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presa diretta

approfondimenti speciali per occasioni speciali


72a Sei Giorni - agosto 1997

 

 LA SALUTE DELL'ENDURO

DOPO LA GARA MONDIALE DI LUMEZZANE

la manifestazione ha dimostrato l'alto potenziale spettacolare della specialità, si è fatto un buon lavoro ma si può ulteriormente migliorare

 

di Danilo Sechi

 

La Sei Giorni di Lumezzane, voluta dagli organizzatori dell'Associazione dei Motoclub Bresciani anche per dare impulso all'enduro, ha fatto da cartina al tornasole del livello di spettacolarità e notorietà raggiunto dalla specialità in seguito agli accorgimenti, tecnologici e no, dei quali ha beneficiato negli ultimi tempi. 
E' stato fatto complessivamente un buon lavoro per cui possiamo prendere la manifestazione quale esempio dell'attuale capacità di coinvolgimento di questo sport, del suo potenziale in termini spettacolari e di "audience".

 

Considerando che i i bucolici passaggi tra mulattiere, guadi e pietraie, spesso difficili da raggiungere, resteranno sempre riservati a pochi superappassionati, é sulle zone di partenza-arrivo e sulle prove speciali che si può tentare qualche valutazione. La scelta del moderno stadio della città bresciana quale quartier generale è risultata molto azzeccata e, tra l'altro, ha anche consentito agli spettatori, in occasione dei frequenti temporali pomeridiani, di seguire gli avvenimenti al riparo dalle intemperie. Il servizio speaker, brillantemente svolto da Paolo Conti e Fabrizio Paganelli, ha fornito informazioni in gran quantità consentendo a tutti di seguire più facilmente le fasi della corsa; lo schermo gigante piazzato nelle vicinanze ha dato un quadro generale anche a chi non si è mai allontanato dalla zona stadio; il servizio cronometraggio continuamente aggiornato ha consentito di avere passo passo il polso delle sfide agonistiche in atto. 

 

Anche lungo le speciali si è notato un certo salto di qualità rispetto al passato ma bisognerà ancora lavorare per rendere l'enduro più facile per tutti, per coinvolgere anche chi non lo conosce, deve diventare più immediata la comprensione della situazione, di chi sta transitando, di chi vince e chi perde. Ci vorrebbe una diffusione più capillare dell'elenco concorrenti, ci vorrebbero -in luogo del piccolo tabellone con un solo tempo - maxi schermi dove compaiono le prestazioni cronometriche realizzate dai migliori, in qualunque momento si dovrebbe poter capire l'evolversi della situazione, parziale e generale.

 

Sono apparecchiature costose, è vero, ma senza di esse questa specialità non potrà mai decollare veramente, il suo potenziale resterà inespresso. Gli organizzatori più abili potranno rifarsi coinvolgendo gli sponsor, gli altri potrebbero arrivare a far pagare l'ingresso alle prove speciali. In alcune di queste discriminanti, è capitato alla Sei Giorni in almeno quattro casi, si gode di uno "show" di qualità, non sarebbe scandaloso, lo ha dimostrato il buon pubblico (pagante) che domenica ha assiepato il "Galaello" in occasione della prova finale. 
Il momento è quello giusto poichè l'enduro è notoriamente la disciplina preferita dal presidente della Federmoto, il bergamasco Paolo Sesti. La apprezza, e, soprattutto, la conosce, dovrà attivarsi per mantenere gli azzurri al vertice ma anche per aumentare quanti ne festeggeranno i successi.

 

Dopo il rientro in Italia a undici anni dalla manifestazione di San Pellegrino i prossimi appuntamenti con l'Olimpiade del motofuoristrada sono programmati nella prossima stagione in Australia (si correrà insolitamente nel mese di novembre, la terra dei canguri tornerà in pista a soli cinque anni dall'edizione '92, stavolta da Cessnock ci si sposterà a Traralgon); nel 1999 in Portogallo e nel 2000 in Spagna, esattamente a Granada. L'enduro internazionale farà una tappa nella nostra penisola nel '98 in occasione del Gran premio d'Italia, ospitato il 20 e 21 giugno a Rufina, in provincia di Firenze.