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presa diretta

approfondimenti speciali per occasioni speciali


3 dicembre 2004

 

IL MITO DI GIACOMO AGOSTINI RIVIVE IN TIVU'

stasera, alle 20.30, sul canale satellitare Espn Classic Sport sarà trasmesso lo speciale «Ago in back», il dettagliato racconto della storia non solo agonistica dell'asso bergamasco, con interviste e filmati storici

 

di Danilo Sechi

 

 

Chi è Giacomo Agostini? Probabilmente chiunque sa rispondere a questa domanda. Ma quanti conoscono ogni aspetto del grandissimo campione di motociclismo, quanti conoscono le varie sfaccettature del suo personaggio, quanti conoscono le vicende che hanno contrassegnato la sua vita sportiva ed umana?
Per colmare ogni lacuna questa sera di presenta l’occasione ideale, grazie allo speciale programmato dalle 20,30 da Espn Classic sport, emittente satellitare visibile sulla piattaforma Sky (canale 216). Il titolo è "Ago is back", Ago èAgostini negli anni Settanta tornato. Tagliente il sottotitolo "finalmente i suoi avversari potranno vederlo in faccia", a sottolineare la sua abitudine di metterseli dietro in ogni competizione, costringendoli a vedere sempre le sue spalle.

 

Il programma traccia la carriera del fuoriclasse nato a Brescia, vissuto a Lovere, residente a Bergamo, 62 anni compiuti nel giugno scorso, ripercorrendo le gesta leggendarie che lo hanno portato alla conquista - in 17 anni di ineguagliabili successi - di 15 titoli iridati, 122 Gran premi, 10 Tourist Trophy, 18 titoli italiani. 
Il programma ha una durata complessiva di circa due ore e si divide in due parti. La prima, denominata "dicono di lei", è l’intervista che il grande giornalista Enzo Biagi fece ad Agostini oltre trent’anni fa, nel 1969, un faccia a faccia tra due titani dei propri settori, un incontro che fornì l’occasione di far conoscere ad un pubblico vastissimo la personalità del mirabile pilota. 
La seconda è denominata "centauro senza pari", è curata da Massimo Picone, ripercorre le tappe fondamentali della storia agonistica, e non solo, di "Mino" avvalendosi di diversi spezzoni di altre interviste col campione e con i suoi più grandi amici e avversari in pista come Phil Read, Gianfranco Bonera, Virginio Ferrari e Roberto Gallina.
La presentazione del programma è stata effettuata sabato scorso a Roma, allo Spazio Etoile.

 

Nel filmato non mancano gli accostamenti tra l’Agostini di ieri e quello di oggi, con i capelli più bianchi ma sempre ugualmente affascinante.
Significativi alcuni passaggi che nel corso del filmato sottolineano il carattere di Agostini. Come quando parla della paura: "la paura la cancelli con la passione, con l’amore per il tuo mestiere. Certo tante volte, prima di partire in una gara, pensavo che andavo a rischiare la vita ma era tale la mia passione, tale il mio amore per le gare, da farmi ritenere che a me non sarebbe successo nulla". 

 

Come quando parla del grande rivale Renzo Pasolini: "le lotte che abbiamo ingaggiato erano meravigliose, uno spettacolo incredibile, insieme abbiamo contribuito alla crescita del motociclismo italiano".
Agostini sulla MV Come quando parla della vittoria: "quando si vince è una gioia immensa, una sensazione che non si può paragonare a null’altro".

Come quando parla dell'offerta fattagli dal grande regista Pietro Germi di interpretare un film da primo protagonista: "ricordo che lui ci rimase un po’ male, non era abituato a ricevere dinieghi, in quel periodo essere diretti da Germi era molto ambito. Chissà, forse un simile maestro avrebbe potuto farmi esprimere ad alti livelli anche in quel campo e far dimenticare gli altri tre filmetti che girai. Non arrivammo neanche a parlare del soggetto. Qualcosa di avventuroso, comunque, ma lontano dal mondo delle moto, forse un western. Lo interruppi prima, avevo in mente solo le gare, non controllammo neppure se potevano combaciare i suoi tempi di ripresa con quelli dei miei Gran premi. Il mio mestiere era gareggiare, molti altri attori avrebbero senz’altro fatto meglio quella parte".

 

Puntuale, naturalmente, anche l’accostamento del suo nome a quello della Mv Agusta, la casa che gli fornì le motociclette con le quali è entrato nella storia, casa che lasciò negli ultimi anni della carriera per correre con la giapponese Yamaha.

 

 


 

il commento del campionissimo all'iniziativa Espn

«COSI' ANCHE I PIU' GIOVANI POTRANNO CONOSCERMI»

 

"Il filmato l’ho già potuto vedere per intero in occasione della presentazione che è stata fatta l’altra sera dal canale Espn classic a Roma. Ma questa sera voglio proprio rivederlo tranquillamente a casa, con tutta la famiglia, mia moglie Maria e i miei figli Vittoria e Piergiacomo, anche perché, indipendentemente dal fatto che mi vede protagonista, è stato realizzato proprio bene, mixando elegantemente passato e presente, coinvolgendo altri piloti, andando a ripescare tanti episodi interessanti, presentando un quadro piuttosto completo della mia vita".
E’ ovviamente contento Giacomo Agostini di questa iniziativa del canaleAgo incolla il numero uno sulla sua MV Agusta satellitare, ennesima occasione per tributare il meritato omaggio ad uno dei più grandi sportivi mai prodotti dall’Italia. 

 

"Fa sempre piacere quando si ricordano di te e di quanto hai fatto, vuol dire che ha avuto una qualche rilevanza. In particolare questo speciale sarà un’occasione importante per i miei figli per rivedere le gesta del loro papà, per loro, come per tutti i più giovani, gran parte di quel periodo è pressochè sconosciuto, se ne potranno fare un’idea più chiara".
- Magari a suo figlio Piergiacomo farà venire voglia di avvicinarsi alle gare in moto...
"Macché, non lo appassionato molto. Lui ha il pallino per il calcio, fa anche parte di una squadra giovanile dell’Excelsior."

 

- A proposito di televisione, lei che tipo di spettatore si ritiene?
"Sono uno che non ama esagerare. Mi piace, si, ma a piccoli dosi. La seguo soprattutto per l’informazione, per i notiziari, mentre tra gli spettacoli di varietà seguo con piacere la trasmissione di Bonolis e "Striscia la notizia", che fra l’altro vanno in onda contemporaneamente. Nel secondo caso trovo stimolanti, ritenendosi un tipo curioso, le denunce che sono soliti fare e poi, perché no, mi piace la freschezza e la bellezza della Hunziker".

 

- Nella sua capacità di essere personaggio anche giù dalla sella c’è qualche analogia con Valentino Rossi, il più grande centauro del momento. 
"Si, in questo senso ci sono analogie. A differenza di altri campioni io, come lui Agostini oggi adesso, sono riuscito ad appassionare alle mie imprese anche chi non era sportivo, ad indurre in tanti a seguire le mie vicende indipendentemente dai risultati in pista".

 

 - E in cosa, invece, siete davvero diversi?
"In certi atteggiamenti un po’ spavaldi e guasconi, tipo i folkloristici festeggiamenti di fine gara, ma probabilmente questo è legato all’evoluzione dei costumi. I nostri erano, insomma, altri tempi. Una volta era impensabile che le ragazze girassero con l’ombelico in vista, adesso è diventato la prassi, uno volta sarebbero state delle spudorate, adesso sono solo alla moda. Lo stesso vale in campo agonistico".

 

- Cosa c’è nel futuro di Giacomo Agostini?
"Beh, a breve termine penso che mi concederò qualche giorno di vacanza durante il periodo natalizio, poi per l’anno prossimo vedremo. E’ sempre vivo il progetto di riportare il marchio Mv nelle competizioni che contano, quando succederà non mancherò di svolgere la mia parte per riportare ai vertici un marchio al quale sono sempre rimasto legatissimo".

 

 

 

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