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aprile 2011 - cronaca seconda prova campionato mondiale enduro
di Dario Agrati
Johnny Aubert
David Knight
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primo giorno di gara
Un GP del Portogallo decisamente all’insegna del riscatto per il team KTM che dopo i problemi del GP di Spagna alle nuove 350 4T di Johnny Aubert e Cristobal Guerrero dovuti a una partita di impianti elettrici difettosi, ha visto le moto della Casa austriaca centrare due pronte vittorie. Nella E2, Aubert si è infatti preso la rivincita sulla sfortuna vincendo la classe con oltre mezzo minuto di vantaggio sul connazionale Pierre Renet (Husaberg 450 4T) e sul compagno di squadra Cristobal Guerrero, quest’ultimo staccato di quasi un minuto.
secondo giorno di gara
MANZI E REDONDI (MAGLIA AZZURRA) AI VERTICI DELLA UNDER 21 FANNO IL BIS AUBERT, HELLSTEN E LUDIVINE PUY Remes batte Salminen, Ahola supera Knight, Oldrati 4°, Albergoni 6°, apprensione per il team Manager Tm Luca Cherubini, coinvolto in un brutto incidente
Eero Remes ha fatto centro nella E1
Giacomo Redondi
Thomas Oldrati ha concluso a quattro secondi dal podio
Domenica tutta da incorniciare per “Maglia Azzurra” nel GP del Portogallo a Vale de Cambra che vede sui primi due gradini del podio della Coppa del Mondo “Under 21” riservata alle 125 2T, Jonathan Manzi (KTM-Farioli) e Giacomo Redondi (Husqvarna-CH Racing). Nella classe EJ, Manzi ha inoltre chiuso con una più che ottima quinta posizione che gli ha assicurato la terza posizione nella classifica di campionato. Buona prova anche per Edoardo D’Ambrosio (HM-Honda 450 4T) decimo, mentre Redondi ha chiuso tredicesimo. Sempre in questa classe troviamo quindicesimo Deny Philippaerts (Beta-Boano 450 4T) e più attardato Rudy Moroni (KTM-Farioli 250 2T), ventisettesimo.
Nella E2 nuova squillante vittoria di Johnny Aubert (KTM 350 4T) con Antoine Meo (Husqvarna TE 310 4T) secondo in grande evidenza dopo un lungo confronto con Pierre Renet (Husaberg 450 4T) e Cristobal Guerrero (KTM 350 4T), tutti e tre racchiusi nello spazio di pochi secondi. Sesta posizione per il nostro Simone Albergoni (Husqvarna TE 310 4T) attardato da una caduta in speciale. Bene Oscar Balletti (Beta 450 4T) che dopo il ritiro di sabato è finito ottavo. Massimo Mangini (Beta-Boano 450 4T) ha ripetuto la positiva prova di sabato facendo nuovamente sua la quattordicesima posizione.
Nella E3 rivincita di Mika Ahola (HM-Honda 500 4T) che non ha lasciato scampo a David Knight (KTM 500 4T), oggi secondo, e Christophe Nambotin (Gas Gas 300 2T) terzo. Ritirato Sebastien Guillaume (Husqvarna 300 2T) per una contusione a una spalla dovuta a una caduta in speciale. Ripartito dopo la brutta caduta di sabato, Alex Salvini è terminato settimo anche se avrebbe potuto essere quarto senza una caduta nella prova estrema. Ottima ottava posizione per Alessandro Botturi (Gas Gas 300 2T), decima per Fabio Mossini (Beta 500 4T), dodicesima per Maurizio Facchin (HM-Honda 500 4T).
In una E1 sempre più “finlandese” vittoria di forza del giovane Eero Remes che ha avuto ragione del connazionale Juha Salminen (Husqvarna 250 4T), sul francese Rodrig Thain (HM-Honda 250 4T) e sul nostro Thomas Oldrati (KTM 250 4T) ancora in difficoltà sulle varie speciali.
Da segnalare infine il brutto incidente di cui è rimasto vittima Luca Cherubini. Il team manager della TM, sabato pomeriggio è stato purtroppo protagonista di un drammatico incidente stradale mentre era alla guida della sua TM contro un’auto che ha effettuato un improvvisa inversione di marcia. Trasportato nell’ospedale di Feixa, i medici portoghesi lo hanno subito intubato e sedato. Assistito anche dal dottor Pier Tettamanti dello staff medico FMI, Cherubini è stato successivamente sottoposto a TAC e ad altri esami clinici che hanno riscontrato un violento trauma toracico, la frattura di alcune costole, la perforazione di un polmone con immediata applicazione di un drenaggio e la frattura di quattro vertebre senza fortunatamente alcun problema al midollo; la prima e sesta cervicale, la settima dorsale e la seconda lombare. Cherubini è stato ricoverato in terapia intensiva dove dovrebbe restare per almeno cinque giorni, poi si deciderà quando potrà rientrare in Italia.
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