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3 novembre 2003 - cronaca Gp Valencia

 

ROSSI: ADDIO ALLA HONDA COL BOTTO A VALENCIA

POGGIALI: SECONDO IRIDE ALL'ESORDIO IN 250

 

Valentino Rossi s'è congedato dalla Honda con un ultimo successo, Manuel Poggiali ha suggellato il suo esordio nella 250 vincendo il titolo iridato nella volata sofferta di Valencia. Sorridendo sotto un parruccone nero, parodia degli anni '60, il pesarese; stringendo i il podio della MotoGp del Gp di Valencia con Rossi stile Hendrix, Gibernau e Capirossi denti il sammarinese dell'Aprilia, vittima di una spettacolare caduta nel warm-up.

Valentino ha collezionato pole-position, giro più veloce in gara e vittoria. La nona stagionale, la 59ª in carriera, per espugnare anche il «Ricardo Tormo», unico circuito del torneo sul quale non era mai riuscito a vincere. 

Nella cabale dell'addio, Rossi ha spruzzato champagne e record. Come quello dei 22 podi consecutivi infilati sinora dal solo Giacomo Agostini con la Mv-Agusta tra il '67 e il '69. Facendo pendant alla carenatura da «figlio dei fiori» con un parruccone nero degno dei Cugini di Campagna. 

L'ennesima macchietta del colorito clan di Tavullia, l'ennesima smorfia sfoderata da Kouji Nakajima, giunto da Tokio a Valencia per dire a Rossi il «no» che il pesarese voleva sentire per poter finalmente cambiare aria e trovare nuovi stimoli in una pur difficile avventura. Quella di riportare al successo la Yamaha. Non in qualche gara isolata, com'era già riuscito a fare Max Biaggi, ma nel mondiale.

 

L'ultima cavalcata ha visto Rossi battere di un soffio lo spagnolo Sete Gibernau. Ma solo perché il campione di Tavullia ha bruciato il vantaggio accumulato in gara producendosi in una chilometrica impennata. Terzo, come in prova, s'è piazzato Loris Capirossi, con una Ducati che ha chiuso la stagione dell'esordio dimostrandosi una volta ancora l'unica alternativa allo strapotere palesato dalla Honda. Ha ritrovato, invece, un pizzico d'orgoglio in più Max Biaggi, deludente in prova ma poi quarto al traguardo davanti allo spagnolo Carlos Checa.

Dopo la gara Honda e Rossi hanno ufficializzato l'addio. Il team manager Carlo Fiorani, ha detto: «A un certo punto della trattavia la Honda si è resa conto che Rossi voleva affrontare una nuova sfida. A quel punto era inevitabile che le nostre strade si separassero». «Voglio dire grazie alla Honda - ha esordito poi Valentino in conferenza stampa -: sono stati quattro anni fantastici, molto intensi. Ho lavorato con gente speciale, alla quale comunichi quali sono i Manule Poggiali, per lui secondo iride problemi in pista e loro fanno di tutto per risolverli. Adesso siccome sono pilota Honda fino al 31 dicembre, chiederò alla casa giapponese di lasciarmi libero di provare con una moto diversa dalla loro prima di quella data».

 

Ha sofferto molto di più Manuel Poggiali per conquistare il suo primo titolo iridato della 250, il secondo della carriera dopo quello della classe 125 conquistato nel 2001 con la Gilera. Il sammarinese dell'Aprilia, che è riuscito a laurearsi campione del mondo nella sua stagione di debutto nella quarto di litro, cosa che riuscì per ultimo a fare il giapponese Tetsuya Harada con la Yamaha nel '93, ha sofferto per i postumi della brutta caduta patita nel warm-up. Poggiali aveva, infatti, tamponato il tedesco Christian Gemmel, rimediando nello spettacolare capitombolo una contusione al ginocchio sinistro e al gluteo destro. Manuel ha addirittura pranzato nella Clinica Mobile, sdraiato sul lettino del fisioterapista, prima di prendere il via di una gara difficile, vinta dal francese Randy De Puniet sullo spagnolo Toni Elias. Poggiali ha concluso con un sofferto terzo posto che gli è valso il titolo.

 

La giornata era iniziata male anche per il torinese Roberto Rolfo, l'unico che poteva ancora contendere il mondiale a Poggiali. Il pilota della Honda ha infatti rotto il motore nel warm-up e ha poi faticato per classificarsi settimo. Rolfo, due vittorie nel suo bilancio stagionale contro le quattro di Poggiali, ha comunque avuto il merito di lottare sino alla fine pur in sella ad una Honda che non merita di certo, come l' Aprilia, il titolo di missile della quarto di litro.

 

La stagione della 125 s'è conclusa con la prima vittoria in carriera di Casey Stoner, 18enne australiano di Kurri-Kurri, che ha preceduto al traguardo il tedesco Steve Jankner e lo spagnolo Hector Barbera. Primo degli azzurri s'è piazzato il 16enne di Cattolica Marco Simoncelli, quarto, mentre Lucio Cecchinello, nono alle spalle del forlivese Andrea Dovizioso, ha concluso tra le lacrime di commozione la sua carriera di pilota per dedicarsi a tempo pieno a quella di manager. 

Per il veneziano, quattro vittorie e 19 podi in 149 gare disputate, un addio comunque da ricordare: in qualità di manager, Cecchinello ha infatti vinto a Valencia sia la 125 con Stoner, sia la 250 con De Puniet.