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18 maggio 2008 - cronaca
MOTOMONDIALE A LE MANS (GP FRANCIA) ROSSI FA IL VUOTO E RAGGIUNGE NIETO 90 VITTORIE IRIDATE, DAVANTI SOLO AGO (122)
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i due fuoriclasse Nieto e Rossi. 180 Gp vinti in due
Imponente, sontuoso, imprendibile. A Le Mans nel Gp di Francia Valentino Rossi ha confermato ancora una volta di essere tornato quello dei bei
tempi, bissando il successo di Shanghai con una prova assolutamente strepitosa. E poi i numeri, che non mentono mai.
Ora i due sono alle spalle del mito Giacomo Agostini, a quota 122. Insomma Rossi fa 90, che nella smorfia napoletana è la paura. Il sentimento che staranno provando tutti i suoi rivali nel rivederlo tornare il «cannibale» di una volta, addirittura festeggiato da Nieto dopo il traguardo. Con tanto di casco e tuta, con su scritto «Bravo Valentino 90», l'ex pilota spagnolo gli ha fatto da autista portandolo in sella sulla M1 fino ai box, mentre Rossi teneva una bandiera bianca con «90+90» scritto in nero.
Ma a Le Mans ha dominato anche la Yamaha, non soltanto Rossi. La scuderia giapponese ha infatti piazzato tre uomini in testa dopo ben 7 anni con il secondo posto di Jorge Lorenzo e il terzo di un ottimo Colin Edwards (team Tech3) che sabato aveva addirittura sfiorato la pole position. L'ultima tripletta, infatti, risaliva al 22 luglio del 2001 quando Biaggi, Checa e Nakano si impadronirono dei tre gradini del podio (allora le Yamaha centrarono anche il quarto posto di Abe).
Al via Dani Pedrosa parte benissimo tenendo dietro Edwards. Ma l'illusione per lo spagnolo della Honda dura pochi metri perché Stoner approfitta di una sua sbavatura per andare a prendere la testa della corsa mentre Hayden risale fino al quarto posto e davanti a Rossi (sesto). Tutto questo mentre il cielo continua a minacciare pioggia. In coda ennesimo colpo di sfortuna per Marco Melandri, in ultima fila con la sua Ducati che si spegne al momento del via. Al terzo giro Rossi tenta un primo assalto al secondo posto ingaggiando con Pedrosa un bel testa a testa. A ripetizione, infatti, si superano con staccate che lasciano con il fiato sospeso. Fino all'allungo del pesarese che si incolla agli scarichi di Stoner. È soltanto il primo tassello dell'impresa di Rossi, bravissimo nonostante una M1 all'apparenza più lenta rispetto a Ducati e Honda. La lotta per la testa della corsa tra Rossi e Stoner si infiamma fino al settimo giro quando il pesarese passa l'australiano e prende il largo. Tempo un paio di giri e il divario è già di mezzo secondo. La corsa praticamente finisce qui perché Rossi vola fino a 8-10 secondi di vantaggio su Stoner. C'è soltanto il tempo per vedere Stoner costretto a cambiare la sua Ducati a causa della rottura del motore (una novità per il team di Borgo Panigale) e un Lorenzo assolutamente eroico, capace di risalire fino al secondo posto con un grande sorpasso a Pedrosa al ventesimo giro, con lo spagnolo del team Hrc che finirà poi quarto.
Vittoria sotto l'acqua anche per lo spagnolo Alex Debon nelle 250. Secondo Marco Simoncelli su Gilera, che nel finale soffia la posizione a Mattia Pasini con un grande sorpasso: il riminese dell'Aprilia completa il podio.
Tribolato successo in 125 per il francese Mike Di Meglio. A nove giri dal termine, infatti, la corsa è stata interrotta a causa della pioggia quando in testa c'era lo spagnolo Joan Olive su Derbi. Se la gara fosse stata fermata ad otto dal termine sarebbe stata considerata conclusa in quanto sarebbero stati già percorsi i due terzi. Dopo diversi minuti di stop, invece, è ricominciata praticamente una nuova gara, una «minicorsa» di soli cinque giri come prevede il regolamento con una nuova partenza. Alla fine l'ha spuntata il francese su Derbi.
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