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La Sei Giorni enduro 2000 si avvicina ai nastri di partenza. La 75a edizione della manifestazione che assegna i titoli mondiali a squadre della specialità fuoristrada scatterà
martedì, ad ospitarla è Granada, bellissima città spagnola dell’Andalusia, a due passi dalla Sierra Nevada e ad un centinaio di km dalla Costa del Sol.
La spedizione azzurra l’ha raggiunta martedì scorso, in tempo per ambientarsi, esplorare le zone dove verranno dislocati i punti chiave delle sei giornate di gara e preparare al meglio l’assalto al trono iridato. I caschi rossi sono reduci dalle due piazze d’onore del ’99 in Portogallo e, al solito, partono tra i favoriti. Se la vedranno soprattutto con i fortissimi finlandesi, campioni in carica, mentre anche i padroni di casa, gli statunitensi, gli svedesi e gli australiani hanno le carte in regola per puntare in alto.
Lo staff azzurro è composto da oltre venti elementi. Ci sono i sei componenti la formazione del Trofeo mondiale (i bergamaschi Sala, Nicoli e Farioli, i bresciani Rinaldi e Scovolo, il padovano Rubin), le due riserve (il bergamasco Pellegrinelli e il cuneese Jarno Boano), i quattro componenti l’equipe del Trofeo under 23 (i bergamaschi Albergoni e Gritti, il cuneese Ivan Boano e il perugino Mancinelli), la riserva (il bergamasco Carrara), i tre componenti la squadra di club under 21 (i bergamaschi Comotti e Canova e il fiorentino Beconi), i dirigenti (il capospedizione Giupponi, il responsabile tecnico Gualdi, i manager delle squadre Signorelli e Fossati, il segretario
Chitò).
Per la Spagna di tratta della terza Sei Giorni, in precedenza gli organizzatori iberici avevano esordito nel 1970 a San Lorenzo Escorial e si erano ripetuti quindici anni dopo, nell’85, ad Alp. A segno l’anno scorso nella sfida giovanile under 23, cercheranno quel colpaccio che nel Trofeo mondiale non è mai loro riuscito. L’Italia vanta invece undici affermazioni nella classifica più prestigiosa e nove in quella secondaria, fino a qualche anno fa definita Vaso d’argento.
"Complessivamente gli italiani al via saranno una sessantina" precisa il citì Franco Gualdi, al timone della nazionale azzurra dal ’90 e quindi alla sua 11a Sei Giorni da dirigente "quindi circa un decimo del totale in quanto gli organizzatori hanno accettato circa seicento iscrizioni. Oltre alle nostre tre formazioni - Trofeo, Trofeo under 23 e Club under 21 - ci saranno altri quindici terzetti in rappresentanza di un po’ tutti i sodalizi impegnati nella Penisola in questo settore. La scuola bergamasca porterà tre formazioni di club composte da tre elementi, le due scuderie del Moto Club Bergamo Casazza e Cordani-Ponte Nossa e una compagine del Mc Costa Volpino."
- L’Italia parte dai due secondi posti conquistati l’anno scorso in Portogallo mentre le ultime affermazioni risalgono alla Sei Giorni di Lumezzane del ’97. D’ora in poi per vincere di dovrà correre in Italia?
"Non è detto. Ogni volta noi partiamo per vincere, abbiamo la tradizione, gli uomini e l’organizzazione per puntare a tale traguardo. Però poi bisogna confrontarsi con la realtà, con la forza degli avversari e con l’elevarsi
dell’età media dei nostri migliori elementi. Ultimamente la Finlandia si è dimostrata quasi imbattibile, l’anno scorso ha dominato pur dovendo rinunciare a due campioni del mondo, quest’anno è pure la squadra più competitiva quella da battere. Noi però siamo sempre una potenza della specialità, quanti altri riescono a piazzare ambedue le formazioni così in alto? La Finlandia nel ’99 ha vinto il Trofeo ma il suo quartetto giovanile non
è arrivato tra i primi dieci, l’Australia è stata brava in entrambe le classifiche ma ha concluso terza e quarta, la Spagna ha vinto nell’under 23 ma è risultata quinta nel Trofeo. Insomma forse al momento non siamo i migliori ma siamo senz’altro molto esperti, sempre in agguato, pronti a cogliere ogni occasione favorevole."
- Chi teme oltre alla Finlandia e di quale risultato si accontenterebbe?
"Penso possano fare bene nel Trofeo anche le squadre della Svezia, degli Stati Uniti ed anche quella dei padroni di casa della Spagna. Non vanno poi sottovalutate Francia e Australia. Oggi come oggi diciamo che potrebbe essere soddisfacente arrivare sul podio di ambedue le graduatorie, lo riterrei un risultato di tutto rispetto."
- Da alcuni anni il regolamento prevede la possibilità di escludere il risultato quotidiano di uno dei componenti la squadra. Si sta rivelando un’innovazione positiva?
"Penso proprio di si, è senz’altro stata una variazione che ci voleva, è più al passo coi tempi e rende più probabile il successo dei migliori. In passato infatti capitava di perdere un pilota per avaria meccanica nei primi giorni e di essere tagliati fuori pur essendo superiori, adesso una tale eventualità condiziona ma non pregiudica le proprie possibilità e poi contribuisce a mantenere vivo l’interesse fino alla conclusione della manifestazione."
LE VITTORIE AZZURRE ALLA SEI GIORNI
1930 - Francia - Trofeo mondiale
1931 - Italia (Merano) - Trofeo mondiale
1960 - Austria - Vaso d’argento
1963 - Cecoslovacchia - Vaso d’argento
1968 - Italia (S. Pellegrino) - Vaso d’argento
1975 - Inghilterra - Vaso d’argento
1978 - Svezia - Vaso d’argento
1979 - Germania - Trofeo mondiale
1980 - Francia - Trofeo mondiale
1981 - Italia (Isola d’Elba) - Trofeo mondiale e Vaso d’argento
1986 - Italia (S. Pellegrino) - Trofeo mondiale e Vaso d’argento
1988 - Francia - Vaso d’argento
1989 - Germania - Trofeo mondiale
1992 - Australia - Trofeo mondiale
1994 - Stati Uniti - Trofeo mondiale
1995 - Polonia - Trofeo mondiale
1997 - Italia (Lumezzane) - Trofeo mondiale e Vaso d’argento
ARNALDO NICOLI: "CHE
OCCASIONE PER FARE POKER!"
"Noi siamo fiduciosi e ottimisti. Questa Sei Giorni in terra spagnola potrebbe rilanciare l’Italia ai vertici dell’enduro mondiale". Arnaldo Nicoli ha una visione positiva dell’impegno che attende lui e gli altri piloti azzurri, la Sei Giorni enduro 2000, 75a della lunga serie, di scena in Spagna, a Granada, a partire da martedi 31, in palio il titolo mondiale a squadre di nazione. "Sui terreni iberici noi siamo a nostro agio, il clima rarissimamente piovoso è dalla nostra parte, la squadra è forte, esperta e ben assortita e le motivazioni non mancano. In particolare io, Sala, Farioli e Rinaldi abbiamo l’opportunità di centrare la quarta vittoria come componenti della squadra campione, un traguardo che neanche campionissimi del passato come Brissoni, Taiocchi, Andreini e lo stesso nostro responsabile tecnico Franco Gualdi possono vantare. Tutti siamo fermi a quota tre successi, gli anni passano e non potrebbe più presentarsi una simile occasione."
In effetti un solo pilota, il varesino delle Fiamme Oro Gianangelo Croci, è finora l’unico azzurro riuscito a vincere il Trofeo mondiale in quattro occasioni - nel ’79 in Germania, nell’80 in Francia, nell’81 all’isola d’Elba e nell’86 a San Pellegrino - mentre tre volte campioni sono risultati Andreini, Brissoni, Gualdi, Taiocchi, Pellegrinelli, Sala, Farioli, Rinaldi, Passeri, Fellegara e, appunto, Nicoli.
"Per me è la tredicesima partecipazione ad una Sei Giorni" prosegue il campione di Ardesio, sulla breccia dall’87, quando vinse il campionato italiano junior nella classe oltre 4 tempi "rientro nel sestetto di punta dopo quattro anni. Nel ’97 ero infatti riserva, nel ’98 ho avuto un grave infortunio e l’anno scorso ero reduce da una delicata operazione. Non sono comunque mancato in Australia e Portogallo, facevo parte dello staff tecnico. Questa gara mi piace molto e in più occasioni ho fornito belle prestazioni, in particolare ho brillato nell’edizione ’94, quando si corse negli Stati Uniti, a Tulsa, ed io vinsi la mia cilindrata, la 350 4 tempi, battendo Rinaldi, Eriksson e Jonsson. Sono poi arrivato secondo di classe nel ’95 in Polonia e nel ’96 in Finlandia."
- Comunque vada in Spagna il suo bilancio 2000 è comunque di tutto rispetto.
"Si, è stata un’annata positiva. Sono riuscito ad aggiudicarmi il titolo italiano senior della classe 250 4 tempi dopo anni di piazze d’onore mentre nel mondiale ho concluso in seconda posizione ottenendo anche una vittoria di giornata, nel Gran premio di Svezia"
- Pensa che i cambi di cilindrata effettuati da Rinaldi e Sala possano influire negativamente sul vostro risultato?
"Tutt’altro, saranno un ulteriore stimolo a fare bene. Parliamo di campioni che vincono da un decennio, hanno bisogno di qualche novità per rendere sempre al massimo, quest’anno hanno manifestato l’interesse a cambiare e senz’altro, dopo essere stati accontentati, ripagheranno alla grande la fiducia ottenuta."
- E l’età media di voi trofeisti?, Non è un po’ troppo elevata?
"Si, non si può negare che sia così anche se l’innesto del 27enne Rubin ha un po’ migliorato la situazione. Ma non è certo colpa nostra, ai più giovani le occasioni per emergere non mancano ma - tempi e risultati alla mano - non le sanno sfruttare e noi siamo sempre più competitivi. "
- Pensate di attaccare subito o di partire in sordina?
"C’è poco da indugiare. Le esperienze degli ultimi anni ci hanno insegnato che se ci si risparmia troppo poi si rischia di non riuscire più a recuperare. I finlandesi sono troppo forti per fare melina, bisognerà subito dare il massimo, non c’è alternativa."
LE SQUADRE AZZURRE A GRANADA 2000
TROFEO MONDIALE - Fausto Scovolo (Yamaha 125), Mario Rinaldi (Ktm 250), Matteo Rubin e Arnaldo Nicoli (Ktm 25 4t), Giovanni Sala (Ktm 400 4t), Fabio Farioli (Ktm 600 4t) - riserve Jarno Boano (Honda 250), Tullio Pellegrinelli (Honda 250 4t)
TROFEO JUNIOR - Simone Albergoni (Ktm 125), Ivan Boano (Honda 125), Giovanni Gritti (Ktm 250 4t), Federico Mancinelli (Honda 250 4t) - riserva Paolo Carrara (Yamaha 125)
CLUB UNDER 21 - Andrea Beconi, Giuseppe Canova, Andrea Comotti
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