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approfondimenti speciali per occasioni speciali


agosto 2003

 

CLASSIC GELANDE A ISNY

CON TUTTO IL FASCINO DEL PASSATO

180 partecipanti da nove nazioni all'appuntamento con la manifestazione di regolarità d'epoca nell'Allgau, un viaggio tra i marchi più prestigiosi impreziosito dalla presenza di tanti ex campioni della specialità

 

testo e foto di Emanuele Vertemati

 

 

Classic - Gelande Zuverlassigkeitsfarht, ovvero il club privè del fuoristrada d'epoca. Non è la traduzione letterale, ma è quanto basta per capire che chi corre a Isny, nell'Allgau, è uno del giro giusto, che l'enduro vecchia maniera ce l'ha nel sangue. Insieme a qualche bel pezzo a due ruote, giù in garage. E dove potrebbe svolgersi una gara per le veterane finoil parco chiuso al 1978 se non nella bassa Baviera? L'appuntamento di Isny, un classico della regolarità, è tornato a coinvolgere appassionati ed ex campioni come di consueto, il primo weekend di agosto, ogni due anni. Rivelandosi la dimostrazione di come il tassello possa andare d'accordo con l'ambiente. Spazi a volontà, amministratori locali che collaborano con gli organizzatori, volontari a iosa che spillano immancabili boccali di birra Stolz serviti con wurstel e "motoburger". Nessuna polemica o rischio di annullamento: la moto qui ha gli stessi diritti degli altri sport. Anche perché organizzare una manifestazione del genere comporta oneri e sacrifici all'insegna di una sana passione che riporta alla tradizione di un'industria motociclistica dal passato glorioso.

 

In uno scenario incontaminato degno di Heidi, il moto club Isny, insieme agli amici dello Spruchbeutel Team, ha allestito un fettucciato da 15 minuti, una prova di accelerazione old style e una prova di trial. Queste le "discriminanti" per arrivare a stilare una classifica dove non conta chi per primo arriva. Basta esserci, a Isny, per sfoggiare poi durante l'anno quel Heinz Brinkmann alla partenza bollino giallo con l'anno di partecipazione. Centottanta partecipanti da nove nazioni, le più belle moto degli anni '70 e '60, i marchi che hanno fatto l'albo d'oro della specialità in Europa: Mz, Zundapp, Simson, Dkw, Hercules - Sachs, Nsu. E poi Ktm, Gilera, Maico, Ccm, Swm, compreso qualche esemplare francese che oltralpe si chiamava Bps . Il più vecchio, Habinger, 73 anni, guidava un sidecar Nsu Max 300 del '55; ma la palma della moto più vecchia è andata a un altro side, uno Zundapp Ks 601 del '51.

 

Qui la tradizione si chiama soprattutto Bmw. L'esempio vivente è Herbert Scheck, 70 anni, alle spalle una Sei Giorni a Dalton nel Massachussets nel '73. Ha corso con una Gs 800 del '78, mentre la sua 750 Six Days del '73 era affidata all'amico Haussler. Specialista delle piccole cilindrate, campione europeo nel '69 e nel '70 con la Zundapp 50: Heinz Brinkmann è un personaggio che in pochi dimenticano. Ci riporta alla mente un altro grande dei nostri con i cinquantini, Gino Perego. A 62 anni Brinkmann ha saputo dare ancora una lezione di stile in sella a una Hercules 75, insieme al figlio 32enne Thomas, dalla caratteristica guida sempre in piedi . Agguerrita e numerosa come sempre la compagine italiana, suddivisa in bergamaschi e resto del mondo: tra gli ex campioni Secondo 'Dino' Mercatelli, anche lui a quella Sei Giorni americana del '73, dove finì 13° nella 125 con la Swm. A Isny ha corso però con una Gilera 125 del '75. E poi Franco Tura, Riccardo Trisoldi (autore del Grande Libro della regolarità), Franco Malanchini, Mauro Sironi, figlio del costruttore delle Swm, Pietro. Solo per citarne alcuni, non per dimenticarne altri.

 

Classifica a parte, la differenza con le altre gare la fa l'atmosfera. Perché Isny è soprattutto una gran festa di agosto. Birra e salsicce a fiumi, la cordialità è d'obbligo, il rispetto per l'ambiente che diventa un must: nel parco di lavoro bisogna mettere un telo di plastica sotto la tanica, la benzina potrebbe danneggiare l'erba. E l'amicizia che lega partecipanti e organizzatori è singolare. Comun denominatore la moto: rigorosamente vecchia, con freni a tamburo e raffreddata ad aria, e tanta storia alle spalle. Mogli, amiche e sorelle stanno lì, in un angolo: la regina è la due ruote, per due giorni si può sopportare tutto. In fondo ogni due anni è un piccolo sacrificio. 

 

Stumpf e Schaeter su Zundapp Ks 601 Gs del '51