m o t o w i n n e r s

presa diretta

approfondimenti speciali per occasioni speciali


21 giugno 2008 - coincidenza al Motomondiale

 

QUA LA MANO, VALE E LOCA INSIEME VERSO I 200 GP

traguardo comune in occasione della competizione britannica di Donington per il pilota bergamasco ed il fuoriclasse di Tavullia

 

di Carlo Magni (L'Eco di Bergamo)

 

 

  Vale Rossi e Robi Locatelli

 

 

Un'altra perla si aggiunge alla luminosa carriera di Roberto Locatelli. Infatti per il bergamasco della Gilera 250 l'appuntamento iridato di Donington Park, sede del Gp di Gran Bretagna che si disputerà domani domenica 22 giugno, rappresenta la duecentesima partecipazione a una gara del Motomondiale. Loca aveva festeggiato quest'anno già in quel di Jerez de La Frontera il suo 100° Gp nella classe 250. Ora questo nuovo traguardo, che Roberto condividerà in terra inglese con il re del motociclismo moderno, Valentino Rossi.

 

- Loca, ripercorriamo velocemente le tappe salienti della sua lunga carriera sportiva? 
«Ho iniziato con l'enduro, come tutti i ragazzi della nostra provincia. Mi divertivo parecchio, ma ho capito subito che quella specialità non mi avrebbe garantito grandi guadagni, anzi avrei fatto la fame. Così sono passato alla velocità, su consiglio di Fabrizio Pirovano (campione della Superbike, ndr)».

 

- Con la pista fu amore a prima vista? 
«Direi proprio di sì. Nel 1993 ho stravinto nella Sport Production classe 125. L'anno seguente all'esordio nel mondiale ottenni la pole position nel Gp d'Italia al Mugello e da li partì la mia carriera nel circus iridato».

 

- Per vincere però ha impiegato diversi anni. Come mai? 
«Sono maturato tardi – risponde ridendo il trentatreenne carvichese – Sono migliorato poco alla volta e per sbloccarmi ho faticato parecchio. Certo, una volta conquistata la prima vittoria nel mondiale (Gp di Francia a Le Castellet nel 1999, classe 125, ndr), la strada è andata in discesa. Un po' come sta accadendo al mio compagno di squadra Simoncelli. Ha lavorato duro, ha faticato a portare a casa risultati importanti, ma, una volta trovato il successo, è diventato forte psicologicamente, a tal punto da non temere più nessuno».

 

- Visto da fuori sembra una cosa facile. 
«Per niente! Si fa presto a dire che uno è bollito, non va più, non ha gli stimoli. Il nostro sport è un'alchimia tra varie componenti e se ne manca anche solo una non puoi pensare di vincere, nemmeno se hai un talento fuori dal comune. Valentino Rossi ne è il più classico degli esempi. L'anno scorso è stato massacrato da certa stampa e adesso vedete quanto va piano!».

 

- A proposito, Lei e «The Doctor» a Donington festeggiate entrambi il traguardo dei 200 Gran premi.
«Vale festeggerà di sicuro, con una gara da campione qual è, mentre io non so. Al momento sono tredicesimo, ma molto vicino a chi mi precede, quindi sono fiducioso, visto che al Mugello ho concluso al sesto posto mentre a Barcellona al pronti-via ero terzo, fino a quando il giapponese Takahashi mi ha fatto cadere. Intanto ieri quando io e Rossi abbiamo fatto la fotografia celebrativa dell'evento, Vale mi ha chiesto com'era possibile che arrivavamo assieme ai 200 Gp, visto che io ho esordito nel mondiale due anni prima di lui. Beh, gli ho risposto, ho tante ossa rotte in più rispetto a te e quindi mi hai raggiunto prima del previsto».

 

- Come vorrebbe festeggiare? 
«Con un bel piazzamento. Sarei felice di finire tra i primi cinque».