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28 agosto 2004

 

ELIA TESTI: "COSI' RINFRESCO LE VECCHIE MOTO"

il collezionista di Palosco racconta la sua passione per i mezzi del passato che ama rimettere a nuovo e custodire

 

di Piergiorgio Locatelli (L'Eco di Bergamo)

 

Fin da bambino era affascinato dalle poche motociclette che passavano per il centro di Palosco. Restava incantato in modo particolare dalle «Guzzi» e dalle «Gilera». Ma i suoi genitori, anche quando aveva 17 anni e iniziava a ottenere i suoi primi piccoli guadagni, non volevano saperne né di moto, né dei pesanti scooter di quei tempi che ritenevano pericolosi. Così acquistò la sua primaElia Testi tra alcuni dei suoi "gioielli" Lambretta di nascosto. La prima vera moto poi, una «Guzzi 500 Falcone sport», arrivò solo dopo il matrimonio, quando cambiò casa.
Sono solo alcuni passaggi che hanno segnato la grande passione per le due ruote di Elia Testi, 50 anni, lo «stradino» di Palosco, che negli anni, per pura passione, è diventato un meccanico provetto e un collezionista. Sfruttando il suo tempo libero, la mattina presto e la sera, ha recuperato vari esemplari di moto e automobili d'epoca, anche grazie al prezioso aiuto del fratello Stefano. 

 

Per lui non c'è più motore di vecchia fattura che nasconda segreti e ormai, le moto che Elia Testi ha rimesso a nuovo, acquistandole da ex proprietari che avrebbero voluto buttarle, sono molte. Nel suo garage si possono ammirare diverse due ruote storiche, soprattutto di case italiane: un «Aquilotto» del 1970 è uno degli ultimi testimoni dei tempi in cui la «Bianchi» produceva veicoli a motore. C'è la sua «Guzzi 500 Falcone sport» e non manca una «Benelli 125» del 1972. Pezzo ormai da museo, tra l'altro, un ciclomotore «Paglianti» del 1959, modello di una marca totalmente sparita dal mercato. Non mancano alcune automobili che ormai si possono ammirare solo in film d'epoca: Testi vanta, infatti, una 600 e una 750 «Fiat» del 1958, oltre a una «bianchina 125» del 1951. 

 

«Mi ricordo i miei sforzi finanziari sul finire degli Anni '60 – racconta Testi –, per acquistare la prima piccola Lambretta della Innocenti. La usavo per raggiungere il mio primo posto di lavoro, l'officina meccanica "Ommpli" di Palazzolo. Feci credere ai miei familiari che mi recavo in bicicletta all'azienda, ma il mio mezzo era, invece, la piccola moto che la sera nascondevo a casa di un amico. A 28 anni fui assunto come custode delle scuole e, da allora, soprattutto dopo aver comprato la mia Guzzi, ho potuto dedicarmi spesso a sistemare motociclette e macchine vecchie. Per un certo periodo ho anche fatto diversi mestieri, per garantirmi i soldi per il mio hobby: e così ho anche lavorato come meccanico, per amici e conoscenti. Negli anni mi sono anche dedicato al giardinaggio, ho fatto il muratore e anche il fabbro».

 

Una vita di duro lavoro, dunque, quella di Elia Testi, per garantirsi di potersi dedicare alla sua passione per i motori, ma non solo: colleziona, infatti, anche radio storiche, macchine da cucire, ripara e recupera orologi meccanici, soprattutto da parete.
La sua bottega personale da meccanico, al grande piano interrato della sua casa che ha costruito lui stesso in più lotti, è di fatto un piccolo museo privato. La sua curiosità, nonostante i pezzi pregiati che custodisce, non si ferma mai: «Mi guardo in giro continuamente – racconta Testi –. Ammiro ancora le moto che passano per la strada, sia quelle vecchie, sia i modelli più recenti. Penso che tutti i veicoli oggi in circolazione potrebbero finire abbandonati, perché è sempre più difficile trovare qualcuno che li ripari. E quindi io sono sempre in cerca di motori che sembrano da rottamare, ma possono benissimo essere recuperati per avere una storia più lunga di quanto si possa immaginare».

 

 

 

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