Tullio Pellegrinelli

data di nascita - 6 febbraio 1964

residenza - Bruntino di Villa d'Almè
inizio attività agonistica -1981

PROFILO

1981 - vice campione italiano enduro cadetti classe 125

1982 - campione italiano enduro junior classe 125 (Gilera)

1984 - 1° Trofeo endurance

1985 - 1° Trofeo endurance

vicecampione italiano enduro classe 250

1986 - campione italiano enduro assoluto

campione italiano enduro classe 250

2° assoluto e nella classe 250 alla Sei Giorni di San Pellegrino

1987 - campione italiano enduro assoluto (Kramit)

campione italiano enduro classe 500 (Kramit)

vicecampione europeo classe 500 (Kramit)

1988 - campione italiano enduro assoluto (Husqvarna)

campione italiano enduro classe 250 (Husqvarna)

1° classe 250 alla Sei Giorni in Francia (Husqvarna)

1989 - campione italiano enduro classe 250 (Husqvarna)

vicecampione italiano enduro assoluto (Husqvarna)

vicecampione europeo enduro classe 250 (Husqvarna)

1° assoluto 12 Ore Lignano Sabbiadoro

1991 - campione italiano enduro classe 250 (Honda)

1992 - campione mondiale enduro classe 500 (Honda)

1993 - campione italiano enduro assoluto (Husqvarna)

campione italiano enduro classe 250 (Husqvarna)

1994 - campione italiano enduro classe 500

1997 - campione italiano enduro classe 500

1998 - campione italiano enduro classe 500

1999 - campione italiano enduro classe 500
2000 - vicecampione italiano enduro classe oltre 4 tempi
2001 - vicecampione italiano enduro classe 500 2 tempi
2004 - terzo Assoluti d'Italia enduro classe 500 4 tempi
2005 - terzo Assoluti d'Italia enduro classe 450 4 tempi
2006 - quinto Assoluti d'Italia enduro classe 450 4 tempi
2007 - campione italiano Hard Race classe 2; 2° Assoluti d'Italia enduro classe 450 4 tempi
2008 - campione italiano Hard Race classe 2; 2° Assoluti d'Italia enduro classe 500 4 tempi

CARRIERA

La carriera sportiva di Tullio Pellegrinelli inizia nell'81, nella categoria cadetti 125. Corre con una Ktm e vince otto delle dieci gare cui partecipa, conquistando il suo primo titolo, quello regionale. L'anno successivo, in sella alla Gilera, si impone nel tricolore junior 125, nell'83 debutta nella massima categoria dei senior, dimostrando subito le sue doti col quinto posto nell'italiano 125 e l'ottavo nell'europeo. L'anno dopo, passato alla Kramit, marca orobica con la quale resterà abbinato sino all'87, si aggiudica il Trofeo endurance e la medaglia d'oro alla Sei Giorni in Olanda, è terzo nell'italiano 250 e quinto nell'europeo.

La stagione successiva fa il bis nel Trofeo endurance e sfiora il titolo tricolore giungendo secondo. I tempi sono maturi e nell'86 esplode laureandosi campione italiano assoluto e delle 250. E' inoltre secondo assoluto e di classe, battuto per pochi decimi di secondo da Grasso, alla Sei Giorni di San Pellegrino, e quarto nell'europeo.

Doppio titolo italiano anche nei due anni successivi, il primo con la Kramit 500, il secondo con la Husqvarna 250. Nell'europeo giunge invece secondo e terzo, nella Sei Giorni '87 in Polonia è terzo mentre in quella francese dell'88 coglie una memorabile affermazione precedendo nelle 250 il compianto fuoriclasse transalpino Gilles Lalay.

Altro titolo italiano nell'89 ancora nelle 250, sempre con la Husqvarna, secondo posto nell'assoluta, vittoria alla 12 Ore di Lignano Sabbiadoro e secondo posto nell'europeo. Stagione poco prodiga la successiva: è terzo nell'italiano 250 e solo sesto nell'assoluta, quinto al primo mondiale (500) e quarto alla Sei Giorni svedese. Nel '91 passa alla Honda e, attenuati i problemi fisici che hanno condizionato il suo ultimo periodo, vince l'ennesimo titolo tricolore (nelle 25O) e giunge quinto nel mondiale.

L'affermazione più prestigiosa arriva nel '92, in sella alla Honda, è il titolo iridato della classe 500, ottenuto a spese del conterraneo Giovanni Sala. Partecipa da privato alla Sei Giorni australiana, non portandola a termine, e giunge secondo nel tricolore 250. Nel ‘93, tornato alla Husqvarna, si classifica terzo nel mondiale 250, sesto nella Sei Giorni olandese ed ottiene il quarto bis (assoluta e cilindrata) nel tricolore senior.

Nel ‘94 conquista l’ennesimo scudetto tricolore nella classe 500 e risulta secondo assoluto dietro Sala, giunge secondo anche nel campionato mondiale della classe oltre 175 e nella Valli Bergamasche e fa parte della formazione azzurra vincitrice del Trofeo mondiale alla Sei Giorni Usa di Tulsa (concludendo la corsa nonostante la lussazione di una spalla). Nel ‘95 è nuovamente vice-campione mondiale nelle 250 e vice-tricolore, in entrambi i casi dietro Sala. Partecipa in Polonia alla sua decima Sei Giorni e contribuisce al successo azzurro (il terzo in carriera) piazzandosi secondo di classe. Gli ultimi titoli tricolori arrivano nella mezzo litro, nel '97, '98 e 99.

Nei due anni successivi conclude in seconda posizione, quindi si avvicina alla Federmoto con incarichi tecnici per seguire le giovani promesse della specialità.

 



 

INTERVISTA luglio 1992

 

IN SVEZIA UNA GARA-CAPOLAVORO

 

Sembrava proprio destinato a fare sua la piazza d'onore, un risultato in sintonia col suo passato agonistico che lo vedeva fortissimo in campo nazionale (come dimostrano i cinque titoli di classe ed i tre assoluti) ma mai al vertice in campo internazionale, un'antipatica tradizione che aveva saputo interrompere solo in una occasione, nell'88, vincendo la Sei Giorni '88 in Francia.

Invece dapprima in Finlandia e poi, soprattutto in Svezia, infilando due strepitosi primi posti, Tullio Pellegrinelli ha sovvertito i pronostici sorpassando il rivale Giovanni Sala, come lui bergamasco, a lungo incontrastato leader, e si è laureato campione del mondo enduro della classe 250, uno dei quattro azzurri riusciti quest'anno nella fantastica impresa, il primo bergamasco iridato dopo la lunga sequela di titoli continentali conquistati dai suoi mitici predecessori Andrioletti, Brissoni, Gritti, Andreini.

"Sapevo che non sarebbe stato facile ma anche che dovevo stare in agguato, Sala agli appuntamenti importanti tende a perdere la concentrazione ed a sbagliare di più" spiega il bruntinese della Honda neo-campione mondiale "gli era già capitato l'anno scorso, alla gara conclusiva dell'italiano, a Salice Terme. Era in testa con un punto di vantaggio ma io vincendo quell'ultima sfida l'ho superato e vinto il titolo. Si, sono stato superiore dal punto di vista psicologico, mi ha aiutato la maggiore esperienza e lucidità. Certo ho vinto meno, solo tre giornate, ma non ritengo di aver demeritato questa soddisfazione, ho avuto una regolarità di piazzamenti notevole e, in più, a inizio stagione sono stato operato al menisco e corro coi legamenti rotti. Inoltre va ricordato che nella tappa polacca poi annullata io ero risultato secondo e Sala solo ottavo, in quell'occasione la fortuna, sotto forma di provvedimento federale, ha favorito lui."

- E' stata la tua vittoria più bella o avevi in precedenza provato qualcosa di ancora più meraviglioso?

"Ci tenevo molto a questo mondiale perchè in campo internazionale sono sempre stato piuttosto sfortunato, c'era sempre qualcosa che andava storto e dovevo accontentarmi dei piazzamenti. Solo alla Sei Giorni in Francia dell'88 avevo provato qualcosa di simile, anzi probabilmente quella volta fu ancora meglio perché si decise tutto l'ultimo giorno, nella conclusiva prova di cross, davanti a ventimila spettatori, fu fantastico."

- A proposito di Sei Giorni si avvicina l'attesissima edizione in Australia. E' vero che rischi di non potervi partecipare?

"Si, al momento sono ancora in dubbio. Non sono stato inserito nella squadra ufficiale azzurra e quindi non mi resta che la partecipazione da privato. Mi spiacerebbe non esserci per cui sto cercando qualche sponsor che mi finanzi l'iniziativa. Sono in buona forma e sono certo che saprei onorare il fresco titolo iridato anche nella terra dei canguri. Speriamo me ne diano la possibilità."

- Nel campionato italiano corri invece nelle 250 ed hai un altro avversario, l'altro iridato Grasso. Come finirà quest'altro braccio di ferro?

"Nell'italiano la situazione è per me più complicata e temo che il finale sarà differente. Grasso è fortissimo e più che altro ha preso un notevole margine di vantaggio nelle prime prove, quando ero ancora in condizioni fisiche inadeguate. Non mi basterà quindi dare il massimo, dovrà anche sperare in un suo improbabile passo falso...mi sa che per il titolo italiano dovremo rimandare il discorso all'anno prossimo."

 

Danilo Sechi

 

 

 

 

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