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giovedì 1 gennaio 2004

 

ROSSI-YAMAHA: SI AVVICINA L'ORA X

tra poche settimane, coi test a Sepang (Malesia), inizierà la nuova fase della carriera del campione pesarese

 

Valentino Rossi ha vinto tutto con la Honda, ma nella prossima stagione correrà con la Yamaha. Per lui una nuova scommessa: vincere anche con la M1
«Non sono andato alla Yamaha per soldi. Le cifre scritte sui giornali non sono vere, alla Yamaha non prendo tanti più soldi di quanti neValentino Rossi prendevo alla Honda. Non penso di essere a fine carriera e quindi non devo pensare a raccogliere del denaro. Avevo bisogno di nuovi stimoli». 

 

Così Valentino Rossi nelle scorse settimane ha commentato il suo passaggio dalla Honda alla Yamaha. Adesso al pesarese è finalmente scaduto il contratto che lo legava con la Casa di Tokyo ed è diventato a tutti gli effetti un pilota Yamaha, libero di parlare e, soprattutto, di provare in pista la M1, il suo nuovo bolide (primo test a fine gennaio a Sepang). 
Il clamoroso divorzio di Valentino dalla Honda è stato il tormentone dell'estate, fino ai primi di ottobre, quando arrivano le prime indiscrezioni sull'accordo tra Rossi e la Yamaha, smentite dalle parti. Ma in casa Honda arrivano anche le prime ammissioni che trattenere Valentino è diventato quasi impossibile. 
La Casa di Tokyo accetta quasi tutte le richieste del pilota, e il team manager della Hrc Carlo Fiorani ammette che «se Rossi andrà via, non sarà per colpa del contratto, bensì perché ha bisogno di nuovi stimoli». Il 2 novembre, al termine dell'ultima gara della stagione, a Valencia, la Honda e Rossi annunciano finalmente quello che già tutti sapevano: divorzio. 
Otto giorni dopo arriva poi il comunicato della Yamaha che annuncia l'ingaggio di Valentino per due anni. La Honda però fa l'ultimo «dispetto» alla rivale negando al pilota il permesso di provare la nuova moto (nei test di dicembre) fino al 31 dicembre, giorno della scadenza naturale del contratto. 

 

Quel giorno è finalmente arrivato, e Valentino ora è libero di dedicarsi alla sua nuova impresa. Dopo aver vinto dominando tre mondiali consecutivi con la Honda nella classe regina, Valentino ha deciso di salutare la Casa giapponese per tentare la scommessa in Yamaha. Questione di stimoli, visto che con la Honda ha vinto tutto quello che c'era da vincere. Ma ha pesato anche il fatto che il rapporto con i vertici Honda, in particolare con il team manager Nakajima, erano tutt'altro che cordiali. Valentino è un genio un po' ribelle, a volte bizzarro per i suoi modi di festeggiare una vittoria (vedi le scenette in pista con il suo fanclub) e sempre fin troppo spontaneo con la stampa e davanti alle telecamere (vedi i frequenti "litigi"col rivale Biaggi). 
Insomma, un personaggio simpatico, sincero e vincente. Forse troppo ingombrante per una Casa dove il pilota vince soprattutto grazie alla moto e non viceversa. 

 

«La cosa più stupida che ho fatto? Lasciare la Honda» dice sornione "The Doctor", ben consapevole di avere le capacità e i mezzi per riuscire lì dove ha fallito perfino il suo acerrimo rivale Max Biaggi: vincere con la M1. Rossi si è legato alla Yamaha con un contratto di due anni, con un ingaggio di circa otto milioni di euro a stagione. 
Il team della casa di Iwata, affidata a Davide Brivio con sede vicino Milano, oltre al pilota ha «scippato» alla Honda anche il capo tecnico Jeremy Burgess che con Valentino ha condiviso gli ultimi tre titoli iridati. Manca all'appello Hernandez, il mago delle sospensioni Showa che per ora ha deciso di continuare la collaborazione con la Honda. 

 

In Giappone la Yamaha si sta dando un gran da fare per dare a Rossi un mezzo più competitivo. 
Le modifiche principali sulla M1 sembrano riguardare il telaio e il sistema elettronico dell'erogazione della potenza del motore, che è rimasto un quattro cilindri in linea. I ben informati dicono però che sarebbe già pronto un progetto di un cinque cilindri a «V» stile Honda. L'obiettivo di Rossi e della Yamaha è di vincere a partire dal 2005, ma conoscendo il pesarese, già nel 2004 vorrebbe poter lottare con i primi. Le prime indicazioni dello «stato di salute» della M1 arriveranno a Sepang, a fine mese, nella prima sessione di test con Valentino Rossi in sella. Saranno, però, test quasi blindati: la Yamaha ha già annunciato che, viste le numerose richieste giunte, Rossi parlerà solo un giorno, in conferenza stampa, mentre la pit lane sarà vietata ai giornalisti e ai curiosi. La squadra ha infatti bisogno di tranquillità per portare avanti un programma di lavoro fondamentale in vista della prima gara della stagione, in Sudafrica il 18 aprile.