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8 febbraio 2004
KNIGHT SALE IN VETTA ALLA HELL'S GATE solo tre piloti sono riusciti a concludere la selettiva fase finale della competizione inventata da Fabio Fasola. ospitata al "Ciocco" e degna erede della francese Lalay Classic
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20 per quattro, i chilometri della finalissima di Hell's Gate, l'enduro open inventato da Fabio Fasola: un numero che non impressiona. Tre, nell'ordine David Knight, Bartosz Oblucki e Mario Rinaldi, i soli piloti che sono riusciti a finire la corsa: un numero che fa paura, che piu' di ogni altra cifra o opinione
Tutto in un giorno, il sette febbraio 2004 che si incide nella storia del motorismo agonistico. Dall'alba al tramonto. Al mattino una gara di enduro dallo schema "classico", buona solo per creare la prima selezione, vinta dall'australiano Stefan Merriman, alla sua prima uscita ufficiale con il Team UFO Corse, davanti all'inglese Knight ed al fuoriclasse francese Despres al rientro dalla Dakar.
Poi, alle 15:30, il colpo di cannone della fase finale di Hell's Gate. Solo 25 dei 45 iscritti sono schierati sulla linea di partenza. Gli altri hanno gia' dovuto dare forfait. I piloti devono prima arrampicarsi per raggiungere la propria moto sull'allineamento. Si comincia bene. Come ha detto Arnaldo Nicoli, insieme a Giorgio Negri artefice di buona parte del tracciato, "I concorrenti di Hell's Gate non devono pensare di essere venuti al Ciocco per prendere il te'". I 25 si lanciano sul primo dei quattro anelli in programma, ma solo 17 di essi riusciranno a completare il giro: gli altri, passati all'ultima delle quattro "stazioni" CP con piu' di mezz'ora dal battistrada, vengono eliminati. David Knight impone un ritmo terrificante, che solo Despres, Merriman, Oblucki e Rinaldi riescono, in qualche modo, a contenere nelle prime battute di gara.
Il piccolo gruppo si sgrana lungo i seguenti tre giri. Merriman e' il primo a dover cedere, per una caduta che lo costringe ad un vistoso ritardo, Despres l'ultimo. Il faro della sua moto si e' spento, e di Hell's Gate, la cui parte finale si corre col sopraggiungere della notte, non si puo' avere ragione senza luce.
Poco prima della 19:00 un faro squarcia il buio alla base dell'Hell's Peak, la
Alla base di Hell's Peak altri due fari, sono quelli delle Yamaha del polacco Oblucki e di Mario Rinaldi. Ancora il pubblico. Una corda si spezza, ed il polacco rotola a valle. Alla fine Arnaldo Nicoli, che avrebbe voluto essere della partita, non ce la fa piu': si lancia nel vuoto e, una dopo l'altra, recupera, insieme ai loro piloti ed agli spettatori, le moto degli ultimi gladiatori. Il giovane polacco crolla sul palco, e l'indistruttibile italiano, attorniato da Fasola e dal proprietario-ospite de Il Ciocco, Andrea Marcucci, si incarica del commento finale: "Dopo cinque Gilles Lalay ho ritrovato la mia corsa. Bravi!"
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