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febbraio 2003
SOS DEL MOTOCICLISMO BERGAMASCO: SENZA AREE IDONEE SI RISCHIA L'ESTINZIONE
di Danilo Sechi
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Nel motociclismo bergamasco c'è una contraddizione che si trascina da lustri e che pare proprio irrisolvibile: questa terra, così ricca di campioni, dalle tradizioni così consolidate, soprattutto nelle specialità fuoristrada, non offre luoghi adatti dove poter tranquillamente esercitare questo sport, non esistono strutture adeguate per allenarsi, non c'è un circuito dove poter praticare l'enduro senza
I tentativi di risolvere il problema non mancano, si susseguono a ritmo incalzante ma tutti finiscono sistematicamente col naufragare, c'è sempre qualche ostacolo che li rende irrealizzabili tanto che tra appassionati e addetti ai lavori sta prevalendo lo sconforto. "Non possiamo indugiare oltre. Sono anni, ormai, che cerchiamo di sensibilizzare le istituzioni ma non riusciamo mai ad andare aldilà della comprensione" afferma Andrea Gatti, dal 1997 presidente del Moto Club Bergamo, società sportiva con venti sezioni e oltre 1700 affiliati, facendosi portavoce di questo disagio che coinvolge tutti i motofuoristradisti bergamaschi "nel frattempo continuano a sorgere nuove costruzioni e anche nelle zone di montagna diventa sempre più difficile trovare luoghi un po' isolati dove poter dar sfogo a questa passione senza arrecare disturbo. Di questo passo rischiamo davvero l'estinzione".
"Del resto penso sia legittimo" prosegue Gatti "che tutti gli sport abbiano le strutture per essere praticati. In ogni località esistono campi da calcio, tennis, pallavolo, basket e piscine, possibile che solo il motociclismo sia escluso? Come tutti gli sport ha una sua valenza sociale e culturale, non siamo tutti fracassoni e anzi, con strutture adeguate e legittimate, saremmo i primi a segnalare quanti transitano altrove danneggiando la nostra immagine e le nostre attività. Quanto recentemente successo sulle sponde dalminesi del fiume Brembo, dove alcuni giovani esercitavano la loro passione su un circuito improvvisato, è in qualche modo collegabile. Se non ci sono luoghi adatti si è costretti ad inventarli, ad adattarsi. Non dico che con le strutture idonee tali episodi non si ripeterebbero più ma è molto probabile che senza queste strutture essi diventeranno inevitabilmente sempre più numerosi."
"Nei prossimi giorni è mia intenzione recarmi dal presidente della Provincia Valerio Bettoni" aggiunge Gatti "per lanciare l'ennesimo SOS e per vedere se riusciamo - dopo tante parole - a costituire una commissione operativa, un organo che si ponga come obiettivo non solo affrontare e studiare il problema ma risolverlo, individuando finalmente i luoghi adatti e arrivando alla realizzazione ed alla operatività delle strutture. Nel frattempo desidero lanciare un appello anche a quanti - privati e no - disponessero di aree e terreni che potrebbero essere adatti alle nostre necessità, contattateci perché potremmo anche arrivare - con una cordata di dirigenti e operatori del settore - alla loro acquisizione".
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