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7 giugno 2004

 

AL MUGELLO LOCATELLI RITROVA IL SUCCESSO

il pilota bergamasco, trionfatore della gara della classe 125 nel Gp d'Italia, non vinceva dall'ottobre del 2000 a Motegi - "è una gioia indescrivibile, finalmente sono fuori dal tunnel, nell'ultimo giro ho tirato come un pazzo e mi ripetevo di stare calmo. Una dedica? Al grande Marco Pantani"

 

di Carlo Magni (L'Eco di Bergamo)

 

 

Ore 9,20: sulla pista del Mugello si è appena concluso il warm-up della classe 125 e Roberto Locatelli riporta nel box del Safilo Carrera Lcr la sua Aprilia 125. Lo speaker del circuito sta parlando dei protagonisti e citando «Loca» dice: «Roby Locatelli, trionfatore del Gp d'Italia nel 1999 e 2000, ha fatto segnare il quinto tempo e partirà in seconda fila». Sentite queste parole Roberto esclamava a gran voce: «Già che ci sei, tra le vittorie segnati anche quella di quest'anno!»

 

Detto, fatto. A quasi quattro anni dall'ultimo successo iridato, quello ottenuto a Motegi il 15 ottobre 2000 - che lo consacrò campione del mondo della classe 125 - Loca è tornato sul gradino più alto del podio, davanti al pubblico di casa, dopo una corsa tiratissima che loRoberto Locatelli ha visto sempre davanti nella veste per lui congeniale di battistrada.

 

- Sia dopo le prove del sabato che questa mattina lei era sicuro di fare una grande gara. Ma credeva veramente nella vittoria? 
«Ogni pilota crede di avere qualcosa in più rispetto agli altri, sennò non farebbe questo mestiere. Diciamo che dopo aver risolto i problemi di ciclistica accusati venerdì, mi sentivo molto più a mio agio con la moto. Rimaneva il warm-up per sistemare le ultime cose: purtroppo però sabato notte ha piovuto parecchio e così in mattinata abbiamo girato con l'asfalto non in perfette condizioni, anche se andava asciugandosi».

 

- Quindi nonostante il sesto tempo nel warm-up la sua fiducia non è diminuita. 
«Sapevo di essere a posto per la gara e che avrei fatto di tutto per giocarmi le mie chanches. C'era però una grossa incognita: la scelta delle gomme. Ho deciso di optare per una mescola dura, così da non avere problemi negli ultimi giri della corsa. La moto scivolava un po', ma visto il risultato finale la scelta è stata azzeccata». 
- Così al pronti via ha provato subito l'allungo, senza esito. 
«Al secondo giro mi sono messo davanti, ma al Mugello il rettilineo è lungo quasi un chilometro e mezzo e con il gioco delle scie mi ritrovavo spesso alla staccata della San Donato due o tre posizioni più indietro rispetto al passaggio sul traguardo. Però ho capito che se fossi uscito dall'ultima curva davanti agli altri, probabilmente sarei riuscito a tagliare il traguardo in prima posizione».

 

- Però ha insistito nella sua tattica preferita, quella di stare in testa. 
«È vero, e ormai tutti i piloti della classe 125 sanno che questo è il modo di correre che preferisco. Lo spagnolo Barbera ha dimostrato di essere un osso duro, ma anche il suo connazionale Pablo Nieto ha dato battaglia, senza escludere Stoner e Dovizioso. In particolare i due iberici non si sono risparmiati, ma volevo vincere a tutti i costi e non avrei mollato di un millimetro, neanche se mi fossero passati sopra».
- Che sensazioni prova dopo questa vittoria nel Gp d'Italia? 
«È indescrivibile. Nell'ultimo giro ho pregato e mi sono detto di stare calmo: ho tirato come un pazzo e sul rettifilo guardando a destra e sinistra ho visto che nessuno sarebbe stato in grado di passarmi. Dopo anni bui sono uscito dal tunnel e per questo voglio ringraziare Lucio Cecchinello e l'Aprilia per avere creduto in me. Il successo lo voglio però dedicare a un grande campione: Marco Pantani, che ricordo anche con un adesivo sul mio casco».

 

 

 

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