Robi Locatelli

data di nascita - 5 luglio 1974

luogo di nascita - Bergamo

residenza - Montecarlo

inizio attività agonistica - 1989

PROFILO

1989 - Aprilia Team Cordani - secondo nel Trofeo Fmi enduro cadetti 50

1990 - Aprilia-team Cordani - vincitore del Trofeo Fmi enduro cadetti 50

1991 - Aprilia-team Cordani - campione italiano enduro cadetti 80 – 10° tricolore senior – 17° europeo - ritirato alla Sei Giorni in Cecoslovacchia al 3° giorno

1992 - Aprilia-Benzoni - 8° campionato italiano Sport production 125 under 21

1993 - Aprilia-Benzoni - vincitore del campionato italiano Sport production 125 under 21 con 55 punti

1994 - Aprilia-team Italia - 2° nel campionato europeo 125 3° nel campionato italiano 125 - esordio mondiale e pole position (1a in carriera) nel Gp d’Italia al Mugello il 3 luglio (10° in gara) - RISULTATO FINALE NEL MONDIALE 29°

1995 - Aprilia-team Nastro Azzurro

primo campionato mondiale completo, classe 250 – RISULTATO FINALE 17° con 31 punti in 13 gare:

1996 - Aprilia-team Nastro Azzurro

secondo campionato mondiale completo, classe 250 – RISULTATO FINALE 16°

1997 - Honda-team Axo/Inoxmacel

terzo campionato mondiale completo, il primo nella classe 125 - RISULTATO FINALE 8° (miglior esordiente)

1998 - Honda 125 - Team Polini/Inoxmacel

quarto campionato mondiale completo, il secondo nella classe 125 - RISULTATO FINALE 9°

1999 - Aprilia 125 – Team Vasco Rossi Racing

quinto mondiale completo, il terzo in 125 - RISULTATO FINALE 4° - 2 vittorie 

2000 - Aprilia 125 – Team Diesel Vasco Rossi Racing

sesto mondiale completo, il quarto in 125 – CAMPIONE DEL MONDO – 5 vittorie – 9 pole

2001 – Aprilia 250 – Team Eros Ramazzotti di Mauro Noccioli settimo mondiale completo, il terzo in 250 – RISULTATO FINALE 8°

2002 - Aprilia 250 - TuRacing Team di Mauro Noccioli

ottavo mondiale completo, il quarto in 250 - RISULTATO FINALE: 8°

2003 - Ktm 125 - Team Red Bull

nono mondiale completo - il quinto in 125 - RISULTATO FINALE: 24°

2004 - Aprilia 250 - Team Cecchinello

decimo  mondiale completo - il sesto in 125 - RISULTATO FINALE: 3°

2005 - Aprilia 250 - Team Cecchinello

undicesimo  mondiale completo - il quarto in 250 - RISULTATO FINALE: 13°

2006 - Aprilia 250 - Team Toth

dodicesimo  mondiale completo - il quinto in 250 - RISULTATO FINALE: 5°

2007 - Gilera 250 - Team Metis

tredicesimo  mondiale completo - il sesto in 250 - RISULTATO FINALE: 13°


2008 - Gilera 250 - Team Metis

quattordicesimo  mondiale completo - il settimo in 250 - RISULTATO FINALE: 9°


2009 - Gilera 250 - Team Metis

quindicesimo  mondiale completo - l'ottavo in 250 - RISULTATO FINALE: 11°



LA PAGINA DELL'ECO DI BERGAMO DEDICATA A ROBI LOCATELLI IL 21 DICEMBRE 2009 (PDF)



 

INTERVISTA marzo 2002

 

 PRONTO PER L’ASSALTO AL 2° TITOLO IRIDATO

 

Appena il tempo di trascorrere a casa le festività di Pasqua e poi - martedì mattina - per Robi Locatelli inizierà la nuova serie di viaggi attraverso mezzo mondo per calcare i circuiti più famosi, a caccia del suo secondo titolo mondiale di motovelocità dopo quello conquistato nel 2000 nella classe 125.

Stavolta nel mirino c’è l’iride della classe 250, cilindrata alla quale è passato nella passata stagione, conclusa - dopo un lusinghiero inizio - all’ottavo posto, un posto che gli è andato un po’ stretto, determinato da una fase negativa a metà torneo, fase solo in piccola parte mitigata dal podio conquistato nella corsa conclusiva a Rio de Janeiro.

La prima gara 2002 si disputerà domenica 7 sul circuito giapponese di Suzuka. Locatelli, senza più il lungo codino che lo ha accompagnato negli ultimi anni, si presenterà in sella alla Aprilia del TuRacing Team, formazione fiorentina guidata da Omar Nicola e Mauro Noccioli. Per una precisa scelta tecnica dettata dalla ricerca dell’affidabilità, la moto sarà ancora la stessa del 2001 (e così anche per la seconda gara di due settimane dopo in Sudafrica), a partire dalle gare europee utilizzerà il nuovo mezzo.

"L’intenzione è di partire un po’ guardinghi" spiega "puntando ad arrivare in fondo e collezionare punti preziosi "per poi cercare di attaccare nei successivi appuntamenti del campionato. Le gare sono sedici, c’è tutto il tempo di fare bene, non c’è fretta. Questa stessa filosofia ci ha ispirati nel corso delle sessioni di prove che abbiamo effettuato nel corso dell’inverno, a Valencia, all’Estoril, a Jerez e, più recentemente, al Mugello. Nessuna ricerca del tempone clamoroso ma un continuo affinamento delle potenzialità della moto. Noccioli è un tecnico validissimo, con lui c’è un ottimo rapporto, insieme vorremmo approdare l’anno prossimo nella classe superiore. Ovviamente per farlo senza svenarsi bisogna fare bene quest’anno."

- Questo è l’ottavo mondiale al quale partecipa. Continua a piacerle questa vita chilometrosa e spericolata oppure comincia a pesarle?

"No, nessun problema. Mi piace sempre e parecchio. Ultimamente sono però infastidito dagli squilibri che l’organizzazione del campionato sta determinando tra motogp e altre cilindrate, da una parte ogni attenzione e dall’altra poco o niente. Non è giusto, anche noi diamo spettacolo e rischiamo l’osso del collo. Fra l’altro è proprio dalle altri classi che ogni stagione vengono ingaggiati nuovi piloti per la classe regina, e allora come la mettiamo?"

- Quello appena trascorso è stato un inverno intenso? Quale - fra i tanti eventi di cui è stato protagonista - le ha lasciato il ricordo più intenso?

"Ho partecipato a diverse manifestazioni, in alcuni casi mi sono lasciato coinvolgere anche perché c’era un risvolto benefico. L’esperienza più eccitante mi è comunque capitata in occasione della settimana bianca, in Alta Badia, dove ho diversi cari amici. Mi hanno convinto a provare l’eliski, ovvero raggiungere le piste più impervie con l’elicottero e poi scendere a valle su piste ripidissime non battute. Ebbene sono riusciti a farmi tremare le gambe, me la sono vista brutta, ma poi, arrivato in fondo, ho provato una sensazione bellissima, come quando si sfreccia a 300 all’ora in pista."

- Rispetto all’inverno precedente, col titolo appena vinto, ha riscontrato una minore attenzione nei confronti del personaggio Locatelli?

- Beh, si, ma era inevitabile. A me comunque la cosa non ha creato alcun contraccolpo psicologico. Ad inverni un po’ incolori dopo stagioni poco proficue io ci sono abituato, magari tale situazione potrebbe creare depressione in uno come Valentino Rossi, abituato sempre a vincere, io in questo senso penso di aver raggiunto un certo equilibrio. E poi diciamo che ho avuto più tempo per concentrarmi sugli allenamenti. Del resto qualche occasione di mondanità non mi dispiace ma senza esagerare, il giorno dopo certi eccessi si pagano."

- Ma allora la sua serata ideale è quella sul divano davanti alla tivù oppure in una discoteca alla moda?

"Non mi dispiace stare a casa a guardare la tivù, quasi sempre però mi addormento. Ultimamente segue spesso il calcio, tengo all’Inter e quest’anno, finalmente, le soddisfazioni non mancano. Se ce la farà a vincere lo scudetto? Sono uno sportivo, non un tifoso, se lo saprà meritare sul campo sarò ben contento, altrimenti pazienza. Quando capita seguo anche l’Atalanta e le sue partite, in un paio di circostanze ho incontrato Doni e abbiamo chiacchierato un po', è un tipo simpatico oltre che bravo."

- Quest’anno, dopo parecchi anni, non ci saranno gare quando compirà gli anni. Dopo tanti compleanni al paddock ha in mente qualcosa di speciale?

"Finalmente, ogni volta mi ritrovavo nei box del Gp d’Inghilterra. Non che ci tenga particolarmente a festeggiare il compleanno, ma la situazione cominciava a diventare ripetitiva! Ne approfitterò per organizzare qualcosa con gli amici e quando dico amici intendo i ragazzi dell’Isola dove ho trascorso la gioventù. A Montecarlo mi trovo benissimo, per allenarsi il clima mite è l’ideale, per i collegamenti con i circuiti e tutto più comodo, ma quando si parla di affetti ed amicizie bisogna tornare alle proprie radici, no? Anche coi miei genitori, poi, ci vediamo poco e quella sarà un’occasione in più."

- Le è dispiaciuto tagliare il codino o si era stufato?

"A parte il mantenere la parola l’ho tagliato per dare un calcio alla scaramanzia. Cinque anni fa l’avevo pure tagliato e l’annata era stata negativa, stavolta voglio dimostrare che non sono queste cose a determinare i risultati e gli esiti di una sfida sportiva. In ogni caso un po’ mi è dispiaciuto perchè era uno dei miei simboli."

- A proposito di scaramanzie e coincidenze, il suo compagno di Team è Simone Sanna, lo stesso della stagione vincente 2000...

"Si, con Simone c’è stima e affiatamento. Secondo me lui è un animale da gara nel senso che riesce a dare il meglio quando c’è bagarre, quando si lotta gomito a gomito. Se Noccioli gli fornirà un mezzo capace di mantenerlo sempre nelle posizioni di vertice, per i suoi avversari della classe 125 saranno dolori".

- E nella nuova classe motogp? Anche lei è fra quelli che pronostica una lotta ristretta al secondo posto a causa della superiorità di Rossi oppure no?

"Non ho visto in azione Rossi con la nuova Honda 4 tempi ma da quanto hanno raccontato i diretti avversari la superiorità finora dimostrata è notevole, quasi preoccupante per lo spettacolo. Vedremo".

 

Danilo Sechi

 

 


 


 

CARRIERA

 

 L’ESORDIO NELL’ENDURO

L’ESPLOSIONE IN PISTA

 

Che Robi Locatelli avesse talento, che fosse nato proprio per correre in moto, ci si accorse subito, ai suoi inizi agonistici. Esordì a 14 anni - era il 1989 - nell’enduro, categoria cadetti classi 50 codice, quella propedeutica, moto Aprilia, la stessa che lo ha ottimamente assecondato nel  fantastico 2000 culminato col titolo iridato. Un veloce apprendistato ed è già secondo nel Trofeo Fmi, praticamente il campionato italiano dei giovanissimi della disciplina. Nella stagione successiva arriva la conquista del Trofeo, a seguirlo e spronarlo passo passo è il padre Carlo, pilota amatoriale, i tecnici della scuderia Cordani-Ponte Nossa ne affinano le qualità e l’anno dopo, il ’91, passa nella classe 80 ed è nuovamente il numero uno vincendo due delle tre prove e giungendo quarto nella terza. Corre anche qualche gara coi senior dove è 17° nel tricolore e prende anche parte, con poca fortuna, alla Sei Giorni in Cecoslovacchia. Solitamente in questi casi si passa alla categoria intermedia degli junior per poi fare il salto coi migliori. Locatelli no, ben consigliato dal padre e dal campione brianzolo Fabrizio Pirovano, gioca la carta della velocità. E i risultati non tardano ad arrivare. Ancora su Aprilia si presenta nel campionato italiano Sport production classe 125, si piazza ottavo e risulta il migliore degli under 21. Nel ’93 ci riprova e non lascia spazio a nessuno, il successo finale è suo. L’affermazione lo fa entrare nel Team Italia della Federmoto, partecipa al campionato europeo 125 ed al campionato italiano. Nel primo caso fa sua la seconda posizione preceduto da Cremonini, nel secondo ottiene la terza piazza preceduto ancora da Cremonini e da Omarini. Lo stesso anno, all’inizio di luglio, mette a segno il suo primo incredibile exploit: partecipa con una "wild card" al Gran premio d’Italia al Mugello e, stupendo tutti, fa registrare il miglior tempo nelle prove, la pole è sua! In gara non è poi altrettanto efficace, incappa in una scivolata e termina decimo ma ormai non è più uno sconosciuto, è Robi Locatelli, l’erede della grande scuola orobica che ha sfornato Carletto Ubbiali e Giacomo Agostini. L’Aprilia, l’anno dopo, gli offre di partecipare a tutto il mondiale col Team Nastro Azzurro e lo induce a passare alla classe 250, La scelta non si rivelerà azzeccata, potremmo anzi dire che si rivelerà affrettata. Saranno infatti due stagioni, quella ’95 e quella ’96, piuttosto tribolate. Il carvichese dimostra a sprazzi le sue doti ma i risultati non sono proporzionati alle attese. A fine campionato Robi ’95 porta a casa il 17° posto finale, i migliori parziali sono un nono e tre decimi posti; nel ’96 concluderà 16° con un sesto posto a Rio, un’ottavo in Francia, un nono in Australia e un decimo nella Repubblica Ceca. "Non ci ho messo l’impegno adeguato" spiega Locatelli questa fase della sua carriera "mi allenavo poco, cadevo spesso e non recuperavo con rapidità, insomma non mi rendevo conto della grande opportunità che la vita mi aveva offerto." Inevitabile il passo indietro, il ritorno nella classe 125, e il cambio di marca, l’unico finora nel suo curriculum. Passa alla Honda, col Team Axo-Inoxmacel, e le sue quotazioni riprendono quota. Conclude il mondiale ’97 all’ottavo posto finale ed è il migliore degli esordienti, tra i suoi risultati parziali spiccano i quarti posti nella Repubblica Ceca ed in Australia, la sesta piazza in Gran Bretagna, le settime a Imola e a Barcellona, le ottave in Spagna, Austria e Olanda. Il ’98 è l’anno del connubio tutto bergamasco con Locatelli in sella alla Honda del Team Polini. E’ ancora una stagione di transizione, con alti e bassi, alla fine si piazza nono ma finalmente riesce a salire sul podio. E’ il 19 luglio, nel Gran premio di Germania, fa sua la terza posizione. E’ anche una stagione ricca di cadute, ne infila ben cinque. Si volta pagina ancora, nel ’99, per tornare in sella alla Aprilia. Lo vuole con sè il manager del Team Vasco Rossi Racing, Fiorenzo Caponera. Sarà la possibilità di correre coi colori del suo cantante preferito, ma Locatelli comincia a trasformarsi, diventa più concreto, incisivo, determinato. I risultati non si fanno attendere e dopo un buon quinto posto a Jerez, in Spagna, eccolo centrare la prima vittoria iridata. E’ il 23 maggio, è il circuito francese Paul Ricard il palcoscenico che accoglie questa giornata festosa, è probabilmente stata questa la vera svolta, dopo varie avversità il "Loca" si rende conto che può farcela e acquista quella sicurezza che porta ad ogni traguardo. Due settimane dopo si ripete infatti al Mugello e poi raccoglie ancora altri buoni piazzamenti (terzo in Olanda, quarto in Gran Bretagna e Germania, quarto in Sudafrica e terzo in Argentina) così che alla fine si classifica in quarta posizione. E siamo al fantastico 2000. Per Robi è il sesto mondiale completo, il quarto in 125, in molti lo indicano tra i favoritissimi. Non li deluderà. L’avvio è positivo: in Sudafrica conquista la pole, in gara è quarto. In Malesia va un po’ peggio in prova, dove è terzo, ma poi vince in gara e balza anche in testa al campionato. Si va in Giappone dove è terzo in prova e cade in gara, nel mondiale arretra al quarto posto. Tocca alle sfide europee: a fine aprile, a Jerez, parte dalla pole, in gara è terzo, nel mondiale guadagna un posto ed è pure terzo. Due settimane dopo, in Francia, giunge quarto ed è nuovamente quarto nel mondiale. Ma i distacchi sono limitati, il mondiale ancora lungo, è sempre in piena corsa. Al Mugello, a fine maggio, domina conquistando pole e vittoria e portandosi al secondo posto nel mondiale. Al Gp Catalunya è ancora pole ma poi cade in gara. Ciò nonostante mantiene la seconda piazza. Ad Assen, in Olanda, non brilla: ottavo tempo e sesto in gara ma nel campionato si ritrova comunque leader. Perde il primo posto due settimane dopo in Gran Bretagna, giungendo quarto, e la situazione resta stabile anche in Germania, dove è secondo. Altra pole e altra vittoria in pieno agosto a Brno ma resta secondo. E’ intanto sempre più chiaro che a contendersi il titolo saranno lui e il giapponese della Debi Ui, gli altri non riescono ad essere altrettanto continui. In Portogallo la fortuna lo aiuta: è secondo ma Ui cade e Robi passa al comando. Non lo mollerà più infilando a metà settembre un fantastico successo a Valencia che lo porta a più 24 punti da Ui. Sembra proprio fatta ma a Rio il motore della sua Aprilia, per la prima volta, si ammutolisce e i giochi si riaprono. Eccoci a Motegi. Ui corre in casa e sembra favorito ma il bergamasco lo mette alle corde sin dalle prove, lo porta ad azzardare ed alla fine lo piega inesorabilmente. Vince alla grande, gara e titolo, come di addice ai fuoriclasse. 

 

Danilo Sechi

 

 

 


 

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