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14 aprile 2004

 

MOTOMONDIALE AL COUNTDOWN

TUTTI A CACCIA DEL "DOTTOR" ROSSI

nel fine settimana parte l'attesissimo campionato 2004 la cui grande incognita è costituita dalla competitività della nuova accoppiata Valentino-Yamaha

 

 

La caccia iridata a due ruote, che sparerà le sue prime «cartucce» a Welkom, in Sudafrica domenica, si preannuncia come una delle più ricche d’incognite da quando, nel lontano 1949, è nato il Motomondiale. Perché, chiusa la felice e fortunata parentesi con la Honda, casa con cui ha vinto gli ultime tre titoli iridati della classe regina (500 nel 2001, MotoGP nelle stagioni 2002 e 2003),Vale Rossi Valentino Rossi ha cambiato moto, salendo in sella alla Yamaha, ma vorrebbe continuare a suonarle a tutti. 

 

Il pentacampione del mondo ha annunciato lo scorso novembre di voler ripartire da zero, per inseguire nuovi traguardi e nuovi sogni. Soprattutto quello di dimostrare che è lui il migliore, indipendentemente da quel missile Honda con cui ha firmato una lunga carrellata di successi, ben 33 tra 500 e MotoGP, nel corso delle tre ultime stagioni. E poi c’è anche quello di riportare la Yamaha a vincere un titolo iridato, che non riesce più a centrare dal 1992, quando a trionfare fu Rayney. E agli stimoli di Valentino si aggrappa un campionato altrimenti destinato a suscitare sbadigli. Lo si è visto non tanto dai primi test invernali, in cui tutte le squadre hanno giocato a rimpiattino, nascondendo i tempi sul giro per disorientare la concorrenza, quanto dalla breve passerella del Montmelò. Una sessione di prove che ha visto emergere, e questa volta a sorpresa, il solito Rossi. Con una Yamaha neppure lontana parente di quella che ancora guida il ravennate Melandri, cucita intorno al pesarese con ingenti investimenti. 

 

I sogni di Rossi e della Yamaha dovranno fare i conti con la rabbia della Honda, che già alle prime avvisaglie di perdere il suo campione aveva dichiarato guerra, dicendo di voler fare tutto il possibile per battere Valentino. Proverà a farlo con uno squadrone di ben sei piloti: lo statunitense Hayden e il brasiliano Barros, che ha preso il posto di Rossi, Max Biaggi e il giapponese Tamada, lo spagnolo Gibernau e l’americano Edwards. Solamente Hayden e Barros disporranno delle Honda Rc211v ufficiali in versione 2004, mentre gli altri dovranno accontentarsi della versione 2003. Proprio il fatto di avere sei piloti in grado di vincere costituisce il più grande pericolo per la casa di Tokio che potrebbe frammentare successi e punti, favorendo un Valentino Rossi e una Yamaha in grado, se non di vincere subito, di andare regolarmente a punti. Tra le incognite della stagione figurano anche le Ducati. La nuova moto affidata a Loris Capirossi e Troy Bayliss, pur velocissima, non sembra aver risolto gli annosi problemi di ciclistica che avevano penalizzato l’esordio agonistico del 2003. 

 

Ancor più incerto il destino dell’Aprilia, che non potrà contare su grandi talenti. Qualche sorpresa potrebbe venire dal britannico Jeremy McWilliams, mentre il pur dotato Shane Byrne dovrebbe pagare lo scotto del debutto nella MotoGP. Maggiori pretese può avanzarle di diritto la Suzuki, forte di una moto migliorata e di un Kenny Roberts junior che sembra aver ritrovato la grinta che lo portò al titolo iridato del 2000, mentre Kawasaki e Proton sembrano destinate ad un’altra stagione da comparse. 

 

Oltre a Rossi, Biaggi e Capirossi, tutta da seguire anche la stagione della 250. La quarto di litro vede tra i suoi sicuri protagonisti i sammarinesi Poggiali, campione del mondo in carica, e De Angelis con le Aprilia ufficiali. Rivale più pericoloso il torinese Roberto Rolfo con una Honda migliorata rispetto a quella con cui sfiorò il titolo iridato.

 

 

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