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approfondimenti speciali per occasioni speciali


Gran premio d'Italia trial 2001

Foppolo (Bergamo) - 30 giugno/1 luglio

 

 


alla photogallery della gara


 

TRAVOLGENTE LAMPKIN NELLA PRIMA TAPPA

 SORPRENDE RE DELLE GANDINE, SETTIMO

 

di Danilo Sechi

 

La concorrenza esiste, ed è di buon livello, ma al momento Dougie Lampkin è veramente troppo forte, è lui l’indiscusso mattatore del trial. L’asso britannico, figlio del campione degli anni ’70 Martin, già quattro volte campione del mondo, ha dimostrato le sue qualità anche ieri, alla prima tappa del Gran premio d’Italia, sesta prova del mondiale 2001, ospitata in Alta Val Brembana con la valida organizzazione del Moto Club Bergamo. 

 

Si tratta della sua nona affermazione stagionale in undici corse, sul podio con lui, e non è una coincidenza, sono saliti gli unici due piloti riusciti quest’anno a batterlo, il giapponese Takahisa Fujinami, buon secondo, e il giovane emergente spagnolo Adam Raga, terzo, più staccato. Lampkin, in verità, non è partito proprio col piede giusto. Alla zona 1, lungo il torrente a due passi dall’hotel Pineta, è incappato in un "tre" mentre parecchi dei suoi avversari avevano poco prima fatto meglio, in particolare Colley, Raga, Camozzi e Pasquet, riusciti ad esordire con un percorso netto da zero punti. Ancora qualche incertezza per lo stambecco inglese della Montesa-Hrc alla ripida zona due, dove ha preso una penalità, ma poi - entrato in carburazione - ha cominciato a dare spettacolo con la sua guida pulita ed efficace, attaccando con determinazione anche gli ostacoli più ostici riuscendo via via a domarli. Solo in una prova, la 11, neppure lui (come già tutti gli altri in precedenza) non ha potuto nulla. 

 

Al termine della primaRe Delle Gandine è risultato il miglior azzurro tornata il punteggio parlava già piuttosto chiaramente. Lampkin in testa con 24 punti, secondo Fujinami con 33, terzo Cabestany a quota 38. Piacevole sorpresa la sesta piazza provvisoria per il numero uno azzurro, il comasco Dario Re Delle Gandine. Secondo giro quasi per tutti a tempo di record - dopo che il gruppo dei migliori (partiti per ultimi) aveva utilizzato ben 4 ore e 15, delle 5 e 30 a disposizione nell’arco della gara, per completare la prima tornata - e situazione finale poco modificata. Vinceva Lampkin con un totale di 45 punti (ai 24 iniziali ne aggiungeva 21 nel secondo passaggio) e seconda piazza per Fujinami, meglio noto nell’ambiente cone Fujigas, al traguardo con un totale di 58 punti. Crollo, invece, per l’iberico Cabestany che dalla terza piazza scivolava alla decima lasciando spazio a Raga, terzo con 78 punti. Bravo l’ex iridato Colomer, buon quarto, quinta posizione finale per Freixa, sesta per l’altro forte nipponico Kuroyama e settima, insperata alla vigilia, per Re Delle Gandine. 

 

La manifestazione, accompagnata da discrete condizioni atmosferiche e seguita da almeno tremila appassionati, è entrata nel vivo alle 11.00. Il primo concorrente ad avviarsi verso il selettivo tracciato è stato il giovane del Team Italia Daniele Maurino. Alla prima zona, però, dopo oltre venti minuti di attesa, è stato il bresciano delle Fiamme Oro Fabio Lenzi a rompere il ghiaccio ed a iniziare il carosello di esibizioni funamboliche. Non è stato un buon avvio, ha sbagliato ed è stato punito con il classico "cinque". Parecchi lo hanno imitato nelle battute successive, poi, passaggio dopo passaggio, con l’aumentare del tasso tecnico, i punteggi sono diminuiti fino ad arrivare, "dulcis in fundo", alle pennellate da applausi di Lampkin. Ecco, proprio il grande margine tra campioni e comprimari, ancora una volta, ha caratterizzato i passaggi ad ogni zona controllata. Quello che sembrava insormontabile veniva trasformato in punto difficile, l’ostacolo che appariva al limite del ribaltamento diventava solo un tratto molto impegnativo. 

 

Il culmine della giornata si è vissuto tra le 16 e 30 e le 17, al primo passaggio dei "top rider" alla zona 15, l’ultima, realizzata ad un passo dal condominio Valgussera e dal piazzale degli alberghi. Terminava in un vero e proprio muro di cemento di almeno due metri di altezza, tutt’intorno si erano assiepati tutti gli spettatori. Solo Kuroyama e Lampkin sono riusciti a superarlo, il primo con un percorso netto, il campione mondiale con un punto, l’entusiasmo di tutti i presenti ha toccato il culmine. Medesimo show un’ora dopo, al secondo passaggio, e questa volta erano Fujinami e il solito Lampkin gli acrobati da urlo, gli unici a passare aldilà, ambedue "a zero". Pochi minuti e i due erano già sul podio a stappare lo spumante, concedendo battute risultate altrettanto apprezzate delle loro gesta sportive. Oggi lo spettacolo replica con partenza però anticipata alle 9.30. "Con ogni probabilità effettueremo qualche modifica ad alcune zone" ha affermato il direttore di gara Roberto Moioli, complessivamente soddisfatto - come un po’ tutti gli organizzatori - per l’esito della prima giornata "le zone imputate sono la 3, la 11 e la 15. Ma resterà una gara dura, su questo non ci sono dubbi."

 

I PRIMI DIECI - Dougie Lampkin (Montesa Hrc - Gbr) 45 (24 + 21) Takahisa Fujinami (Montesa Hrc - Jap) 58 (33 + 25) Adam Raga (Gas Gas - Spa) 78 (42 + 36) Marc Colomer (Gas Gas - Spa) 83 (45 + 38) Marc Freixa (Sherco - Spa) 84 (39 + 45) Kenichi Kuroyama (Beta - Jap) 87 (44 + 43) Dario Re Delle Gandine (Montesa - Ita) 89 (41 + 48 - 4 zero) Graham Jarvis (Sherco - Gbr) 89 (40 + 49 - 3 zero) Marcel Justribo (Sherco - Spa) 94 (49 + 45 - 4 zero) Albert Cabestany (Beta-Spa) 94 (38 + 56 - 3 zero)

 

LE INTERVISTE

RE DELLE GANDINE: "UNA GIORNATA MEMORABILE" 

 

E’ al settimo cielo Dario Re Delle Gandine, il campione italiano, quando scende di sella al termine della prima giornata. "Sono veramente contento, ho fatto proprio una bella gara. Ci ho creduto, non ho voluto seguire nessuno e neppure sapere i punteggi degli altri, ho fatto le mie scelte con indipendenza, cercando solo la concentrazione ed ha funzionato. Non ho mai ottenuto un risultato così importante in un Gran premio, alla vigilia mi ero prefisso un posto tra i primi dieci, la settima posizione è fantastica, questa è una giornata memorabile. La gara era molto difficile ma con solo due-tre piccole variazioni, secondo me, può diventare perfetta." 

 

E’ soddisfatto pure Fujinami del suo secondo posto ma promette: "domani, nella seconda tappa, voglio proprio tentare di vincere. Abbiamo effettuato la seconda tornata a velocità sostenuta perchè nel corso del primo giro le difficoltà del tracciato ci hanno fatto perdere un sacco di tempo. In ogni caso la corsa mi è piaciuta e penso di poter fare ancora meglio." Felice ma un po’ preoccupato Lampkin: "ho vinto ma per domani penso che sarà difficile ripetersi, Fujinami mi sta dando parecchio filo da torcere e non potrò permettermi nessuna distrazione per fare il bis." Altro pilota che ha festeggiato il giovane spagnolo Josep Manzano, 17° nel mondiale ma primo nella Coppa junior davanti al giapponese Tanaka ed all’italiano Valerio Bauce. 

"Non è andata benissimo ma con questo risultato il mondiale junior è ormai vicinissimo, forse già al termine della seconda tappa lo posso conquistare in anticipo." Per finire un commento del presidente del Moto Club Bergamo Andrea Gatti, da giorni impegnatissimo nell’allestire l’evento. "La macchina organizzativa sta rispondendo al meglio, sono lieto che gli appassionati stiano intervenendo numerosi, per quanto riguarda le difficoltà del percorso io ritengo che una gara mondiale non possa che essere così, selettiva e in sintonia con le capacità dei migliori."

 

 

SUPERLATIVO DOUGIE LAMPKIN

SUA ANCHE LA SECONDA GIORNATA

 

Un’altra prestazione straordinaria di Dougie Lampkin che ha bissato l’exploit di sabato, una splendida cornice di pubblico lungo tutte le zone del tracciato, una fantastica Lampkin ha centrato la doppietta giornata con sole cocente e cielo limpido. Ecco i più importanti ingredienti che hanno decretato il successo della seconda giornata di gara del Gran premio d’Italia di trial, la sesta prova del campionato mondiale, ospitata al culmine dell’Alta Val Brembana, tra paesaggi prealpini mozzafiato. Si è trattato di una manifestazione notevole, che ieri ha vissuto il proprio culmine. Per gli addetti ai lavori - e soprattutto per i responsabili del percorso - è iniziata molto presto. Sabato, nel tardo pomeriggio, si era infatti scatenato un temporale tanto breve quanto violento, con grandine e vento, e le 15 zone controllate avevano bisogno di essere risistemate. In più, essendo risultate in alcuni casi troppo difficili, le pressioni della giuria internazionale, dei piloti e delle case, avevano indotto lo staff tecnico ad "ammorbidirle" almeno un po’. 

 

Il restyling è riuscito ed infatti i punteggi finali sono risultati più contenuti rispetto alla prima tappa. La prima partenza è stata data alle 9.30 e questa volta è toccato a Riccardo Vitali, uno dei 18 azzurri della partita, a scattare per primo. Nel frattempo dai tornanti che salgono a Foppolo era un continuo via vai di mezzi di appassionati che salivano per raggiungere i punti chiave della kermesse motoristica. Difficile quantificarli, alla fine, per gli organizzatori, sicuramente cinque-sei mila, compresi i numerosi abituali frequentatori di Foppolo, possessori di seconde case, accompagnatori e amanti della zona. Solo poco prima di mezzogiorno, però, la competizione è entrata nel vivo quando il gruppo dei primi (Lampkin è partito alle 11.10) ha raggiunto le iniziali "non stop". Qualche scaramuccia tra i "big" alla prima zona, poi due "cinque" in fila per Lampkin (caso raro) e primi fuochi d’artificio al tratto controllato numero cinque, un infido lastrone quasi perpendicolare che qualche pilota, sbagliando, ha trasformato - suo malgrado - in megascivolo. Pochissimi quanti sono riusciti a raggiungere l’agognata vetta, il giapponese Fujimani, secondo sabato, ha ottenuto tre punti, medesimo risultato per Cabestany e Jarvis mentre il quattro volte campione del mondo Lampkin ha iniziato a dare dimostrazione della sua classe limitandosi a due soli punti, il miglior parziale. Un caloroso applauso e poi tutti all’inseguimento dei concorrenti - chi a piedi chi in moto - per non perdere neppure una delle loro straordinarie evoluzioni. Poche le distrazioni di Lampkin nelle zone successive ma quei due cinque consecutivi pesavano come macigni e consentivano al giovane spagnolo Marc Freixa - molto attento e regolare - di cullare sogni di gloria. 

 

Si arrivava al termine del primo giro, alla zona 15, difficilissima sabato e prudentemente resa più agevole, intorno alle 15.10. Per effettuare la prima tornata i migliori avevano insomma impiegato oltre 4 ore, al solito il secondo giro si trasformava in una corsa contro il tempo. Fantastico lo spettacolo vissuto per circa un quarto d’ora. Nessuno era riuscito fino a quel momento a superare il fatidico muro di oltre due metri, poi ecco Koroyama ed è zero, Raga ed è zero, Freixa ed è zero, Jarvis ed è cinque, Colomer ed è cinque, Fujinami ed è cinque. Conclusione con Lampkin, sempre buon ultimo, e neanche a dirlo - è zero! Appassionati in visibilio, momento magico per chi ama questa specialità. La perfomarce non bastava al camoscio inglese per chiudere in testa il primo giro. Era infatti comunque Fraeixa il leader provvisorio con 17 punti contro i 22 di Lampkin e Cabestany. Il sogno del pilota Sherco era però destinato ad infrangersi nella convulsa tornata finale. Incappava in troppi errori, completava il giro non 26 penalità e arrivando ad un totale di 43 punti non riusciva neppure a salire sul podio. Bravissimi, invece, nonostante l’assillo del cronometro, Lampkin e Raga. Il secondo, in particolare, compieva il giro a quota 10 balzando così alla seconda piazza. Di 38 punti il suo "score" complessivo. 13 i punti, invece, di Lampkin, che conquistava l’ennesima affermazione con un totale di 35 punti. Una bella vittoria ma con un margine risicato, anche lui non è un robot e potrà, prima o poi, nuovamente capitolare come già successo nelle prime tappe in Belgio e Stati Uniti. Intendiamoci, potrà perdere qualche gara, per il mondiale non c’è storia, il suo seguito può già preparare la nuova maglia con cinque iridi. 

 

Bravo e caparbio Fujinami, alla fine terzo con 42 punti (26 alla prima tornata, 16 alla successiva), che non è riuscito a mantenere la promessa di battere il numero uno nella seconda giornata. Dietro Freixa (43 i suoi punti) Cabestany (48) e Colomer (52), tanto brillanti in talune circostanze quanto disastrosi in altre, peccato per Dario Re Delle Gandine, ottimo settimo sabato e ieri meno efficace. Ha girato male nel primo giro, si è quindi ripreso nel secondo ma non è andato aldilà della 13a piazza, comunque in zona punti. Unica nota stonata della manifestazione l’infortunio all’iberico Josep Manzano. Ha vinto la gara e il titolo junior con tre gare d’anticipo ma una brutta caduta rimediata proprio all’ultima prova a corsa praticamente conclusa - lo ha costretto a ricorrere all’eliambulanza ed a disertare le premiazioni.

 

LE INTERVISTE

LAMPKIN: "VITTORIA SUDATA, PUBBLICO FANTASTICO"

 

E’ intervenuto anche il presidente della Federmoto, il bergamasco Paolo Sesti, alla giornata conclusiva della competizione di Foppolo. "Sono da poco rientrato da Assen, dove abbiamo avuto una serie di riunioni, abbiamo presentato il nuovo team Italia di velocità e invitato ufficialmente Rossi e Biaggi a tenere a freno i bollenti spiriti, ma non potevo mancare a questo appuntamento. Devo dire che anche questa volta il Moto Club Bergamo ha confezionato un avvenimento straordinario, così come la Valli Bergamasche di due anni fa. Il presidente Gatti e i suoi collaboratori hanno fatto un ottimo lavoro e li voglio ringraziare a nome degli sportivi italiani e stranieri." 

 

Conciso ma lungimirante il senatore Carrara, presente alle premiazioni: "questa bella manifestazione non è che la prima di una lunga serie che intendiamo proporre nelle nostre vallate per farne conoscere ancora di più le bellezze e le straordinarie risorse". Ovviamente contento il vincitore Lampkin, come sempre seguito lungo tutto il tracciato dal padre Martin, iridato qualche lustro fa, che si è anche ferito ad un dito nel corso della giornata: "Con questa le vittorie di quest’anno salgono a dieci. E’ stata certamente una delle più belle perchè molto sofferta. E’ stato emozionante correre circordato da così tanto pubblico, molto difficilmente capita un tale coinvolgimento come nel Gran premio d’Italia. Sono però anche dispiaciuto per quanto accaduto a Manzano, che sfortuna, un incidente così grave proprio a un passo dal traguardo." 

 

E’ sorridente Re Delle Gandine: "è stata per me una due giorni fantastica, sabato è stato tutto bellissimo, oggi ero assai più teso, ho sentito troppo la tensione ed al primo giro mi sono disunito. Nella seconda tornata ho ritrovato serenità e lucidità e ho nuovamente dimostrato di poter lottare coi primi dieci, è comunque una bella soddisfazione." Entusiasta, come sempre, Franco Acerbis, l’ex presidente del Mc Bergamo, presente come sponsor. "E’ sempre una gran festa quando tanti appassionati si ritrovano per gioire delle geste dei loro campioni, qui a Foppolo abbiamo vissuto un fine settimana da incorniciare. Due anni fa accadde lo stesso a Rovetta per la Valli, speriamo di fare un bel tris con la Valli del 2002!"

 

 

IL COMMENTO DEL GIORNO DOPO

 ANCHE IL TRIAL PROPOSTO "ALLA BERGAMASCA"

 

Come già a Castione della Presolana nel 1983 ed a Foppolo nel 1993, anche la gara mondiale dello scorso fine settimana ha incoronato il dominatore del trial del periodo in questione. Nella gara alla Conca della Presolana fu il belga Eddy Lejeune (tre volte iridato) a dettare legge, otto anni fa si impose da par suo il fuoriclasse spagnolo Jordi Tarres (campione del mondo ben sette volte), sabato e domenica ha mandato in visibilio le migliaia di appassionati accorsi in Alta Val Brembana il travolgente Dougie Lampkin, già numero uno quattro volte e quest’anno avviato verso il quinto iride. Secondo noi non è un caso. Quando i campionissimi si trovano ad affrontare manifestazioni di notevole caratura, quando sono circondati dal calore di un pubblico da stadio, sono spronati a dare il loro meglio, a ribadire la loro supremazia, a dare sfoggio del loro talento in quel momento inarrivabile per ogni antagonista. 

 

E a Foppolo 2001 le condizioni da gara super c’erano tutte, grazie all’incredibile mole di lavoro effettuata dallo staff del Moto Club Bergamo capitanata dall’infaticabile presidente Andrea Gatti e dai vice D’Adda e Papa, grazie alla conformazione del territorio di Foppolo ideale per la pratica di questa disciplina fuoristrada, grazie alle positive condizioni atmosferiche, grazie alla scelta dei personaggi giusti ai posti giusti, grazie al supporto ed al coinvolgimento di un po’ tutti gli enti, dalla Regione Lombardia (che ha messo in palio il Trofeo più prestigioso in palio) fino alla Provincia, al Comune, alla Pro loco, fino agli albergatori, agli operatori turistici, ai commercianti ed alle forze dell’ordine. A proposito di forze dell’ordine un plauso ha meritato il comandante dei carabinieri di Branzi il quale - con acume e tempestività - ha intercettato un furgone sospetto diretto in valle sul quale era stata caricata una delle moto Gas Gas prototipo di Adam Raga, uno dei protagonisti della corsa, rubata nella notte tra sabato e domenica. 

 

Era uno dei mezzi più moderni e innovativi presenti a Foppolo, con un motore molto più leggero della concorrenza, il gruppetto di veneti che l’ha trafugata aveva le idee chiare. Ha però sbagliato nel lasciare la manifestazione a tutta velocità quando invece tutti gli altri appassionati andavano dalla parte opposta, a seguire l’avvenimento, ed ha dovuto restituire il maltolto. Anche la brutta caduta nella quale è incappato il giovanissimo pilota spagnolo Josep Manzano si è fortunatamente risulta solo con una grande spavento. Ribaltatosi nella conclusiva spettacolare zona 15, quando mancavano pochi metri al traguardo finale, il pilota Sherco, ha fatto temere per la lesione di due vertebre, è stato trasportato con l’elicottero all’ospedale di Bergamo e in serata, dopo più approfonditi accertamenti, è stato dimesso. Per lui solo pochi punti di sutura al mento. Fra l’altro quella zona poteva anche non effettuarla, essendo in gara nella Coppa junior, poteva aggirarla e andare sotto la meritata doccia. Ha invece voluto provare quell’ostacolo domato solo da pochissimi "big" e gli è andata male. In ogni caso la gara l’aveva già vinta e, con quella, anche il titolo iridato junior, con ben tre gare d’anticipo. 

 

E’ stato spiacevole non averlo potuto applaudire sul podio ma, tutto sommato, è andata ancora bene. Un ottimo lavoro è stato fatto pure dal gruppo tecnico, in testa il direttore di gara Roberto Moioli e i tracciatori Giacomo Bosis e Fabio Viscardi, tutti esperti che seguono il trial da lustri. Con la selettività proposta dalle zone controllate predisposte lungo il panoramico percorso hanno di fatto introdotto il trial "alla bergamasca" al pari di quanto fece, a suo tempo, la Valli Bergamasche per l’enduro. E’ stata, non c’è dubbio, una gara dura. Nella prima tappa il vincitore Lampkin ha totalizzato 45 punti mentre il 15°, Cobos, è arrivato a quota 108, e l’ultimo, il francese Braund, 43°, a 151 punti, ovvero tutti 5, un 3 e 3 minuti di ritardo! Un po’ meglio domenica con Lampkin a 35, Camozzi 15° a 87 ma Alberto Tempera, 41° e ultimo, a 150, ovvero 30 massimi punteggi in fila, anche lui questa corsa non la dimenticherà tanto facilmente. 

 

"Per me è stata migliore la prima giornata" ha affermato Moioli a fine manifestazione, sempre pronto a ribadire la sua fama di tecnico tutto d’un pezzo "hanno centrato il percorso netto solo i più quotati, il pubblico ha potuto veramente valutare i valori in campo, capire perchè Lampkin è il numero uno e perché i suoi avversari stentano a spodestarlo. Certo, c’è stata una forte selezione ma stiamo parlando di una gara mondiale, no?"

 

 

il percorso della gara