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tricolore trial ad Ardesio - 31 luglio 2000

 

AD ARDESIO DOMINA COLLEY, BOSIS NON CONVINCE

 RE DELLE GANDINE PRENOTA IL TITOLO

ottima riuscita per la quinta tappa del campionato italiano di trial ospitata in Alta Val Seriana, prova generale per il Moto Club Bergamo jn vista del Gp della prossima stagione programmato a Foppolo

 

Salgono le quotazioni di Dario Re Delle Gandine, scendono quelle di Diego Bosis. Nel "borsino" del campionato italiano di trial la quinta prova, ottimamente orchestrata dalla sezione Orobie del Moto Club Bergamo in Alta Val Seriana ad Ardesio, ha emesso verdetti inequivocabili lanciando l’astro emergente di Casnate verso la conquista del primo titolo tricolore e confermando come i suoi rivali siano al momento inferiori, risultino impotenti rispetto alla sua crescita tecnica ed agonistica.
Questo per quanto riguarda la sfida per lo scudetto, ampliando il discorso nessuno ha nuovamente saputo contrastare il britannico dell’isola di Man Steve Colley, di scena fuori campionato, come già in altre prove precedenti autore della migliore prestazione.

 

Ad Ardesio il portacolori della Gas Gas ha concluso con 16 penalità, così suddivise: 7 al primo giro, 3 al secondo, 6 al terzo. Re Delle Gandine è invece arrivato a quota 21 con parziali a 8, 3 e 4.
Alle sue spalle fino a due terzi di corsa, il campione bergamasco Diego Bosis si è poi disunito nel finale ed ha così perso un’ altra posizione a favore del campione in carica, quello che fino al ’99 era il suo primo antagonista, Donato Miglio. Con un ottimo giro conclusivo a quota 4 il piemontese ha terminato la gara con 30 penalità, Bosis ha tagliato il traguardo oberato di 34 punti. 

"Non ero in giornata di forma" ci ha detto alle premiazioni "in ogni caso onore al merito di Re Delle Gandine, anche oggi ha dimostrato di andare veramente forte e di meritare il titolo 2000. Io e Miglio siamo un po’ calati ma ciò che conta è che lui è cresciuto, se infatti confrontiamo i distacchi con gli altri nostri rivali vediamo che sono all’incirca i medesimi degli anni passati."

 

In effetti dietro questi "big" si sono classificati i soliti piloti, il bresciano Fabio Lenzi (49 penalità) e il valdostano Stefano Dellio (51).
La manifestazione, aldilà dei risultati, è stata molto apprezzata ed ha confermato le capacità organizzative della scuola orobica. "E’ stata una riuscitissima prova generale della gara mondiale che l’anno prossimo organizzeremo a Foppolo" ha sottolineato, comprensibilmente soddisfatto, il presidente del Moto Club Bergamo, Andrea Gatti.
A determinarne la riuscita sono stati la scelta del percorso e delle dieci zone controllate, impegnative al punto giusto, nonché la bella giornata soleggiata che ha evitato gli inevitabili disagi patiti invece i giorni della vigilia a causa di frequenti scrosci di pioggia.

 

Anche nelle categorie minori i rappresentanti della scuola bergamasca non hanno brillato e, in questo caso, non è una novità. Nel gruppo dei senior ha vinto il bresciano Michele Orizio, una delle più belle promesse del trial made in Italy, superando Maurino e Petrella. In nona posizione si è piazzato Alberto Calderoli, rientrato quest’anno dopo due stagioni di inattività e in lento ma continuo progresso.
Nella categoria junior, la più affollata con una quarantina di concorrenti, si è messo in luce il rietino Federico Patacchiola che ha avuto ragione dei valtellinesi Trivella e Ghilotti. Primo dei manipolo di conduttori Bg il brembano Luca Baschenis (Beta-Mc Desio), ottavo, ma che, con un giro conclusivo all’altezza del precedente, poteva sfiorare il podio. Tra i master, infine, ennesima netta affermazione di Andrea Buschi su Donchi e Valbusa.