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29 ottobre 2003

 

PER LA CAVALCATA UN ADDIO O UN ARRIVEDERCI?

anche l'edizione 2003, dopo quella dello scorso anno, non si terrà: mancano i permessi - ma adesso basta, è ora di reagire

 

di Emanuele Vertemati

 

Annullata. Per la solita mancanza di permessi. A 42 anni dalla sua creazione la Cavalcata delle Valli Orobiche registra un altro preoccupante stop. Nonostante l'incessante sforzo organizzativo del Moto Club Bergamo e la costante azione di persuasione nei confronti degli enti locali non c'è stato nulla da fare. Stop per un altro anno. Stavolta si è aggiunta pure l'organizzazione della Sei Giorni brasiliana a rubare forze e impegno ai soliti uomini dell'organizzazione orobica. Nel 2004 si vedrà. Speriamo. 

 

Lo sperano quelle migliaia di appassionati dell'enduro che a novembre di ogni anno puntualmente si presentavano in Val Seriana e, dal 1998, a Borno (Brescia) per una festa totale che sapeva conciliare passione dei partecipanti e interessi locali. Quegli appassionati che ora non meritano di subire quel becero, falso ambientalismo di facciata che ha prevalso  anche sulle logiche di promozione turistica, quindi economica, del territorio e li costringerà, se nulla cambia, a finire in una sorta di riserva indiana. Quell'ambientalismo di maniera che giustifica con una mano la sconvolgente razzia del territorio montano attraverso la cementificazione selvaggia e con l'altra sentenzia che altri cittadini - contribuenti, consapevoli del bene ambiente, "non sono graditi". 

 

Abbiamo meno diritti forse di chi va allo stadio, al palazzetto dello sport? No, eppure se organizzi una gara di enduro e sporchi una strada te la devi pulire da solo. Quando invece c'è un derby di provincia e i soliti bravi tifosi mettono a ferro e fuoco mezza città i danni li paga il solito Pantalone. Certi derby stracittadini insegnano. Ricordate il rave party al colle della Maddalena dell'agosto 2002? La Regione Piemonte spese 30 mila euro per rimettere a posto l'incantevole scenario montano dai danni provocati. Neanche in 40 anni la Cavalcata avrebbe potuto mettere in conto un simile oltraggio alla natura. E la festa della Luna che si svolge in provincia di Bergamo senza autorizzazione ? Dodicimila persone sono arrivate quest'anno a Colere, in Val di Scalve, tenendo impegnate per una settimana un centinaio di persone tra carabinieri, vigili, finanzieri, pompieri e volontari: per gli "abusivi" spazi, accesso incontrollato all'ambiente naturale e pubblica sicurezza a volontà, per l'enduro solo divieti. Ma tant'è. 

 

Enduristi, sveglia! Basta piangersi addosso vivendo di ricordi e nostalgia: occorre affrontare, consapevoli dei nostri diritti, quei "nemici" del nostro sport malcelati tra sindaci e assessori di comunità montane "proibizionisti" per decreto. Eppure una recente sentenza della Cassazione (n.2479/02), emanata sulla scorta di una serie di ricorsi presentati dalla Fmi Liguria, ha stabilito, in riferimento alla legge regionale ligure, che ogni percorso a fondo naturale deve essere considerato "strada" e non "fuoristrada". Non può, quindi, essere soggetto alle limitazioni previste dalle norme che regolano quest'ultima pratica. Secondo la suprema Corte, quindi, circolare su un sentiero equivale a percorrere una strada: divieti e sanzioni sono quindi quelli stabiliti per la strada e non per il fuoristrada. Definizione, questa, prevista dal Codice della Strada che in quanto norma generale è superiore alla legge regionale. Che dire, ce n'è abbastanza per non darsi per vinti. Neppure questa volta.