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12 marzo 2004
PROGETTI MONDIALI NEL FUTURO DEL MOTO CLUB BERGAMO stasera è in programma l'assemblea annuale dei soci - il presidente Andrea Gatti garantisce che tornerà la Cavalcata e parla dei progetti: "nelle nostre valli tappe iridate: trial nel 2005 e enduro (la 39a Valli) nel 2006
di Danilo Sechi
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Per il Moto Club Bergamo è tempo di entrare nel vivo della stagione 2004. Come sempre l’occasione la fornisce l’assemblea dei soci del sodalizio, uno dei più gloriosi e datati (è stato fondato nel 1919), da decenni il più consistente (con i suoi 1760 soci suddivisi in una ventina tra scuderie e sezioni), da sempre attivissimo in molteplici discipline (enduro, trial, escursioni, velocità, rally, motocross, regolarità, epoca). La riunione è in programma questa sera venerdì 12 presso lo Star Hotel Cristallo Palace, in via Betti Ambiveri, zona Malpensata, con inizio alle 21.
Il "Bergamo" ha chiuso la stagione 2003 alla grande, contribuendo, con alcune
"Proprio il ritorno della Cavalcata è tra i nostri primi obiettivi del 2004" tiene a precisare il presidente Andrea Gatti, al timone del club dal 1997 "intendiamo pianificarne al meglio l’allestimento dopo due anni di pausa, la sua assenza non può protrarsi oltre. Per il 2005, invece, torneremo a mettere a disposizione il nostro bagaglio di esperienze per dare vita ad una nuova manifestazione iridata, la prova italiana del campionato mondiale di trial, gara che dovremo presto decidere se allestire a Foppolo, come già nel 1993 e nel 2001, oppure se realizzare nella zona di Valbondione e Lizzola, in Alta Val Seriana. E per il 2006 abbiamo già avanzato la nostra candidatura per orchestrare la prova italiana del mondiale enduro, ovvero la 39a edizione della nostra perla organizzativa famosa in tutto il mondo, la Valli
Bergamasche".
In ambito sportivo nel 2003 del Moto Club Bergamo spiccano il titolo europeo junior conquistato da Andrea Belotti (scuderia Casazza Team Mucci Racing Husqvarna), undici scudetti tricolori, tre affermazioni nel Trofeo Revival e ben quindici titoli lombardi.
CERCAVO I PERCORSI PER LA VALLI, CONOBBI AGOSTINI l'assemblea fornisce l'occasione a Carlo Moscheni, l'ex campione di regolarità, tra le più significative memorie storiche del club bergamasco, di sfogliare il proprio album dei ricordi
"E’ iniziata quasi cinquanta anni fa la mia avventura nel Moto Club Bergamo. Ero giovanissimo, appassionatissimo, ed ero stato incaricato di segnare il percorso della Valli Bergamasche che doveva disputarsi qualche giorno dopo. Ero quindi uno dei cosidetti "facchini" della Valli, i tanti anonimi collaboratori che, dietro le quinte, con tanto orgoglio ed entusiasmo, operavano per la migliore riuscita della manifestazione. Presi talmente a cuore l’incarico che tempestai il tracciato di frecce e segnalazioni, non risparmiando case, ville, muri, alberi, sassi, tutto quanto mi capitava a tiro in ogni biforcazione. Esagerai talmente che fui
Iniziò così la collaborazione di Carlo Moscheni col sodalizio cittadino, un rapporto che non si è mai interrotto, neppure quando - diventato un pilota di regolarità di successo - venne ingaggiato dal prestigioso Gruppo sportivo delle Fiamme Oro, con le quali corse e vinse per tredici stagioni. Classe 1937, residente a Ranica, titolare di una affermata agenzia di pratiche auto e moto nel centro città, Moscheni è tra le più importanti memorie storiche del Mc Bergamo, il club che stasera riunisce i propri affiliati per l’abituale assemblea di inizio anno. Nel curriculum di Moscheni, che del Bergamo è stato a lungo anche consigliere, figurano una vittoria alla Valli del ’62, un titolo italiano nel ’68, 9 partecipazioni alla Sei Giorni, due partecipazioni al Motogiro.
"Quello con la Valli, in particolare, è un legame che ha segnato non solo la mia passione sportiva, ma tutta la mia vita. Sono stato a lungo uno dei bracci destri di Fulvio Maffettini, lo straordinario padre della competizione, e con lui ho trascorso indimenticabili domeniche. Ci si ritrovava di buon mattino, con qualsiasi condizione atmosferica, se anzi c’era maltempo era anche meglio, si faticava e ci si divertiva di più, e poi si cominciava ad esplorare valli e monti a caccia di mulattiere, di sentieri, di tratturi che potevano trasformarsi in percorsi della gara. Ogni tanto questi tratti accidentati si fermavano e allora, per collegarci con l’altra valle, dovevamo farci largo tra sterpi e rovi, oppure dovevamo picconare e aprire nuovi passaggi".
- Come dei veri pionieri... Eravamo un po’ come degli esploratori, per esempio il passo di Culmine San Pietro, tra Vedeseta e Barzio, è una nostra creazione, e anche la zona del Colle Gallo l’abbiamo collegata noi per la prima volta con Gaverina e Albino. Una mattina, ricordo che eravamo alla piazza di Lovere, si presentò un ragazzo che voleva unirsi a noi. Non era vestito adeguatamente e lo sconsigliammo. Insistette e si unì al gruppo. Era Giacomo Agostini. Lo conobbi quel giorno e da allora siamo sempre rimasti grandi amici".
"Un altro indelebile ricordo riguarda la Valli del ’57" aggiunge Moscheni "quando, per consentire lo svolgimento di una tappa serale, disponemmo centinaia e centinaia di torce lungo i tornanti tra Nembro e Selvino, ce n’era una ogni 15 metri per i 10 km di salita. Uno spettacolo fantastico. Alla Valli ho abbinato il mio nome anche come direttore di gara. Non ricordo l’anno esatto, mi ricordo comunque che si partiva da San Pellegrino. Anche per la Cavalcata, l’altro grande evento targato Mc Bergamo, ho spesso dato il mio contributo. All’inizio degli anni Ottanta, quando il numero dei partecipanti aumentò notevolmente, mi venne l’idea di tirare una corda alla partenza al torrente Valeggia per trattenere i più esuberanti e di dare il via utilizzando un mega razzo da festeggiamenti di Capodanno per segnalare il via. Fu un boato che squassò la valle e la festa ebbe inizio."
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