volta sul gradino più alto del podio nel 2000 in Gran Bretagna a Donington e l'ultima volta domenica a Misano Adriatico. 

 

Pari e patta? Agostini avrebbe di che ridire... «I numeri sono numeri e quindi con Rossi siamo sullo stesso piano, però - qui il 66enne di Lovere si ferma un attimo a riflettere - però quando correvo io le gare in un anno erano 9 o 10, a volte 11, invece adesso si arriva a 17 o 18 gran premi. Inoltre io le mie vittorie le ho colte tutte con la 500, mentre Rossi è passato dalla 500 alla MotoGp, utilizzando anche la motorizzazione 1000 e la 800. Per carità, nulla toglie alla sua bravura e ai suoi meriti, ma è quasi come se avesse corso in tre categorie diverse. Allora direi che si potrebbero sommare anche i miei successi nella classe 350, o no?». 

 

Non sarebbero noccioline, visto che andrebbero aggiunti altri 54 Gp vinti. Dopo tutte queste considerazioni, Agostini sembra rinfrancato, perché mantiene ancora i due record più invidiabili nell'intera storia della motovelocità: 123 Gp e 15 titoli mondiali, di cui 8 proprio nella classe regina. Calcolando però che Rossi è affamato di vittorie, forse per l'orobico pluriiridato il sonno comincia a farsi un po' più pesante. «Stia tranquillo - dice ridendo - la notte dormo sonni tranquilli. Al momento questi miei due record sono ancora al sicuro: sono contento che venga considerata anche la vittoria che ottenni nel 1977 ad Hockenheim, in una gara di campionato del mondo classe 750. No, perché se vogliamo puntualizzarlo una volta per tutte, quell'affermazione da troppi giornalisti è spesso dimenticata e mi vengono attribuiti 122 successi. Fu l'ultima delle mie vittorie nel mondiale e quindi ci tengo particolarmente a ricordarla e a fare in modo che compaia nelle statistiche».

 

Insomma, Agostini i suoi record non li vuole mollare, neanche al pilota più incredibile apparso sulle scene da almeno un quarto di secolo, per non dire di sempre, seppur paragoni tra le varie epoche sono, oltre che difficili, spesso improponibili. All'epoca in cui correva Agostini i piloti disputavano le gare in almeno due classi, nella stessa giornata. Altri tempi. «Poi bisogna anche vedere se Rossi ha voglia di continuare a correre per tanti anni. Certo, è ancora giovane, e con davanti a sé prospettive di successo. Adesso che è tornato vincente la voglia non gli passa di sicuro in quattro e quattr'otto!».

 

Il «vecchio» Agostini (ma solo anagraficamente, s'intende, perché l'ex pilota di MV Agusta, Yamaha e Suzuki ha l'energia di un trentenne) insomma ha ancora grinta da vendere. Adesso si capisce perché quando Rossi provava la Ferrari Agostini era il primo a incitarlo a fare il grande salto dalle due alle quattro ruote, cosa che lo stesso loverese fece, ma troppo tardi per diventare un vincente anche con le monoposto di F2 e Formula Aurora, quest'ultima categoria di moda in Inghilterra con le ex F1 dismesse dai costruttori anglosassoni. Aveva trovato chi lo poteva insidiare e un eventuale passaggio alle auto da parte di Rossi lo avrebbe messo al riparo da un'eventualità rivelatasi poi non così remota. «Comunque, se Vale un giorno dovesse battere anche i miei due record, beh, vorrà dire che faremo una grande festa assieme. Sì, una vera e propria megafesta».

 

 

 

 

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