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cronaca
prima giornata di gara
Niente da fare. Neppure la gara casalinga e uno splendido sole sembrano in grado di risollevare le sorti dell’enduro azzurro nel
campionato del mondo.
La prima tappa della quarta prova iridata, ospitata ad Ampezzo (Ud) e ben orchestrata dal Mc Carnico, ha visto il successo degli stranieri in tutte le classi. Neppure il rovatese Mario Rinaldi, finora unico azzurro leader provvisorio, ha saputo arginare la loro offensiva, un paio di podi sono comunque arrivati grazie ai fratelli cuneesi Jarno e Ivan Boano.
Il mattatore della giornata è stato l’australiano del team Husqvarna Stefan Merriman che nelle undici prove speciali disputate ha ottenuto sei volte il miglior tempo e due volte la seconda miglior prestazione cronometrica, un vero tornado. Ben 22 secondi lo hanno separato alla fine dal secondo assoluto, il finlandese Juha Salminen (Ktm) mentre terzo assoluto è risultato lo svedese Anders Eriksson
(Husqvarna).
I tre si sono aggiudicati le rispettive classi. Merriman ha vinto nella 400 4 tempi battendo lo spagnolo Arpa, il francese Bernard e Rinaldi (staccato di oltre un minuto e mezzo!). Quinto ha concluso Botturi, nono il dakariano Sainct, decimo Hriaz.
Salminen, al solito, ha travolto tutti nella 250 2 tempi proseguendo a punteggio pieno il suo cammino verso il titolo. Ha battuto Jarno Boano (Honda) staccandolo di 40 secondi, terzo è giunto il britannico Knight, sesto il bresciano Stefano Passeri.
Eriksson ha fatto sua la 500 4 tempi allungando in testa alla generale. Per soli tre secondi piazza d’onore per Ahola e la sua Vor, terzo Carlsson, quarto Tiainen, buon quinto Fabio Occhiolini, sesto il nostro Fabio
Farioli.
Nella 125 ennesima affermazione del finlandese Petteri Silvan, secondo a sorpresa il francese Rebufie, terzo il sempre più concreto Ivan Boano, settimo Scovolo e ottavo il bergamasco Albergoni.
Note negative nella 250 4 tempi dove ha fatto centro l’asso transalpino Peterhansel e dove il campione orobico Giovanni Sala è stato tradito dal motore ed è stato costretto al ritiro. Oggi potrà comunque prendere parte alla seconda tappa. Il miglior azzurro è stato così Alessio Paoli, quarto, preceduto anche da Bergvall e Esquirol ma che si è messo dietro Cabass e
Rubin.
Nella seconda giornata verrà effettuato un giro in meno e quindi i km scenderanno a 130 e le speciali a 8, il via verrà dato alle ore 9.
cronaca
seconda giornata di gara
Anche la seconda giornata di gara del Gran premio d’Italia di enduro è andato agli archivi senza nessuna affermazione azzurra. E’ vero, forse ci eravamo abituati troppo bene nelle stagioni passate, forse la Sei Giorni di Granada ci ha visti trionfare con un colpo di fortuna, in ogni caso le soddisfazioni col contagocce di quest’anno lasciano proprio amareggiati. Anche ieri la bella e riuscita manifestazione friulana firmata dal Mc Carnico è stata dominata dagli assi stranieri ed ha avuto quale trionfatore l’australiano Stefan Merriman. Il fuoriclasse della Husqvarna ha vinto nell’assoluta facendo registare il miglior tempo in sei delle otto prove speciali, si è naturalmente nuovamente imposto nella classe 400 4 tempi e, come se non bastasse, ha operato il sorpasso nei confronti di Mario Rinaldi diventando il nuovo leader di cilindrata. Meglio di così!
Il bresciano della Yamaha, alla vigilia capoclassifica con 25 punti, doveva rafforzare il primato sfruttando la corsa casalinga, invece ha ottenuto solo un quarto (sabato) ed un quinto posto (ieri), risultati che ridimensionano la sua brillante prestazione del fine settimana precedente in Slovacchia. Peccato, adesso nelle due trasferte scandinave, le ultime del torneo iridato, dovrà rischiare moltissimo per risalire la corrente.
Meglio di lui ha fatto ieri il suo conterraneo Alessandro Botturi, ottimo secondo a circa un minuto da Merriman. Ha diviso la piazza d’onore con il finlandese Arpa, sul traguardo con la medesima somma di tempi dopo quasi quaranta minuti di passaggi cronometrati. Quarto posto per il francese
Bernard.
Altro podio per l’Italia nella classe 250 4 tempi grazie a Giovanni Sala. Il campione bergamasco, sabato costretto al ritiro per un’avaria al motore, si è rifatto correndo tutto il giorno all’attacco ed ha concluso alle spalle del francese Peterhansel (Yamaha) e dello svedese Bergvall. Bravo anche Cabass, quarto, che si è messo dietro il transalpino Esquirol. Altro ritiro in casa Ktm, quello del campione in carica Matteo Rubin, nono e decimo posto per i seriani Canova e Nicoli.
Secondo assoluto e nuovamente dominatore nella classe 250 2 tempi è risultato il finlandese Juha Salminen (Ktm). Nella quarto di litro ha superato il connazionale Aro ed il britannico Knight, quarto si è piazzato Jarno Boano (sorprendente secondo nella prima tappa), quinto Zanni.
Nelle classi 125 e 500 4 tempi i vincitori di sabato non sono invece riusciti a ripetersi. Nel primo gruppo l’ha spuntata il finlandese della Gas Gas Petri Pohjamo, nel secondo è svettato il finlandese della Vor Mika Ahola. Pohjoamo ha battuto il francese Germain ed il finlandese Silvan, comunque leader della classe con gran margine. Primo degli italiani l’umbro Bazzurri, quinto, sesto Ivan Boano (e anche lui non è riuscito a ripetere la bella impresa della prima giornata, chiusa al terzo posto). Male i bergamaschi Albergoni, 11°, e Pellegrinelli, 16°.
Nella massima cilindrata Ahola ha piegato, per un solo secondo, lo svedese Carlsson, terzo è arrivato Eriksson, quarto Tiainen, quinto Occhiolini e sesto Fabio Farioli. Più staccato, nono, Giovanni
Gritti.
il
giorno dopo: per gli azzurri un bilancio amaro
I risultati del Gran premio d’Italia di enduro di Ampezzo, con i piloti azzurri che non hanno conquistato neppure un successo, hanno costituito uno spiacevole precedente. Non era mai capitato, da quando (nel 1990) il campionato europeo della specialità era stato promosso a mondiale, che i caschi rossi non riuscessero ad imporsi almeno in una classe, almeno in una giornata, nella gara di casa.
Prima che in Friuli si era corso a Lumezzane (’90), Rufina (91), Barghe (’93), Castione (’94), San Severino Marche (’95), Bobbio (’96), Rufina (’98), Rovetta (’99) e Sarnano (2000), l’occasione era sempre stata propizia per imporre la propria legge e conquistare punti pesanti per il campionato. L’anno passato, ad esempio, aveva pure fatto registrare la miglior prestazione assoluta l’australiano Merriman (mattatore ad Ampezzo), ma almeno Matteo Rubin aveva ottenuto una bella doppietta nella 250 4 tempi e Mario Rinaldi si era imposto nella seconda tappa nella 400 4 tempi.
Il dato è significativo e, aldilà delle scelte tecniche degli organizzatori del Mc Carnico (proponendo speciali fettucciate piuttosto che in linea non si privilegiano le caratteristiche di guida dei nostri), conferma quanto emerso già da qualche tempo: l’enduro azzurro non è più il più forte del panorama internazionale.
Grazie all’exploit di Merriman ed alle prestazioni un po’ sottotono di Rinaldi, fra l’altro, adesso non c’è nessun azzurro al vertice delle graduatorie provvisorie del campionato ed alle viste ci sono le due difficili competizioni conclusive in Finlandia e Svezia.
Il fortissimo "canguro" della Husqvarna ha annullato lo zero preso nella gara in Portogallo ed ha operato il sorpasso portandosi a 136 punti, uno in più di Rinaldi. Più staccato, terzo, è il francese Bernard, ottimo quarto è il bresciano Botturi, tra le più belle sorprese italiane della stagione.
Per il resto vantiamo solo tre altri terzi posti provvisori. Nella 250 4 tempi c’è il campione di Gorle Giovanni Sala. Ha 102 punti e insegue il leader Peterhansel (170) e lo svedese Bergvall (128). Nella 250 2 tempi c’è il cuneese Jarno Boano che si trova, con 99 punti, alle spalle di Salminen (175) e di Knight (124). Nella 125 c’è Ivan Boano, fratello minore di Jarno, che è sorprendentemente il migliore degli azzurri con 78 punti. Lo precedono Pohjamo (123) e Germain (104).
Lontanissimo anche solo dal podio, poi, Fabio Farioli nella 500 4 tempi (è ottavo, comanda Eriksson con 117 punti su Ahola con 106 punti); buio anche nell’assoluta dove il meglio piazzato è Jarno Boano, ottavo, e dove il finlandese Salminen sembra ormai lanciatissimo verso il prestigioso bis.
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