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29 dicembre 2008 - vigilia

 

DAKAR IN SUDAMERICA E AFRICA RACE

ALTRO GENNAIO A TUTTO RALLY

CON AL VIA I CAMION DI BELLINA E VISMARA

i colori bergamaschi rappresentati da due "bestioni", un Daf ed un Mercedes

 

di Danilo Sechi

 

 

i componenti del Team Italtrans al recente Pharaons Rallye 2008 (da sinistra Minelli, Gilardi, Germano Bellina, Arici, Claudio Bellina e Nicoli)- alla Dakar Argentina Cile partecipano Claudio Bellina con Minelli e Nicoli

 

Giacomo Vismara e Giulio Verzeletti col loro Mercedes Unimog

 

 

Negli ultimi anni, per il mondo dei motori, gennaio è stato sinonimo di Dakar. Subito dopo le feste natalizie l’interesse era catalizzato dall’avventurosa manifestazione in terra africana, un appuntamento tanto affascinante quanto ricco di contraddizioni e fonte di polemiche.

 

Dodici mesi fa il giocattolo sembrava essersi rotto. Alla vigilia della partenza gli organizzatori francesi della Aso, davanti alle segnalazioni allarmate su possibili attentati in Mauritania venute dal governo, hanno deciso di gettare la spugna e di annullare la gara, per la prima volta da quando venne ideata (nel 1979).
Quanto avvenuto aveva fatto capire che era arrivato il momento di voltare pagina, di lasciare l’Africa, con tutte le sue incognite. Una gara di tale portata richiede mesi e mesi di preparativi, ingenti investimenti, non si può ogni volta rischiare di doverla annullare all’ultimo giorno. Ecco quindi l’idea: spostare il tutto nel più sicuro e tranquillo Sadamerica dove, comunque, esistono tracciati egualmente eccezionali per le competizioni fuoristrada.
Il progetto ha preso corpo e il 3 gennaio, da Buenos Aires, scatterà la Dakar Argentina Cile. Si tratta di un percorso di 9500 km, di cui 5650 di selettive prove speciali. A Buenos Aires è previsto anche l’arrivo, il 17, dopo aver superato le insidie dei piani della Patagonia, il deserto di Atacama, i passi montani delle Ande immersi nella calda estate australe. 

 

Le iscrizioni, che molti temevano irrisorie dopo il flop 2008, sono state, invece, un successo. Ci saranno 230 moto, 29 quad, 194 auto e 84 camion, in rappresentanza di 49 nazioni. Presenti tutti i marchi storici della Dakar: Mitsubishi, Nissan, Toyota, BMW, Hummer e Volkswagen nelle 4 ruote, Ktm strafavorita nelle moto, Kamaz, Tatra, Daf, Hino, Mercedes, Ginaf e Man per i camion.

 

Ma un’altra organizzazione non ha voluto abbandonare il Continente Nero ed ha deciso di proporre una competizione simile ma alternativa, l’Africa Race, che è in programma dal 28 dicembre fino all'11 gennaio, e che attraverserà gli abituali paesi della Dakar, ovvero Marocco, Mauritania e Senegal, per concludersi nella capitale del Senegal. Sono circa 7000 km di tracciato, 4000 dei quali di prove speciali.
A rappresentare la scuola bergamasca alla Dakar ci sarà un equipaggio camion, un Daf 75 del Team Italtrans, con al volante l’imprenditore Claudio Bellina, di Trescore Balneario, contitolare della Italtrans. Con lui l’esperto navigatore Giulio Minelli, di Costa Volpino, e il meccanico Mauro Nicoli, di Luzzana. Bellina e Minelli dovevano correre anche l’anno scorso, in particolare Minelli è risultato vincitore della Dakar, nell’86, quale compagno del grande specialista di Cenate Sopra Giacomo Vismara. 

 

Anche Vismara doveva essere della partita, aveva già preparato al meglio un camion Iveco del team Motosport ma poi, come già successo nel dicembre 2007 , la formazione ha rinunciato alla corsa. Così il più forte esponente italiano del settore, 24 Dakar all’attivo, si è ritrovato libero da impegni ed ha ben volentieri accettato l’invito di Giulio Verzeletti, altro dakariano di lungo corso, di accompagnarlo nell’avventura, andando a prendere il posto del figlio di Giulio, Giacomo, infortunatosi in moto.
Si cimenteranno, su un Mercedes Unimog, pure loro nella graduatoria camion. 

 

 

 

CLAUDIO BELLINA

- Claudio Bellina, con che spirito si presenta a questa inedita versione della Dakar?
"C’è insieme curiosità e perplessità. Ho deciso di parteciparvi un po’ in ritardo ed infatti avremo un numero alto, il 581, ma non importa. Non so se questa formula verrò confermata, costa troppo ed è complicato far arrivare i mezzi in Sudamerica ma ormai siamo in ballo e balliamo. Io ho deciso di partire un po’ in anticipo, con tutta la mia famiglia, moglie e tre figli, e prima del via trascorreremo insieme qualche giorno in Brasile. Poi loro mi seguiranno solo qualche giorno in Argentina, finchè non rientreranno per l’Epifania".
- Pensa che sarà più una avventura o una vera e propria competizione?
"A giudicare dall’atteggiamento dei Team ufficiali e dalle bellicose dichiarazione dei favoriti si tratterà sicuramente di una gara, una gara con ritmi molto elevati e con in più le incognite legate alla novità".
- Voi come vi siete preparati?
"Abbiamo recentemente partecipato al Pharaons Rally, in Egitto, e siamo risultati secondi nella classifica dei camion e 15esimi in quella mista auto-camion. Io ero insieme a Claudio Arici e Paolo Nicoli, subito dietro di me si è classificato mio fratello maggiore Germano che ha diviso la cabina con Giulio Minelli e Armando Gilardi".
- Quanto a Dakar che esperienze vanta?
"Ho partecipato quattro volte, sempre su camion, all'inizio stimolato dall’imitare l’amico Vismara, poi affascinato dalla corsa. L’ultima volta, nel 2007, mi sono classificato al 23° posto, anche in quell'occasione il navigatore era Minelli. Non ho ancora corso con il Daf, dovevo farlo dodici mesi fa poi è arrivato l’imprevisto stop".
- Per l’assistenza come si siete organizzati?
"La lunga trasferta ha un po’ scombussolato le solite abitudini. Ci siamo accordati con il lecchese Marco Piana il cui camion ci fornirà assistenza ai bivacchi".

 

 

 

GIACOMO VISMARA

- Giacomo Vismara, fino a qualche settimana fa il suo nome compariva tra i partecipanti alla nuova Dakar in Sudamerica, invece adesso la ritroviamo al via della prima Africa Race. Come si spiega?
"In effetti avrei dovuto partecipare alla competizione della Aso, e sarebbe stata la mia Dakar numero 25. Poco prima che i camion dovessero essere imbarcati sulla nave che li avrebbe trasportati in Sudamerica è però arrivato il dietrofront della squadra con la quale avrei dovuto concorrere, il team Motosport Italia, per la quale avevo preparato un potente camion Iveco Trakker."
-Ma sbaglio o era già successa la medesima cosa anche l’anno passato?
"Esattamente. Un paio di settimane prima del ritrovo previsto a Lisbona era arrivato il ripensamento e non se ne era fatto nulla. Io avevo così deciso di partecipare comunque alla corsa, su percorsi alternativi, al volante di una Toyota. Ma poi, come si sa, è saltato tutto".
- Adesso avete formato questa nuova inedita coppia insieme a Giulio Verzeletti.
"Giulio ha un buon bagaglio di esperienza nella gara africana, maturato soprattutto partecipando sette volte in moto, ma ultimamente anche su camion, in due occasioni, ha dimostrato di saperci fare. Di sicuro ha una grande passione e insieme potremo fare bene. Doveva partecipare insieme al figlio, che si chiama pure lui Giacomo, ma essendo reduce da una caduta in moto, ha preferito rinunciare. Mi ha contattato e ci siamo accordati al volo".
- Potete puntare alla vittoria?
"Potenzialmente si, ma non sarà facile. Useremo il suo Mercedes Unimog, che non ha le grandi potenze dei mezzi favoriti, ma cercheremo di sopperire con la nostra abilità nella navigazione".
- Del resto con tutte le Dakar che ha sulle spalle i percorsi non dovrebbero riservarle troppo sorprese.
"Mi sono studiato un po' le tappe previste e in quasi tutti i posti ci sono già passato qualche volta. E anche stavolta si deciderà tutto in Mauritania".