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28 ottobre 2009
CARLETTO UBBIALI RAGGIUNTO DA ROSSI AMBEDUE ORA VANTANO NOVE TITOLI IRIDATI il campione bergamascp, 80 anni appena compiuti, vinse tra il 1851 ed il 1961, e primeggiò sin falla prima gara
di Giovanni Cortinovis (da L'Eco di Bergamo)
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Ubbiali in gara ai tempi d'oro
Con il titolo iridato conquistato domenica, Valentino Rossi ha eguagliato il bergamasco Carlo Ubbiali, vincitore di 9 campionati del Mondo negli anni Cinquanta: 6 in 125 e 3 in 250.
Talvolta, i detrattori sostengono che la sua carriera sia monca avendo primeggiato solo nelle cilindrate minori. Ma questa accusa è un falso storico perché a differenza di oggi che 125 e 250 sono considerate un semplice trampolino di lancio per la MotoGp, all'epoca l'ottavo e la quarto di litro esprimevano grandi talenti che pur potendo competere per abilità e coraggio con i piloti della 500, si cimentavano per libera scelta in 125 e 250. Anche perché la modesta copertura mediatica faceva sì che, con le sponsorizzazioni di là da venire, i soli compensi dei piloti provenivano dai Costruttori. Che non facevano alcuna differenza in termini di prestigio, e conseguenti stipendi, tra 125 e 500.
A dare il là alla carriera di Ubbiali fu l'azzardo che lo stesso Carlo mise in opera a 17 anni per partecipare al circuito di Bergamo. Prima andò dal capo della Mobile di Bergamo, De Luca, per chiedergli in prestito una 125 DKV. Il patto prevedeva che al termine della gara il giovane Carlo gliel'avrebbe rimessa a nuovo, verniciandola e cromandola tutta, come poi fece. Al via, Ubbiali partì in fuga, inseguito dalle 3 Mv Agusta ufficiali: «Adès i ma ciapa» continuava a ripetersi, tra sé e sé. Ma non fu più acciuffato e trionfò tra l'incredulità della folla. La vittoria fu però revocata dopo il ricorso Mv per la mancata autorizzazione del padre, necessaria perché Ubbiali era ancora minorenne.
In seguito la casa varesina ingaggiò Ubbiali facendolo esordire nel Mondiale 500, nel 1949 a Berna, dove chiuse 4°, a un solo secondo dal podio su cui salì la gara dopo. I due risultati gli valsero l'ingaggio dalla Mondial per il 1950, ma la sfortuna continuò a bersagliarlo. Alla Milano-Taranto, dopo 1.700 km di gara e un inseguimento costellato da 3 cadute che non gli avevano impedito di guadagnare qualche minuto sugli inseguitori, Ubbiali vide ammutolirsi il motore a 3 km dall'arrivo: «Il pubblico cominciò a spingermi. Ero stremato e non riuscivo a dir loro di no. Tagliai il traguardo per primo ma svenni e mi portarono via in barella: all'epoca si correva ancora in giacchetta e pantaloni. La mattina dopo in ospedale il presidente della Federazione venne a dirmi che la protesta della Mv aveva portato alla mia squalifica».
Più infausta fu la trasferta in Olanda che apriva il mondiale, di sole 3 gare. Mentre transitava in Belgio, il carrello che trasportava le 3 Mondial finì in un fosso: ad avere la peggio fu la moto di Ubbiali, impossibilitata a partecipare alla gara e Ubbiali perse poi il mondiale per soli 3 punti.
Dei 39 Gran Premi vinti, un'enormità considerando che il mondiale era composto da 3 a 7 gare, Ubbiali ricorda con più piacere quello che l'ha proiettato nel mito: «Era il 1955 e a Monza si correva l'ultima gara del Mondiale. In 250, mai guidata prima, la Mv doveva contrastare lo strapotere delle Nsu. In prova feci meglio di due decimi delle Nsu e di un secondo e mezzo delle altre Mv. In gara mi ritrovai contro le 3 Nsu ma tirando allo spasimo vinsi in volata». Così, dal 1956, i vertici Mv gli misero a disposizione due moto, per correre in 125 e 250. Ubbiali li ricompensò vincendo subito entrambi i titoli, impresa ripetuta nel 1959 e 1960. Poi, a soli 31 anni, il ritiro.
«Mio fratello Maurizio, a cui ero molto legato, morì nel gennaio 1961. Non me la sentivo di continuare da solo, nonostante 2 anni di contratto».
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