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26 gennaio 2004
IL MITO FANTIC MOTOR RINASCE NEL TREVIGIANO grazie all'iniziativa dell'imprenditore Federico Fregnan il marchio che ha lanciato la fortunata serie dei Caballero e che si è imposta nel trial con Burgat e Michaud potrà presto tornare sul mercato con mezzi completamente made in Italy
di Emanuele Vertemati
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Sarà una moto completamente costruita in Italia e realizzata con componenti esclusivamente nostrani. Il mito Fantic Motor rinasce ufficialmente in provincia di Treviso, per opera di Federico Fregnan che, prima di essere imprenditore (nel settore delle macchine per caffè espresso) è un pilota praticante e grande appassionato di
Fregnan, 42 anni, ex presidente dei giovani industriali trevigiani, è la mente operativa del progetto che ha riunito lo stesso Henry Keppel, l'allora direttore commerciale della Garelli e, quindi, compagno di un'avventura, quella della Fantic, iniziata nel 1968 insieme a Mario Agrati. Ed è stato proprio l'ingegner Keppel che ha fatto firmare un primo pre-contratto di esclusiva per il mercato francese con l'ex importatore Fantic, Hruzowski. Giorgio Tomatis, trevigiano, sarà il responsabile della gestione fornitori mentre Angelo Pensini, artefice del 1° 4 tempi da trial italiano, si occuperà del progetto trial. Forse non tutti ricordano che le prime moto, presentate la prima volta al Salone del Ciclo e Motociclo di Milano nel 1969, erano delle mini bike, sulla scia di quanto andava per la maggiore in quegli anni negli Usa. Così nacque il Fantic Rocket: ruote piccole, motore 50 codice a 4 marce. Dal Rocket al Caballero e, quindi, ai modelli trial, il passo è stato breve: nel 1970 arriva il progenitore di una lunga e fortunata serie, con modelli 75, 100 ( famosa l'elaborazione Polini per testa e cilindro) e 125, sia cross
Fantic Motor riparte, dunque, con i componenti creati su misura dalle aziende che hanno fatto grande il marchio celebre e indimenticabile per la serie Caballero. Moto in grado di far vincere un Vaso d'Argento alla Sei Giorni in Svezia nel 1978 e una Sei Giorni con Gualtiero Brissoni all'isola d'Elba nel 1981. Nel trial i titoli mondiali arrivarono con gli specialisti francesi Gilles Burgat e Thierry Michaud.
"Esaminata la concorrenza - spiega Fregnan - e verificata la mediocrità di una certa componentistica spagnola e asiatica, ci si è convinti della necessità di realizzare un mezzo di elevate qualità tecnico - estetiche di produzione totalmente italiana. La MT telai di Giovenzana è nella fase finale di realizzazione del prototipo di telaio, Marzocchi fornirà la forcella e, forse, anche l'ammortizzatore con dettagli e caratteristiche innovative. Tommaselli e Domino completano la dotazione per quanto riguarda manubrio e manopole, mentre Grimeca fornirà le pinze freni, e forse anche i mozzi, con dettagli particolarmente personalizzati".
E il propulsore? Fregnan non si sbilancia, ma fa capire che tra
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