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novembre 2000 - 75a Six Days enduro in Spagna

 

TRIONFALE CAVALCATA PER I "CASCHI ROSSI"

 

di Danilo Sechi

 

 

I piloti azzurri vincitori del Trofeo mondiale alla Sei Giorni di Granada hanno fatto rientro in Italia, il primo impegno ufficiale è stato in provincia di Bergamo, nella serata, in qualità di ospiti della trasmissione sportiva "Tutto Atalanta" di Bergamo Tv.

L’affermazione, la 12a in 75 edizioni della maratona fuoristrada, è stata firmata dai tre bergamaschi Giovanni Sala, Arnaldo Nicoli e Fabio Farioli, dai bresciani Fausto Scovolo e Mario Rinaldi e dal padovano Matteo Rubin, ma determinante è stato anche l’apporto di tutto lo staff, probabilmente il più preparato del settore. 

L’equipe italiana ha prevalso sulla Svezia e sulla Spagna ma i primi antagonisti sono stati i finlandesi, al comando nelle prime due tappe nonostante fossero in cinque e successivamente tagliati fuori dal ritiro di un altro componente.

 

"I finlandesi sono al momento più forti di noi" ha commentato il responsabile tecnico Franco Gualdi "ma sono decisamente più disorganizzati. In una gara di una sola tappa sanno fare la differenza ma allorquando si affronta una manifestazione come la Sei Giorni, così lunga e ricca di insidie, dove c’è sempre l’inconveniente dietro l’angolo, l’esperienza e la solidità del gruppo possono arrivare a fare la differenza. Nella Sei Giorni, secondo me, l’abilità dei piloti conto per il 60 per cento, l’altro 40 dipende dalla struttura che li coordina."
- Il bilancio è davvero positivo perchè oltre al Trofeo mondiale è stato conquistato anche il secondo posto nel Trofeo junior. 
"Alla vigilia ci eravamo prefissi un posto sul podio e invece, insperatamente abbiamo vinto il titolo mondiale mentre nella sfida giovanile, per il secondo anno, ci siamo confermati inferiori solo alla Spagna, che stavolta correva anche in casa, meglio di così non poteva proprio andare. Certo abbiamo avuto un po’ di fortuna, non si può negare, ma anche per noi è arrivato il momento critico, quando Rinaldi si è dovuto ritirare, momento che però abbiamo saputo superare brillantemente."

 

Per Gualdi è stata la quinta vittoria in undici Sei Giorni in qualità di responsabile tecnico (guida le nazionali azzurre dal ’90), di questo passo la sua carriera di dirigente arriverà ad oscurare quella pur assai prestigiosa di pilota. 
Per Sala, Rinaldi, Nicoli e Farioli si è trattato invece della quarta affermazione in qualità di componenti del sestetto italiano campione del mondo, solo loro e Croci possono vantare questo primato. "E’ una bella soddisfazione anche questa" è il parere di Giovanni Sala, il veterano e capitano della compagine con i suoi quasi 37 anni, risultato terzo nella classe 400 4 tempi. "L’occasione era troppo favorevole e non ce la siamo lasciata scappare. Va tenuto conto che io il primo simile successo l’ho ottenuto nel ’92, i nostri giovani rivali sono sempre più intraprendenti e non potrei più avere l’opportunità di incrementare il bottino." 

 

- A proposito di rivali quel Merriman è quasi un incubo...
"Va che è una meraviglia, su ogni moto e su ogni tipo di terreno. Se gli anni novanta sono stati di Sala mi sa proprio che i prossimi saranno i suoi."
"In effetti la nostra squadra, pur tuttora fortissima, accusa un’età media troppo elevata" conferma Walter Giupponi, altro dirigente plurivincitore nella manifestazione, in Spagna in qualità di capo spedizione "quest’anno il felice inserimento di Rubin, primo nel mondiale e primo di classe a Granada, ha iniziato il processo di ringiovanimento, l’anno prossimo cercheremo di inserire altri due elementi ma inevitabilmente, nell’arco di due-tre stagioni, l’ossatura di questa formazione andrà sostituita. Se sapremo lavorare al meglio il processo sarà il più indolore possibile e i risultati non dovrebbero risentirne troppo. Anche questa sarà una bella sfida."